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Quanto può durare un esame orale all’università?

12 Gennaio 2022
Quanto può durare un esame orale all’università?

Esiste un numero massimo di domande che si possono fare allo studente in caso di verifica orale e qual è la durata oltre la quale questa non può mai spingersi?

Se sei uno studente universitario ti sarà capitato di assistere a situazioni in cui il voto di un esame orale è dipeso da una sola domanda, magari proprio l’ultima. A quel punto, la lunghezza dell’interrogazione potrebbe essere determinante per la sorte dello studente e per la sua media. È legittimo allora il comportamento del professore che prolunga la verifica più di un’altra, accanendosi su un determinato studente? Quanto può durare un esame all’università? Quante domande si possono fare in tutto? Cerchiamo di fare il punto della situazione.

Esiste una legge che indica la durata di un orale?

Partiamo proprio col dire che non esiste una legge che stabilisca la durata massima di un esame all’università. La normativa in materia di università lascia agli atenei ampia libertà di regolamentare i propri corsi e le conseguenti verifiche. Si tratta infatti di enti autonomi che hanno il potere di organizzarsi da sé.

La prima cosa che bisogna fare, quindi, per verificare quanto può durare un esame orale è prendere in mano il regolamento didattico di ateneo, che dovrebbe essere pubblicato sul relativo sito. In esso è possibile trovare le prime indicazioni su come si devono svolgere le verifiche scritte e quelle orali (in presenza o a distanza), quali soggetti sono autorizzati a svolgerle (docenti, ricercatori, assistenti di cattedra, cultori della materia, ecc.).

Il potere del professore di stabilire la durata di un esame orale e il numero delle domande

Il più delle volte, il regolamento di ateneo contiene solo indicazioni generiche e non regolamenta la durata degli esami, lasciando libero il docente di effettuare le verifiche secondo le necessità del caso. Necessità da rapportarsi all’ampiezza del programma, alla difficoltà e all’importanza della materia, al bisogno soprattutto di acquisire un quadro completo circa la preparazione dell’alunno. Quindi, se il prof ritiene di non poter ancora giudicare chi ha dinanzi può ben fargli un’ulteriore domanda e trattenerlo più degli altri soggetti già esaminati o da esaminare.

Questo però non attribuisce all’insegnante universitario un potere totalmente discrezionale e arbitrario. Le verifiche infatti devono avere una tendenziale omogeneità, pur non dovendo essere per forza identiche. In altri termini, non è possibile fare a uno studente dieci domande quando tutti gli altri ne hanno ricevute solo tre, ma è possibile fargliene una o due in più. Oppure, se le interrogazioni sono durate in media 15 minuti ciò non esclude che un alunno possa essere trattenuto per ulteriori 10 minuti se c’è incertezza sul voto da dargli.

Insomma, pur nell’ottica del principio di pari trattamento tra studenti universitari, ben può il professore far durare un esame più degli altri se ancora non ha acquisito una sufficiente consapevolezza sulla sua preparazione.

In ogni caso, la media della durata di un esame si attesta intorno ai 15 / 20 minuti ad alunno.

Si può registrare un esame universitario orale?

Registrare di nascosto un esame universitario è lecito. Non c’è quindi bisogno di chiedere prima l’autorizzazione: non almeno se il file serve per far valere i propri diritti ed eventualmente ricorrere contro una valutazione errata o discriminatoria. Del resto, il registro degli esami così come il libretto universitario sono atti pubblici e su di essi è sempre possibile la verifica del giudice. Ciò che non è possibile è invece la diffusione del file per fini diversi da quelli giudiziari.



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