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Se il cane del vicino abbaia e disturba, risarcibile il danno da stress e ansia

30 Luglio 2014
Se il cane del vicino abbaia e disturba, risarcibile il danno da stress e ansia

Liti condominiali: via libera al risarcimento del danno per il continuo abbaiare del cane, anche se il vicino è semplicemente un inquilino e non il proprietario dell’immobile: il rumore deve superare la soglia della normale tollerabilità.

Se il cane dell’appartamento accanto, lasciato solo in casa, abbaia in continuazione, provocando così disturbo ai vicini, questi ultimi hanno diritto a ottenere il risarcimento per il disturbo subìto.

Il padrone dell’animale, infatti – sia esso proprietario dell’appartamento o semplice inquilino – è chiamato a un comportamento diligente e scrupoloso onde evitare di arrecare molestia ai proprietari limitrofi. Non solo: la responsabilità e il relativo obbligo di risarcimento scattano anche se il cane è del figlio del proprietario di casa e non di quest’ultimo.

Lo ha sancito il tribunale di Lucca con una recente sentenza [1].

La vicenda

I giudici hanno condannato una donna che era solita lasciare solo e incustodito, all’interno dell’appartamento, il proprio cane, peraltro di taglia grossa. L’animale abbaiava, ululava e guaiva incessantemente sia nelle ore diurne che nel cuore della notte.

Se – come nel caso di specie deciso dai giudici – le perizie dimostrano che l’abbaiare non è occasionale e supera la normale soglia di tollerabilità delle immissioni rumorose,  la responsabilità del padrone è più che scontata. Responsabilità dovuta per lo stress provocato al vicino, con “patologica attivazione del sistema nervoso autonomo e con conseguente comparsa di irritabilità, ansia, depressione del tono dell’umore, continua tensione muscolare, stanchezza fisica mista a suscettibilità e alienazione sociale, perdita di controllo, pensieri intrusivi, ridotta capacità di attenzione, oltre, naturalmente, perdita del sonno”.

Inutile fare i furbi e difendersi sostenendo che il cane è di proprietà del figlio: chi vive nell’appartamento – sia esso proprietario o inquilino – deve comunque risarcire il danno per le immissioni di rumore fastidiose, frutto di un comportamento negligente e imprudente del proprietario dell’unità immobiliare che lascia il cane da solo senza curarsi dei pregiudizi arrecati ai suoi vicini.

Solo quando i rumori superano la normale soglia di tollerabilità si può parlare di lesione psichica, incidente come tale sul danno psichico.


note

[1] Trib. Lucca, sent. n. 40/2014.


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