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Assegno unico e detrazioni per figli a carico

14 Maggio 2022 | Autore:
Assegno unico e detrazioni per figli a carico

Se il nucleo familiare è beneficiario del nuovo assegno unico e universale, spettano le detrazioni fiscali per i figli?

Con l’operatività dell’assegno unico universale, il nuovo beneficio a favore delle famiglie con figli minori- under 21 o disabili, saranno abolite diverse misure a sostegno dei nuclei familiari. Ma a causa dell’assegno unico le detrazioni per figli a carico non spettano più?

A questo proposito, è importante, innanzitutto, analizzare entrambe le misure, il nuovo assegno unico e le detrazioni fiscali per i figli. Bisogna poi sottolineare che non tutte le detrazioni per i figli a carico sono abolite, ma soltanto quelle relative ai potenziali beneficiari dell’assegno.

Attenzione anche a un altro aspetto fondamentale: mentre le detrazioni fiscali per i figli a carico sono riconosciute in busta paga o nel cedolino della pensione o della Naspi- previa dichiarazione al datore di lavoro o all’ente previdenziale- ed automaticamente in sede di dichiarazione dei redditi, l’assegno unico deve essere richiesto appositamente all’Inps. Niente domanda, niente assegno.

A chi spetta l’assegno unico universale?

L’assegno unico e universale è un beneficio economico attribuito a tutti i nuclei familiari con figli a carico:

  • dal settimo mese di gravidanza sino al compimento del 21° anno di età del figlio (o senza limiti di età, in caso di figlio disabile a carico);
  • per ciascun figlio maggiorenne a carico, fino al compimento dei 21 anni di età, deve ricorrere almeno una delle seguenti condizioni ai fini del diritto al beneficio:
    • frequenza di un corso di formazione scolastica o professionale, oppure di un corso di laurea;
    • svolgimento di un tirocinio o di un’attività lavorativa e possesso di un reddito complessivo inferiore a 8mila euro annui;
    • registrazione come disoccupato; il figlio deve risultare in cerca di un lavoro presso i servizi pubblici per l’impiego;
    • svolgimento del servizio civile universale.

A chi spetta la detrazione per figli a carico?

Sino al 28 febbraio 2022, la detrazione per figli a carico spettava laddove il figlio, anche non convivente, abbia un reddito inferiore a 2.840,51 euro annui, o a 4mila euro, se di età non superiore a 24 anni, purché non sia già a carico dell’eventuale coniuge.

Ricordiamo che la detrazione consiste in un importo che si sottrae dall’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche e non deve essere confusa con la deduzione, che invece è un importo che si sottrae dal reddito imponibile.

A quanto ammonta la detrazione per figli a carico?

La detrazione per figli a carico può variare in base ai seguenti parametri:

  • suddivisione del carico con l’altro genitore: i figli difatti possono essere interamente a carico di un genitore, oppure a carico al 50% di entrambi i genitori; la detrazione è comunque unica per tutti i figli: non è possibile, cioè, avere a carico un figlio al 100% e gli altri al 50%;
  • reddito complessivo;
  • età del figlio (minore di 3 anni o meno);
  • riconoscimento di handicap;
  • numero dei figli.

Nello specifico, la detrazione deve essere calcolata utilizzando le seguenti formule:

  • figlio minore di 3 anni: 1.220 × [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000];
  • figlio da 3 anni in su: 950 × [(95.000 – reddito complessivo) / 95.000].

Per ogni figlio, il coefficiente di 95.000 è aumentato di 15mila euro. Ad esempio, se si hanno 3 figli la detrazione, per ciascun figlio, sarà pari alla seguente espressione:

  • 220 × [(125.000 – reddito complessivo) / 125.000] se il figlio ha meno di 3 anni;
  • 950 × [(125.000 – reddito complessivo) / 125.000] se il figlio ha da 3 anni in su.

Dal 4° figlio in su, le detrazioni teoriche di 1.220 e 950 euro sono aumentate, rispettivamente, a 1.420 euro, per i figli minori di 3 anni e 1.250 euro per quelli da 3 anni in su, cioè sono aumentate di 200 euro.

Se un figlio è portatore di handicap, la detrazione teorica è aumentata di 400 euro.

La detrazione può spettare per meno di 12 mesi all’anno se:

  • il figlio nasce o muore nel corso dell’anno fiscale;
  • il figlio si sposa ed è posto a carico del coniuge nell’anno fiscale.

Se il figlio compie 3 anni nel corso dell’anno fiscale, vanno rapportate ai mesi di spettanza due detrazioni diverse.

Bonus famiglie numerose

Per chi ha dai 4 figli in su, oltre alle detrazioni per ogni figlio a carico, spetta un’ulteriore detrazione, una sola per tutti i figli: si tratta del cosiddetto “Bonus famiglie numerose”.

Questa detrazione ammonta a 1.200 euro indipendentemente dal reddito del contribuente, nonché a prescindere dal numero di mesi nei quali ciascun figlio risulta a carico: ad esempio, se nella famiglia nasce il 4° figlio il 31 dicembre, il bonus famiglie numerose spetta per tutto l’anno.

Benefici aboliti dall’assegno unico

L’operatività dell’assegno unico e universale determina la soppressione delle seguenti misure:

  • assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori;
  • assegno di natalità, o bonus bebè;
  • premio alla nascita;
  • fondo di sostegno alla natalità;
  • detrazioni fiscali per figlio a carico: sono salve le sole detrazioni per i figli over 21 non disabili;
  • assegno per il nucleo familiare Anf;
  • assegni familiari.

L’assegno unico non assorbe né limita gli importi del bonus asilo nido ed è pienamente compatibile con la fruizione di eventuali altre misure in denaro a favore dei figli a carico erogate dalle regioni, dalle province autonome di Trento e di Bolzano e dagli enti locali.

Assegno unico e detrazioni per figli a carico

Dal 1° marzo 2022 sono state abrogate e sostituite con l’assegno unico e universale le detrazioni previste:

  • per i figli minori- under 21 a carico;
  • per i figli a carico portatori di handicap
  • per i figli a carico con meno di tre anni
  • per famiglie numerose, o bonus famiglie numerose.

È rimasto il diritto alla detrazione nella misura di base di 950 euro solo per i figli a carico di età pari o superiore a 21 anni, qualora non spettante l’assegno unico; restano ferme la modalità di calcolo e di riparto tra coniugi della detrazione.



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