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Come evitare il plagio?

14 Maggio 2022 | Autore:
Come evitare il plagio?

Diritto d’autore: cos’è e come funziona? Cosa sono le opere creative? Come evitare le sanzioni previste per chi copia l’opera altrui?

La legge tutela tutte le opere creative, quelle cioè che sono il prodotto dell’ingegno di una persona. Si pensi a un romanzo, a un film, a una canzone, a un dipinto: ogni opera appartiene per legge al suo creatore sin da quando viene alla luce. Non occorre, cioè, alcuna procedura formale perché l’autore di un’opera venga riconosciuto tale, con tutte le tutele fornite dalla legge. Con questo articolo ci occuperemo di uno specifico argomento: vedremo cioè come evitare il plagio.

Oggi, basta cercare in rete per imbattersi in opere di ogni tipo. Ad esempio, se un giovane scrittore, per farsi pubblicità, pubblica sul suo blog o sulla propria pagina personale di Internet un racconto, questo potrà essere considerato un’opera a tutti gli effetti. La pubblicizzazione sul web, però, consente a chiunque di potersene appropriare, magari spacciandola per propria. Ciò accade non solo per i romanzi e i racconti, ma anche per gli articoli giornalistici e i contributi di tipo informativo. Ad esempio, è plagio anche copiare un articolo divulgativo spacciandolo per proprio. Come evitare il plagio? Scopriamolo insieme.

Diritto d’autore: cos’è?

Il diritto d’autore è l’insieme delle norme di legge che protegge le opere creative, cioè le opere che sono il frutto dell’intelletto di una persona. Ne sono un esempio gli scritti, i filmati, le composizioni musicali, le sculture, i dipinti, ecc.

Diritto d’autore: come funziona?

Il diritto d’autore offre una doppia tutela:

  • da un lato, consente di rivendicare, in qualsiasi momento, la paternità dell’opera (cosiddetto diritto morale d’autore);
  • dall’altro, permette di sfruttare economicamente l’opera, ad esempio mettendola in commercio (cosiddetto diritto patrimoniale d’autore).

Il diritto patrimoniale d’autore può essere ceduto a terzi. È il caso dell’autore di un romanzo che vende lo sfruttamento economico dell’opera alla casa editrice.

Plagio: cos’è?

Il plagio è l’illecito che commette chi ruba l’opera altrui spacciandola per propria.

Si ha plagio quando si verifica l’illegittima appropriazione della paternità dell’opera e dei suoi elementi creativi. In tali ipotesi, sussiste la violazione sia del diritto morale d’autore che del diritto di utilizzazione economica.

Detto in altri termini, il plagio è la falsa attribuzione della paternità di un’opera dell’ingegno, in qualsiasi tempo dalla sua creazione.

Ciò vuol dire che si può commettere plagio anche molti anni dopo la realizzazione dell’opera, considerando che, secondo la legge sul diritto d’autore, indipendentemente dai diritti esclusivi di utilizzazione economica e anche dopo la cessione degli stessi, l’autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell’opera in qualsiasi tempo.

Esempi di plagio

Il classico esempio di plagio è quello di chi “ruba” completamente l’opera di un’altra persona.

Se Paolo si appropria del romanzo di Carlo e lo presenta all’editore come proprio, commette un plagio.

Tuttavia, il plagio può essere commesso anche appropriandosi solo di una parte dell’opera altrui, oppure imitandone il contenuto senza alcun apporto di originalità.

Lo studente che, per la propria tesi, copia solo una parte di uno dei libri che consulta, commette plagio. Ugualmente è plagio quello del musicista che copia una parte di una canzone altrui.

Contrariamente a quanto si possa pensare, anche la parafrasi può costituire un illecito, a meno che non sia molto diversa dal materiale originario.

In pratica, anche se si formula con parole proprie il concetto espresso da altri si potrebbe incorre nel plagio. A nulla varrebbe citare la fonte.

Insomma: ogni volta che ci si appropria di un’idea o di un concetto originale altrui, si rischia di commettere plagio. Con i limiti che diremo a breve.

Plagio: com’è punito?

Il plagio costituisce un illecito sia civile che penale:

  • la tutela civile consente all’autore derubato della propria opera di ottenere dal giudice il risarcimento dei danni e l’inibitoria, cioè l’ordine impartito al responsabile di cessare dalla propria condotta;
  • la tutela penale legittima la denuncia presso le forze dell’ordine.

