Diritto e Fisco | Articoli

Cosa sono il domicilio e la residenza fiscale

11 Gennaio 2022
Cosa sono il domicilio e la residenza fiscale

La differenza tra domicilio fiscale e residenza fiscale: qual è l’ufficio competente per il pagamento delle imposte ed il giudice a cui rivolgersi in caso di ricorso. Chi paga le tasse in Italia e chi all’estero?

Non a tutti è noto cosa sono il domicilio e la residenza fiscale. Nel gergo di tutti i giorni, le parole «domicilio» e «residenza» vengono usate indistintamente. Eppure, esse individuano due concetti completamente diversi, definiti dall’articolo 43 del Codice civile. Quindi, prima di comprendere cosa sono il domicilio e la residenza in senso «fiscale» bisognerà ricordare il significato che tali termini hanno in ambito civilistico e pubblicistico. 

Differenza tra residenza e domicilio

La residenza è il luogo ove il soggetto vive abitualmente e che perciò deve essere dichiarata all’ufficio dell’Anagrafe del Comune. Essa quindi risulta in un registro pubblico. Il domicilio è invece l’indirizzo scelto dal cittadino come sede di uno specifico affare o interesse (si pensi alla domiciliazione presso il proprio avvocato per tutte le notifiche derivanti da una specifica causa o alla domiciliazione presso il commercialista per tutte le comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate). Se la residenza è una sola (né potrebbe essere altrimenti consistendo nella dimora abituale), una persona può avere anche più domicili nello stesso momento, rispondendo ciascuno a uno specifico e autonomo interesse. Il domicilio non viene riportato poi in un registro pubblico ma di norma nei contratti, nelle comunicazioni alle istituzioni, negli atti processuali, ecc.

Cos’è il domicilio fiscale?

Il domicilio fiscale geolocalizza il contribuente, indicando il luogo dove il fisco deve indirizzare le notifiche degli atti che riguardano quest’ultimo. Esso serve inoltre al fine di stabilire la competenza territoriale dell’ufficio dell’Agenzia delle Entrate che sarà poi delegato a effettuare controlli e a gestire la posizione del contribuente. 

Il domicilio fiscale determina anche il giudice tributario (la Commissione Tributaria) territorialmente competente in caso di ricorsi e contestazioni contro gli atti fiscali. 

Per le persone fisiche residenti in Italia il domicilio fiscale coincide normalmente con il Comune nella cui anagrafe sono iscritte; tuttavia, l’Amministrazione Finanziaria per un’esigenza di controllo può stabilire il domicilio fiscale del contribuente nel Comune ove è svolta in modo continuativo l’attività.

Invece, per le società ed enti, il domicilio fiscale è fissato nel Comune della sede legale.

I cittadini italiani residenti all’estero hanno il domicilio fiscale nel Comune nel quale il reddito si è prodotto. Se il reddito si è prodotto in più Comuni, si considera il Comune in cui è prodotto il reddito più elevato. In caso di accertamento di un maggior reddito rileva, a tal fine, il reddito accertato dall’Ufficio e non quello indicato nella dichiarazione del contribuente.

Cos’è la residenza fiscale?

Il concetto di domicilio fiscale è diverso da quello di residenza fiscale che permette invece di individuare lo Stato titolare del potere di tassare quel determinato contribuente.

La residenza è fondamentale ai fini dell’individuazione dei redditi da assoggettare a Irpef. Essa non coincide con il concetto di cittadinanza italiana. La «residenza fiscale» è il criterio che permette di collegare un dato soggetto a un dato Stato, che vanta il potere di tassarlo.

Un cittadino italiano potrebbe anche non essere tenuto a pagare le imposte in Italia; e viceversa, un cittadino straniero potrebbe dover pagare le tasse in Italia, nonostante la diversa nazionalità menzionata sul suo passaporto. 

Vediamo dunque quando si è fiscalmente residenti in Italia. Si considerano residenti in Italia le persone fisiche che, per la maggior parte dell’anno solare, abbiano uno dei seguenti requisiti, il primo formale e gli altri di fatto:

  • risultano iscritte nelle anagrafi della popolazione residente in Italia, anche se hanno soggiornato per gran parte del periodo d’imposta all’estero;
  • non sono iscritte nelle anagrafi, ma hanno in Italia, alternativamente:
    • il domicilio, cioè, hanno ivi stabilito la sede principale dei loro affari e interessi, anche morali e sociali;
    • la residenza, cioè la loro dimora abituale, ossia il luogo nel quale normalmente si trovano.

Pertanto, anche uno straniero può essere “fiscalmente residente” in Italia: ad esempio, se qui lavora per la maggior parte dell’anno, o se in Italia dimora abitualmente.

Il requisito della «maggior parte dell’anno solare» è verificato se il periodo di permanenza è di almeno 183 giorni (184 giorni negli anni bisestili), anche non continuativi.

E al contrario, un cittadino italiano che sia iscritto all’AIRE (Anagrafe della popolazione residente all’estero) e che stabilmente viva e lavori all’estero non potrà essere considerato fiscalmente residente in Italia. 

Ai fini della determinazione del luogo di domicilio occorre che esista la volontà della persona di stabilire in un luogo il centro delle proprie relazioni o interessi familiari, sociali ed economici.

I principali indici significativi della residenza fiscale individuati dall’Agenzia delle Entrate sono:

  • disponibilità di una abitazione permanente;
  • presenza della famiglia;
  • accreditamento di propri proventi, ovunque conseguiti;
  • possesso di beni, anche mobiliari;
  • partecipazione a riunioni d’affari;
  • titolarità di cariche sociali;
  • sostenimento di spese alberghiere o di iscrizione a circoli o club;
  • organizzazione della propria attività e dei propri impegni, anche internazionali, direttamente o attraverso soggetti operanti nel territorio italiano.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube