Il nuovo codice deontologico degli avvocati: le novità a breve in Gazzetta

30 Luglio 2014
Il nuovo codice deontologico degli avvocati: le novità a breve in Gazzetta

Illeciti disciplinari tipizzati “per quanto possibile”; il testo modificato trasmesso al Ministero entrerà in vigore 60 giorni dopo la pubblicazione. “Strada tutta in salita per i giovani legali” grida l’Aiga.

Siamo alle battute finali e, a breve, il nuovo codice deontologico degli avvocati sta per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale, come previsto dalla legge di riforma forense.

Il Consiglio Nazionale Forense ha trasmesso al Ministero della Giustizia il testo, con le modifiche, che entrerà in vigore sessanta giorni dopo l’ormai imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Le nuove regole prevedono, fra l’altro, trasparenza nei rapporti con clienti e rispetto a ogni onere di natura fiscale, previdenziale, assicurativa e contributiva oltre che un compenso adeguato ai praticanti.

L’Aiga, intanto, resta indignata per le nuove regole, in via di approvazione, per diventare cassazionisti (leggi l’articolo “Più difficile diventare avvocati cassazionisti”).

Giurisdizioni superiori

L’Aiga non ci sta alle regole sull’accesso al patrocinio dinanzi alle magistrature superiori. Contro le scelte del regolamento del Cnf scende in campo il presidente dei giovani avvocati Nicoletta Giorgi: chi non maturerà i requisiti “per l’iscrizione all’albo speciale secondo la normativa ante 247/2012 e comunque entro il 2016, secondo quanto prevede l’articolo 22, e consistente nella maturazione di un’anzianità di iscrizione all’albo di dodici anni e pochi altri requisiti per dimostrare l’esercizio effettivo, dovrà, maturati otto anni di iscrizione all’albo e dimostrato di aver patrocinato ben dieci giudizi in Corte d’appello negli ultimi quattro anni, frequentare proficuamente un corso organizzato dalla scuola superiore dell’avvocatura. A tale corso – recita la nota dell’Aiga – che verrà svolto per la maggior parte a Roma, si accederà dopo aver prima superato un test di ammissione, valutato da una commissione la cui composizione è decisa dal Cnf”. Non finisce qui: “Superato il test di accesso – aggiunge l’Aiga – l’aspirante cassazionista dovrà pagare un contributo, sempre deciso dal Cnf, il cui ammontare ha portato persino a prevedere che vi siano apposite borse di studio per farvi fronte. Borse i cui requisiti di assegnazione sono sempre previsti dal Cnf”.

Insomma, il Consiglio nazionale forense “pare essere caduto – scrive l’Aiga – nella tentazione di preservare rendite di posizione, in violazione palese di una delle principali finalità poste dal legislatore (quello costituzionalmente previsto) ossia favorire l’ingresso alla professione e l’accesso alla stessa in particolare alle giovani generazioni”. L’Aiga rende noto che «contesterà il contenuto» del regolamento “nelle sedi opportune”.

Dall’altro lato, il Cnf si mostra soddisfatto per aver approvato tutti i regolamenti di sua competenza. “Nell’arco di un anno e mezzo – fanno sapere dal quartier generale – il Consiglio ha compiuto una poderosa attività di analisi, studio e predisposizione dei regolamenti volti al sostanziale aggiornamento della professione, in continuo collegamento con le altre componenti dell’Avvocatura – Ordini, unioni, Cassa forense, Oua e associazioni – costantemente coinvolte nella consultazione sui testi”.


note

Autore immagine: 123rf com


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1 Commento

  1. non preoccupatevi! è sufficiente diventare abogados abilitati a difendere in corte suprema in spagna e poi iscriversi in Italia.
    quindi………..ciao ciao CNF

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