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Calcolo termini querela

16 Maggio 2022 | Autore:
Calcolo termini querela

Entro quanto tempo si può sporgere querela? A partire da quando decorre il termine? Tre mesi o novanta giorni?

Querelare è un diritto di tutte le persone che hanno subito un reato. La legge stabilisce però dei termini precisi per potersi presentare davanti alle forze dell’ordine e raccontare ciò che è accaduto. Non si può sporgere querela dopo molto tempo dal fatto. Con questo articolo vedremo cosa dice la legge a proposito del calcolo di termini della querela.

Sin da subito possiamo anticipare l’aspetto più importante: per legge, la querela va sporta entro tre mesi. Il problema è però capire da quando cominciano a decorrere questi mesi; ma non solo: molti si chiedono se la querela va sporta entro tre mesi oppure entro novanta giorni. Sembra lo stesso lasso di tempo, ma invece non lo è. Infine, vedremo in quali casi eccezionali l’ordinamento stabilisce un termine maggiore per poter querelare. Se l’argomento t’interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona il calcolo dei termini della querela.

Querela: chi deve presentarla?

A differenza della denuncia, la querela deve essere presentata necessariamente dalla persona offesa, cioè da chi ha subito il reato.

È possibile delegare un avvocato di fiducia affinché presenti la querela per conto del cliente ma, in ogni caso, l’atto deve essere sottoscritto dalla parte, cioè dalla vittima che intende segnalare il reato.

Querela: come si sporge?

La querela può essere scritta oppure orale:

  • la querela scritta, firmata dalla vittima, va depositata presso le forze armate, le quale rilasciano un’attestazione di ricezione;
  • la querela orale viene raccolta dall’ufficiale di polizia giudiziaria in servizio (maresciallo, capitano, ecc.), il quale la mette per iscritto e, infine, la fa firmare alla vittima. Anche all’esito di querela orale viene rilasciato un attestato di ricezione.

Entro quanto tempo sporgere querela?

L’art. 124 del codice penale dice che il termine per proporre la querela è di tre mesi, che decorrono dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato.

Eccezionalmente, per alcuni reati, è previsto un termine maggiore; per la precisione:

  • sei mesi, nei casi di stalking e di revenge porn;
  • dodici mesi, nel caso di violenza sessuale.

Ma come si calcolano i termini per sporgere querela? Tre mesi equivalgono a novanta giorni? Da quando si può effettuare il calcolo? Rispondiamo a queste domande.

Querela: come si calcolano i termini?

Il principio generale è che ci sono tre mesi di tempo per sporgere querela; solo eccezionalmente, per i reati visti sopra, il termine è aumentato a sei mesi e a un anno.

Da quando comincia a decorrere il termine utile per presentare querela? Sul punto la legge è molto chiara: da quando si è avuta notizia del reato.

Ciò significa che la vittima ha tre mesi di tempo (o sei o un anno, a seconda del crimine) da quando ha scoperto che il reato è stato commesso, non da quando è stato effettivamente realizzato.

Ad esempio, se una persona si accorge che dal suo conto corrente sono stati effettuati dei prelievi non autorizzati, i tre mesi per sporgere querela decorrono da quando ha scoperto tali indebiti prelievi, cosa che potrebbe accadere anche molto tempo dopo il furto.

Se una persona viene diffamata in rete, il termine di tre mesi per sporgere querela decorre da quando la vittima ha scoperto la presenza dei commenti denigratori.

Il termine per sporgere querela si calcola a partire dal momento effettivo in cui la persona offesa ha avuto conoscenza dell’illecito.

Termine querela: 3 mesi o 90 giorni?

Il termine per presentare la querela è di tre mesi e non di novanta giorni. La differenza è molto importante e può risultare decisiva tutte quelle volte in cui ci si riduca agli ultimi giorni per recarsi presso le forze dell’ordine.

In pratica, per capire se si è ancora in tempo per sporgere querela, non bisognerà contare novanta giorni dal momento in cui si ha avuto conoscenza del fatto, bensì tre mesi.

Ad esempio, chi ha subito un furto il 30 luglio potrà sporgere querela fino al 30 ottobre (tre mesi). Se, invece, contassimo i giorni (novanta), il termine ultimo sarebbe il 28 ottobre (perché luglio e agosto sono di trentuno giorni).

Lo stesso calcolo vale quando il termine per sporgere querela è più elevato, cioè è di sei mesi o di un anno.

Termine per presentare querela e prescrizione

Poiché il termine per presentare una querela si calcola tenendo conto del giorno in cui si è avuta conoscenza del fatto, molti pensano di potersi recare dalle autorità anche diversi anni dopo che il crimine è stato commesso. È il caso della persona si accorge di aver subito un furto solamente dieci anni dopo che lo stesso è avvenuto.

Tecnicamente, ciò è possibile, cioè è possibile andare a sporgere querela molti anni dopo, purché entro i tre mesi da quando si è avuta effettiva contezza del fatto.

Tuttavia, in questi casi bisogna tener conto della prescrizione. Infatti, potrebbe essere trascorso così tanto tempo che, pur potendosi in teoria sporgere querela, in realtà il crimine si è già estinto per prescrizione.

Ad esempio, sarà inutile sporgere querela per una truffa accaduta nel 2010 di cui ci si è accorti solo ora, perché nel frattempo il reato si è prescritto. La prescrizione, infatti, decorre sempre dal giorno esatto in cui il crimine è stato compiuto, anche se la vittima non se n’è accorta.

In estrema pratica:

  • il termine per sporgere querela decorre dalla conoscenza del reato da parte della vittima;
  • il termine di prescrizione decorre dal momento effettivo in cui il crimine è stato commesso.

Il termine per sporgere querela si calcola a partire dal momento effettivo in cui la persona offesa ha avuto conoscenza dell’illecito.


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