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Come fare una veranda chiusa senza permessi?

11 Gennaio 2022
Come fare una veranda chiusa senza permessi?

La struttura stabile e la modifica permanente dell’edificio fanno sì che per la veranda non basti una Scia.

In generale, la chiusura della veranda di un edificio costituisce ampliamento volumetrico, qualificabile come “nuova costruzione”. Pertanto, richiede unicamente il «Permesso di costruire» o la «Scia Alternativa», efficace dopo 30 giorni dalla presentazione allo Sportello Unico per l’Edilizia. Si tratta, infatti, di una struttura fissa, che produce una trasformazione permanente ed irreversibile dell’edificio, dotata di una propria autonomia. Questo a prescindere dai materiali utilizzati per la sua realizzazione.

Stando così le cose ci si potrà chiedere: come fare una veranda chiusa senza permessi? Cerchiamo di fare il punto della situazione. 

Partiamo dal fatto che per realizzare una veranda – ossia per chiudere il balcone – non è necessario chiedere il permesso al condominio. Questo infatti può impedire l’opera o agire dopo il suo completamento solo qualora la stessa minacci la stabilità dell’edificio o pregiudichi il decoro architettonico del palazzo. E quando si parla di «decoro architettonico» non si intende l’estetica della facciata – che addirittura potrebbe anche risultarne migliorata se si tratta di una struttura esteticamente curata – ma l’armonia rispetto al contesto del palazzo, la coerenza delle sue linee. In pratica, ciò che è vietato è il “pugno nell’occhio”. Quindi, anche un palazzo di modico valore commerciale potrebbe perdere il proprio decoro architettonico da una veranda.

Detto ciò, vediamo ora i profili pubblicistici, quelli cioè relativi al rispetto del regolamento urbanistico. La giurisprudenza [1] ritiene che la veranda non può essere qualificata come semplice pertinenza in senso urbanistico, realizzabile con titolo edilizio semplificato, in quanto si configura come nuovo locale autonomamente utilizzabile, che si unisce ad un precedente fabbricato di cui modifica la sagoma, il prospetto, il volume e la superficie.

La veranda spesso si presenta come struttura fissa, ancorata stabilmente al suolo, inglobata all’edificio originario mediante la chiusura di una parte o di tutto il balcone. Essa pertanto richiede la cosiddetta licenza edilizia indipendentemente dalla natura dei materiali utilizzati, potendo essi consistere anche in una struttura leggera di alluminio anodizzato avvitato alla muratura esistente del corpo di fabbrica.

Ciò che conta, ai fini della sua corretta qualificazione giuridica, è la funzione cui la veranda assolve stabilmente e la trasformazione permanente arrecata all’edificio.

Non è quindi sufficiente la presentazione di una semplice Scia bensì il rilascio del permesso di costruire o il deposito della Scia in Alternativa al permesso di costruire (articolo 23 D.P.R. 380/01), che spiega efficacia non immediatamente ma decorso il termine di trenta giorni dalla sua presentazione.

La violazione di tale norma implica due conseguenze: una di carattere penale e una amministrativa. La conseguenza penale è l’incriminazione per il reato di abuso edilizio, punito con l’arresto fino a due anni e l’ammenda da 5.164 a 51.645 euro. La conseguenza amministrativa è l’ordine di demolizione che può essere impartito in qualsiasi momento.  

Quindi, per comprendere come fare una veranda senza permessi non bisogna soffermarsi sulla natura dei materiali usati ma sulla sua stabilità. Laddove la chiusura del balcone avvenga tramite un telaio amovibile non c’è bisogno di autorizzazioni. Difatti, se la veranda può essere rimossa senza ricorrere a demolizioni, la stessa non richiede il permesso di costruire. E affinché ciò accada è innanzitutto necessario che non risulti fissata al pavimento in modo permanente. Non richiederebbe il permesso di costruire una struttura composta di pannelli di plastica o in vetro, che scivolino su una guida e che si chiudano a scomparsa l’uno sopra l’altro. La guida può essere ad esempio appoggiata sul davanzale di un balcone incassato. In questo modo, in qualsiasi momento, il balcone può tornare al suo iniziale aspetto, senza dover ricorrere all’opera di tecnici o di muratori.

Un altro modo per chiudere il balcone è il pergolato o la pergotenda (un pergolato con tele retrattili sulla parte superiore); anche tale struttura infatti non necessita del permesso di costruire perché non costituisce un aumento del volume e della superficie coperta, né altera in modo permanente l’immobile. 


note

[1] Tar Calabria sent. n. 1976/2021.


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4 Commenti

  1. Purtroppo mi risulta che anche vetrate su balconi costituite da pannelli non ancorati a pavimento richiudibili a libretto pur essendo legali secondo ad es una sentenza del TAR della Puglia (ribaltabile quindi su parere del Consiglio di Stato) possano poi essere oggetto di sanzione penale e amministrativa

  2. In realtà quando la veranda va chiudere locali abitabili che non possono usufruire di altre aperture verso l’esterno per garantire un adeguato ricambio d’aria la veranda non può essere montata perché in contrasto con le norme sanitarie

  3. Non concordo. Qualsiasi chiusura totale (da pavimento a soffitto) non autoportante é soggetta a pratica edilizia. Non avete evidenziato l’aumento di volumetria dell’edificio. Pertanto va effettuata una verifica della disponibilità di mc sul lotto e la non fattibilità in zona A. Inoltre sono sufficienti alcuni tasselli per ritenere fissa l’opera. Come vale per le pareti in cartongesso o le pareti in legno considerate partizioni fisse.

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