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Malattia dei professionisti: come funziona?

10 Gennaio 2022 | Autore:
Malattia dei professionisti: come funziona?

A che cosa ha diritto l’avvocato, il commercialista o il medico che si ammala per più di tre giorni? Che cosa non rientra nei benefici approvati dal Governo?

Ad ammalarsi non sono solo i lavoratori dipendenti. Se loro devono assentarsi per problemi di salute, scatta il meccanismo che porta all’indennità di malattia corrisposta dal datore di lavoro per i primi giorni e, successivamente, dall’Inps. Ma che succede a chi ha la partita Iva? La malattia dei professionisti come funziona?

Di recente, il Governo ha introdotto delle novità che vengono a colmare solo in parte le lacune sul riconoscimento della malattia a chi non ha un rapporto di lavoro subordinato. In pratica, l’agevolazione per chi non riesce ad andare in ufficio perché non sta bene riguarda solo la parte fiscale ma non quella contributiva o assicurativa. Vediamo nel dettaglio come funziona la malattia dei professionisti.

Malattia dei professionisti: a cosa dà diritto?

Che succede al professionista che si ammala? Come deve affrontare il periodo di malattia l’avvocato, il commercialista, il notaio, l’architetto che, non avendo un contratto di lavoro subordinato, non ha una fonte di reddito quando non può essere operativo per motivi di salute?

Nella maggior parte dei casi, il professionista si tutela con un’assicurazione a sue spese che subentra quando c’è uno stop forzato causa malattia. Una polizza a sue spese, quindi, a differenza del lavoratore dipendente che, purché non superi il periodo di comporto ed abbia una patologia certificata dal medico curante, è tutelato da un’indennità dell’Inps. Indennità che prevede anche il versamento dei contributi previdenziali.

Come si diceva, recentemente, il Governo ha fatto una prima mossa per agevolare il professionista in malattia. Si tratta della sospensione della decorrenza dei termini che riguardano gli adempimenti con il Fisco, cioè di quelli tributari.

Il beneficio interviene in caso di:

  • malattia del libero professionista;
  • parto prematuro;
  • interruzione della gravidanza;
  • decesso.

La sospensione riguarda, nello specifico, le scadenze perentorie e quelle che comportano delle sanzioni pecuniarie e penali nei confronti del professionista e del suo cliente, a patto che il periodo di degenza o di cure domiciliari superi i tre giorni.

In tal caso, la sospensione per il rispetto degli adempimenti tributari scatta per il periodo di ricovero in ospedale o di cure domiciliari e per 30 giorni dalla fine di entrambe le situazioni, cioè per un mese dalla data delle dimissioni o della fine delle cure domiciliari. Professionista e cliente sono esenti da ogni responsabilità per un periodo di 60 giorni dalla data in cui si verifica l’evento lesivo per la salute.

Il professionista, però, deve impegnarsi a corrispondere gli adempimenti fiscali sospesi entro il giorno successivo alla fine del periodo di sospensione, con gli interessi fissati in base al tasso legale.

Malattia dei professionisti: chi sono i beneficiari?

Possono accedere alla sospensione degli adempimenti tributari in caso di malattia solo i professionisti che hanno l’obbligo di iscrizione ad un albo professionale, come ad esempio medici, farmacisti, avvocati, ingegneri, architetti, veterinari, biologi, chimici, agronomi, psicologi, dottori commercialisti, geologi, notai, ecc. Significa che tutti gli altri sono esclusi dall’agevolazione.

C’è da precisare, inoltre, che nel caso in cui la professione venga esercitata in forma societaria o associata, la sospensione per malattia scatta solo se:

  • il numero complessivo dei soci o degli associati è inferiore a tre;
  • oppure se il professionista in malattia è nominativamente responsabile dell’incarico ricevuto.

Altro requisito per beneficiare della sospensione degli adempimenti fiscali: la data del mandato tra professionista e cliente deve essere antecedente al ricovero o al giorno in cui hanno inizio le cure domiciliari. Il professionista deve inviare copia del mandato e certificato medico agli uffici competenti della Pubblica Amministrazione tramite raccomandata a/r oppure via Pec.

Malattia dei professionisti: che succede in caso di decesso?

Se il professionista in malattia muore, la sospensione degli adempimenti a carico del cliente scatta per un periodo di sei mesi. Il cliente sarà tenuto ad inviare alla Pubblica Amministrazione entro 30 giorni dalla data del decesso una copia del mandato dato al professionista.

Malattia dei professionisti: cosa non comprende?

Come detto, in caso di malattia del professionista che supera i tre giorni scatta per professionista e cliente la sospensione degli adempimenti tributari. Ma solo di questi, cioè del versamento delle imposte. Non rientrano in questa sospensione le scadenze legate alle liti con l’amministrazione finanziaria o con gli enti impositori e nemmeno gli adempimenti assicurativi, contributivi o giudiziari. Vuol dire che anche in caso di malattia, di ricovero o di infortunio grave, vanno rispettate le scadenze previdenziali e tutte quelle che non hanno a che fare con gli impegni tributari.

La sospensione non blocca nemmeno gli interessi legali sulle somme dilazionate, interessi che per il 2022 vengono fissati all’1,25%.

Chi dichiara il falso (professionista o cliente) per ottenere la sospensione degli adempimenti rischia una sanzione da 2.500 a 7.750 euro.



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