Il plagio costituisce dunque reato. Secondo la legge sul diritto d’autore, è punito con la multa da 51 a 2.065 euro chiunque, senza averne diritto, a qualsiasi scopo e in qualsiasi forma:

  • riproduce, trascrive, recita in pubblico, diffonde, vende o mette in vendita o pone altrimenti in commercio un’opera altrui o ne rivela il contenuto prima che sia reso pubblico, o introduce e mette in circolazione nello Stato esemplari prodotti all’estero contrariamente alla legge italiana;
  • mette a disposizione del pubblico, immettendola in un sistema di reti telematiche, mediante connessioni di qualsiasi genere, un’opera dell’ingegno protetta, o parte di essa.

La pena è della reclusione fino ad un anno o della multa non inferiore a 516 euro se i fatti di cui sopra sono commessi sopra una opera altrui non destinata alla pubblicità, ovvero con usurpazione della paternità dell’opera (cioè, con plagio) [1].

Plagio: come si evita?

Come evitare di commettere un plagio? La risposta più semplice e scontata è la seguente: non copiando le opere degli altri.

Tuttavia, vi sono dei casi in cui fare dei riferimenti ai contenuti realizzati da altri è necessario: è il caso delle tesi universitarie oppure delle opere di critica letteraria, quelle cioè in cui si esamina un testo altrui per sottoporlo a giudizio.

Ebbene, esistono delle semplici regole per evitare il plagio:

  • riportare tra virgolette le citazioni testuali, cioè le frasi copiate (o tradotte letteralmente, se il testo non è nella lingua in cui si scrive);
  • indicare la fonte, anche quando non si tratta di citazione testuale ma di rielaborazione di un testo altrui;
  • parafrasare il testo degli altri autori, evitando di copiarlo interamente.

Questi suggerimenti, però, non mettono totalmente al sicuro dal rischio di plagio. Come detto in precedenza, infatti, anche esprimere un concetto di altri con parole proprie (parafrasi) può far incorrere nel plagio. Facciamo un esempio di fantasia che possa rendere l’idea.

Poniamo il caso che Darwin, prima di procedere alla pubblicazione ufficiale, abbia fatto leggere la sua più celebre opera, “L’origine della specie”, a un suo amico. Questi, trovando geniale quanto scritto, decide di “rubare” tutte le idee di Darwin, di rielaborarle a parole proprie e di pubblicare il testo così ottenuto con un altro titolo. È evidente che, in un caso del genere, pur non essendoci un “plagio formale”, vi è stato comunque un “plagio sostanziale”, in quanto non si è fatto altro che esprimere diversamente concetti originali di altri. Insomma: il furto del prodotto dell’ingegno altrui c’è comunque stato.

Anche l’uso delle virgolette e della citazione della fonte non mette al sicuro dal plagio. Se una persona pubblicasse un libro contenente solamente citazioni, rischierebbe ugualmente di commettere un illecito. Il plagio vuole infatti evitare che un’opera creativa sia duplicata, sia nella forma che nella sostanza.

Come evitare il plagio, allora? Creando un’opera che sia originale. Le citazioni e le parafrasi sono ammesse, ma non devono esaurire l’opera dell’ingegno, la quale deve sempre possedere degli elementi innovativi, di originalità.

Ad esempio, lo studente che prepara la tesi potrà sicuramente avvalersi di ampia bibliografia, citando testi e fonti, ma poi dovrà giungere a conclusioni proprie, dovrà cioè far sì che il suo elaborato apporti un contributo originale alla materia affrontata.

Dunque, per evitare il plagio bisogna:

  • citare le fonti e virgolettare i passaggi riportati testualmente;
  • introdurre elementi personali di novità e originalità.

Tutto quanto appena detto vale ovviamente per qualsiasi tipo di opera creativa. L’esempio dell’opera letteraria rende maggiormente l’idea ed è sicuramente la più diffusa. A questo proposito, si legga l’articolo dal titolo Il plagio musicale: fino a quante note di un altro brano si possono copiare?


note

[1] Art. 171, legge n. 633/1941.

Autore immagine: canva.com/


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