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Quando si prescrive il compenso dell’avvocato?

12 Gennaio 2022 | Autore:
Quando si prescrive il compenso dell’avvocato?

Qual è il termine di prescrizione per gli onorari delle prestazioni professionali rese da un legale? E da che momento inizia a decorrere?

Anni fa, ti eri rivolto ad un avvocato per farti assistere in una causa. Al momento del conferimento dell’incarico gli avevi corrisposto soltanto l’anticipo delle spese ed un piccolo acconto, perché avevate concordato che avresti pagato il saldo della prestazione a causa finita. L’esito del giudizio, però, non ti è stato favorevole e non sei riuscito a recuperare il tuo credito. Adesso, il legale ti ha chiesto il pagamento della sua parcella e ti ha inviato una lettera di diffida. Così, visto il notevole tempo che è trascorso, ti domandi: quando si prescrive il compenso dell’avvocato?

In realtà, il compenso dell’avvocato – così come quello degli altri professionisti, come gli ingegneri, i medici e i notai – è soggetto ad un doppio termine di prescrizione: quella ordinaria e quella presuntiva, che è molto più breve. Quindi, la risposta al quesito è duplice. In ogni caso, entrambi i termini di prescrizione sono certi e possono essere calcolati facilmente, in quanto sono “ancorati” al verificarsi di precisi eventi. Ma procediamo con ordine e vediamo quando si prescrive il compenso dell’avvocato.

La prescrizione dei crediti professionali

La prescrizione è una causa di estinzione dei diritti che non vengono esercitati dal titolare entro il periodo di tempo stabilito dalla legge. Serve a dare certezza ai rapporti giuridici, prevedendo un limite di tempo oltre il quale un diritto non può più essere azionato.

La prescrizione ordinaria è di dieci anni, come sancisce l’art. 2946 del Codice civile. Questo significa, ad esempio, che il debitore potrà legittimamente rifiutarsi di saldare una fattura che gli è stata richiesta in pagamento per la prima volta dopo dieci anni, durante i quali il creditore non gli ha inviato nessun sollecito, messa in mora o lettera di diffida. Questi atti interrompono la prescrizione, che inizia a decorrere da capo.

La prescrizione della parcella dell’avvocato

L’ordinario termine di prescrizione decennale si applica anche alla parcella dell’avvocato. Infatti, il pagamento dell’onorario costituisce un diritto di credito dell’avvocato derivante dal contratto stipulato con il cliente.

Il momento iniziale di decorrenza dei termini di prescrizione, però, non è quello del conferimento dell’incarico, ma quello del suo completamento: ad esempio, se è stato stipulato un contratto di mandato per l’assistenza legale in un giudizio civile, la prescrizione inizierà a decorrere quando la causa è terminata. Ma il nostro discorso non si conclude qui, perché in materia esiste un altro termine, molto più breve e di frequente applicazione: la prescrizione presuntiva.

La prescrizione presuntiva

La prescrizione presuntiva suppone che il debito sia stato pagato dopo un periodo di tempo molto inferiore a quello della prescrizione ordinaria. Quando matura la prescrizione presuntiva, il credito non è ancora formalmente prescritto, ma si verifica un’inversione dell’onere della prova: tocca al creditore dimostrare di non essere stato pagato (e questo in pratica risulta molto difficile), altrimenti la legge presume che egli abbia adempiuto regolarmente la propria obbligazione e, dunque, che il pagamento sia già avvenuto; perciò il debitore, a fronte di una richiesta di pagamento ormai coperta da prescrizione presuntiva, può ragionevolmente stare tranquillo e non è tenuto a fornire alcuna quietanza o altri documenti che provino l’effettiva dazione delle somme.

Prescrizione presuntiva per i compensi dell’avvocato

I termini della prescrizione presuntiva variano in relazione al tipo di prestazione e alla categoria di imprenditori, commercianti o professionisti che l’hanno resa ai loro clienti. Si va da soli sei mesi per il diritto di albergatori e ristoratori, a un anno per i crediti dei commercianti sulle merci vendute a privati (e dei farmacisti per il prezzo dei medicinali) ai tre anni per i diritti dei professionisti al compenso e al rimborso delle spese sostenute.

Quindi, la prescrizione presuntiva per i compensi professionali dell’avvocato matura in soli tre anni: lo sancisce l’art. 2956 del Codice civile. Dopo questi tre anni, l’avvocato non perde il diritto alla percezione del compenso, ma per ottenerlo, se il debitore eccepisce la prescrizione presuntiva, dovrà provare di non essere stato pagato per le prestazioni eseguite (può anche superare questo scoglio con la confessione del debitore che ammette di non aver eseguito il pagamento dovuto).

La prestazione presuntiva non opera in automatico (il giudice non può rilevare d’ufficio la prescrizione non opposta: glielo vieta l’art. 2938 Cod. civ.), ma deve essere eccepita dalla parte che ne ha interesse, dunque dal cliente che ha ricevuto una richiesta di pagamento tardiva in quanto pervenuta per la prima volta dopo tre anni.

Decorrenza della prescrizione presuntiva 

La prescrizione presuntiva per gli onorari dell’avvocato inizia a decorrere dal momento di conclusione dell’affare di cui il professionista è stato incaricato dal cliente. Perciò, a seconda dei casi, la decorrenza parte, secondo quanto prevede espressamente l’art. 2957 Cod. civ.:

  • dalla decisione della causa (a tal fine si considera la data di pubblicazione della sentenza);
  • dalla avvenuta conciliazione delle parti (si parte dalla data dell’accordo di mediazione o di sottoscrizione della transazione stragiudiziale);
  • dalla revoca del mandato del cliente al proprio legale (vale la data della lettera di comunicazione di revoca dell’incarico);
  • dalla data di esecuzione dell’ultima prestazione, se si tratta di affari non terminati.

Chi ammette di non aver pagato può giovarsi della prescrizione presuntiva?

Una nuova ordinanza della Corte di Cassazione [1] ha precisato che il cliente non può invocare la prescrizione presuntiva se contesta l’entità della somma richiesta dall’avvocato. Questo principio può apparire strano, ma a ben vedere così non è: infatti l’eccezione di prescrizione presuntiva è incompatibile con le difese di merito sull’ammontare della pretesa creditoria del professionista e l’art. 2959 del Codice civile dispone che l’eccezione di prescrizione va rigettata se il debitore ha ammesso in giudizio che l’obbligazione non è stata estinta. In altre parole, la prescrizione presuntiva non opera per chi in qualsiasi modo ammette di non aver pagato.


note

[1] Cass. ord. n. 462 del 10.01.2022.


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