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Posso querelare una società?

16 Maggio 2022 | Autore:
Posso querelare una società?

Si può sporgere denuncia contro una ditta, un’impresa o una società? In quali casi scatta la sanzione amministrativa per responsabilità penale degli enti?

Scommetto che, almeno una volta nella vita, leggendo la salatissima bolletta della luce o del gas, avrai pensato di rivolgerti ai carabinieri o alla guardia di finanza per denunciare la fatturazione stratosferica. Ti sei poi fermato e hai riflettuto su un fatto: quale persona segnalare concretamente? Il direttore, il presidente, l’amministratore? Ti sarai dunque domandato: posso querelare una società?

Quando si pensa ai reati si immagina sempre a un uomo che infrange la legge: un borseggiatore, un truffatore, un rapinatore, ecc. Potrebbe però accadere che a delinquere sia un sistema molto più grande e organizzato: una società, appunto. Cosa fare in questi casi? Si può denunciare una società? Scopriamolo insieme.

Personalità della responsabilità penale: cos’è?

Prima di vedere se è possibile denunciare una società, bisogna ricordare che, in Italia, vige un principio: quello della personalità della responsabilità personale. Cosa significa? Vuol dire che, per ogni reato, risponde solamente colui che l’ha commesso.

Ad esempio, se un minorenne compie un furto, sarà lui a doverne pagare le conseguenze penali, non i genitori (i quali, però, potrebbero essere chiamati a rispondere del risarcimento).

A differenza della responsabilità civile, dunque, la responsabilità penale è sempre e solo personale, non potendo trasmettersi agli eredi né addossarsi a soggetto estraneo alla vicenda.

È quindi evidente che il principio di personalità impedirebbe di addossare un crimine a un ente. Ma approfondiamo ancora meglio la questione.

Dolo e colpa: cosa sono?

Un reato può essere commesso solo per dolo o per colpa (la preterintenzione è categoria residuale).

Dolo e colpa sono elementi psicologici del reato. Cosa significa? Vuol dire che sia il dolo che la colpa si riferiscono alle motivazioni, agli aspetti interiori che hanno mosso un soggetto ad agire e a commettere un reato.

La differenza tra dolo e colpa è netta:

  • il dolo presuppone la precisa intenzione di commettere un reato;
  • la colpa, al contrario, è lo stato psicologico di colui che non vuole compiere un reato ma, per uno sbaglio dovuto a negligenza o a imprudenza, lo realizza comunque.

Facciamo degli esempi.

Paolo ruba il portafogli di Francesco, commettendo così un delitto doloso, che è quello di furto.

Marco, correndo con la macchina oltre i limiti di velocità, investe, pur non volendo, un pedone, commettendo un omicidio stradale colposo.

La differenza è che, nel primo esempio, Paolo agisce deliberatamente con lo scopo di arrecare un danno e, in buona sostanza, di commettere un furto; nel secondo, invece, Marco non intende uccidere lo sfortunato pedone, ma ciò avviene a causa della sua condotta imprudente.

Società: possono commette reato?

Quanto detto sinora ci è d’aiuto per comprendere se è possibile querelare una società. In effetti, è chiaro che un ente, composto da più soggetti, ognuno con le sue competenze, non ha una propria volontà, nel senso che non è assimilabile al singolo soggetto che delinque.

Una società, detto altrimenti, non può essere accusata per dolo o per colpa, essendo questi elementi psicologici di una volontà unitaria.

Ecco perché si ritiene che una società non possa commettere reato (in latino, si dice “societas delinquere non potest”).

Secondo l’art. 197 del codice penale, quando per un reato è condannato l’amministratore, il rappresentante o il dipendete di un ente, e il reato è commesso in violazione dei propri doveri o nell’interesse dell’ente stesso, la società è chiamata a pagare la multa comminata al colpevole, se questi è inadempiente.

In altre parole, il codice penale stabilisce che una società non può commettere reato; al massimo, dovrà pagare la multa inflitta al responsabile, se questi è un rappresentante o un amministratore della società, oppure se è un dipendente che ha commesso il reato nell’interesse della società stessa.

Quando si può querelare una società?

La legge [1] ha previsto tuttavia alcune ipotesi al ricorrere delle quali si applica alle società una sanzione amministrativa per un fatto costituente reato.

Questa responsabilità amministrativa per fatti costituenti reato scatta solamente se il crimine è commesso nell’interesse o a vantaggio dell’ente, da soggetto che riveste una posizione qualificata, e per la precisione:

  • da un rappresentante, amministratore, direttore (anche di fatto) o comunque gestore dell’ente;
  • da persona sottoposta alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui sopra.

Se uno di questi soggetti commette reato, l’ente per cui lavorano può rispondere con una sanzione amministrativa, a meno che non dimostri di avere adottato tutte le precauzioni necessarie e idonee ad evitare il crimine, circoscrivendo in tal modo la responsabilità in capo alla persona fisica che ha agito.

In altre parole, in caso di commissione di reato da parte di uno dei soggetti di cui sopra, l’ente non risponde (in via amministrativa) se dimostra:

  • di avere adottato modelli organizzativi e di gestione idonei a prevenire reati come quelli verificatisi;
  • il conferimento ad un organismo interno di compiti di vigilanza dei suddetti modelli, con poteri di iniziativa e controllo;
  • che il fatto è stato commesso da soggetti che, con l’inganno, hanno eluso tali modelli;
  • che l’organismo interno non ha correttamente vigilato.

Ad esempio, se una società lascia totalmente liberi i propri dipendenti di procacciare clienti con ogni mezzo, delle truffe commesse da tali dipendenti risponde anche l’ente, ma con una sanzione amministrativa.

Ancora, risponde la società per la morte dei propri dipendenti, se non erano state concesse attrezzature adeguate per tutelarsi.

In pratica, la totale disorganizzazione dell’ente, l’assenza di un organismo interno di controllo e/o la mancanza di direttive fa sì che dell’eventuale reato commesso da un amministratore, dal direttore o perfino dal dipendente si estenda alla società tutta.

In buona sostanza: si può querelare una società se il reato commesso da uno dei suoi dipendenti oppure da chi riveste un ruolo di vertice (amministratore, ecc.) è stato compiuto:

  • nell’interesse della società;
  • perché la società non ha correttamente vigilato e, con la sua omissione, ha favorito la commissione del crimine.

In casi del genere, è possibile querelare una società. Il procedimento sarà di tipo penale, ma la pena comminata all’ente non potrà essere (ovviamente) il carcere, bensì una sanzione di tipo diverso, come ad esempio l’obbligo di pagare una somma di danaro, la confisca, la sospensione o la revoca di autorizzazioni, licenze o concessioni.


note

[1] D. Lgs. n. 231/2001.

Autore immagine: canva.com/


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