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Pensione a 64 anni con il computo in Gestione Separata

17 Maggio 2022 | Autore: Patrizia Del Pidio
Pensione a 64 anni con il computo in Gestione Separata

Quando è possibile andare in pensione a 64 anni?

Per coloro che risultano iscritti alla Gestione Separata vi è la possibilità, se in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente, di accedere, grazie al computo, alla pensione anticipata contributiva al compimento dei 64 anni e avendo versato almeno 20 anni di contributi. Non si tratta di un’opzione dedicata ad una platea molto ampia di lavoratori visto che le condizioni di accesso sono molto rigide e prevedono il rispetto di un requisito che riguarda l’importo dell’assegno che si andrebbe a percepire.

Computo in Gestione Separata: di cosa si tratta?

Iniziamo con il dire che il Computo in Gestione separata consente agli iscritti in questa gestione previdenziale, di sommare i contributi versati nell’AGO, nelle forme esclusive e sostitutive dell’AGO e nelle gestioni dei lavoratori autonomi, a quelli che hanno versato nella Gestione Separata per accedere alla pensione anticipata e di vecchiaia previste dalla stessa.

Da sottolineare, però, che le prestazioni previdenziali erogate dalla Gestione Separata sono tutte di natura contributiva e, quindi, oltre alla pensione di vecchiaia ordinaria a 67 anni e con almeno 20 anni di contributi versati e alla pensione anticipata ordinaria che richiede 42 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini (per le donne è richiesto un anno di contributi in meno), si potrà avere accesso anche alle misure prettamente contributive: la pensione anticipata contributiva a 64 anni con almeno 20 anni di contributi e la pensione di vecchiaia contributiva.

Queste ultime due misure sono canali di uscita che la Legge Fornero consente solo ai cosiddetti contributivi puri, ovvero coloro che hanno iniziato a versare contributi a partire dal 1996 o, in alternativa, a coloro che esercitano il computo nella Gestione Separata.

Il computo in Gestione Separata, quindi, potrebbe essere utile, oltre che per accedere alla pensione anticipata al compimento dei 64 anni, anche per coloro che non arrivano ad aver versato almeno 20 anni di contributi necessari per accedere alla pensione di vecchiaia visto che permetterebbe loro di accedere alla pensione di vecchiaia contributiva al compimento dei 71 anni ed in presenza di almeno 5 anni di contributi versati nel sistema contributivo.

Computo in Gestione Separata: i requisiti

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, quindi, chi esercita il computo in Gestione Separata potrebbe avere la possibilità di andare in pensione, pur avendo versato solo 20 anni di contributi, tre anni prima rispetto all’età anagrafica richiesta per l’accesso alla pensione di vecchiaia ordinaria.

È bene sottolineare, però, che non tutti possono esercitare il computo nella Gestione Separata poiché lo stesso richiede requisiti ben precisi. Per poterlo esercitare è necessario:

  • aver maturato meno di 18 anni di contributi prima del 1 gennaio 1996;
  • avere almeno 1 contributo versato prima del 1 gennaio 1996 (altrimenti il computo sarebbe inutile ricadendo il lavoratore già nel sistema contributivo puro);
  • avere almeno 15 anni di contributi totali versati;
  • aver versato almeno 5 anni di contributi a partire dal 1° gennaio 1996 (ricadenti, quindi, nel sistema contributivo);
  • avere una posizione aperta nella Gestione Separata con almeno un contributo versato.

Va ricordato, in ogni caso, che i requisiti necessari per poter esercitare il computo in Gestione Separata possono essere raggiunti anche richiedendo il riscatto laurea agevolato o tradizionale.

Pensione a 64 anni con 20 anni di contributi

La pensione anticipata contributiva, come intuibile dal nome stesso, è una misura contributiva e richiede, quindi, che tutti i contributi maturati dal richiedente siano nel sistema contributivo. Esercitare il computo in Gestione Separata, però, non garantisce l’accesso alla pensione anticipata contributiva perché, come accennavamo in apertura dell’articolo, la misura richiede, oltre al compimento dei 64 anni e al versamento di almeno 20 anni di contributi, anche di soddisfare il requisito relativo all’importo dell’assegno. Per poter accedere a questo tipo di pensionamento è necessario, infatti, che l’assegno previdenziale che si andrà a percepire abbia un importo che sia superiore a 2,8 volte l’assegno sociale Inps.

Considerando che l’importo dell’assegno sociale, per il 2022, è di 468 euro circa, per avere diritto al pensionamento in questione è necessario avere un assegno che supera i 1.310 euro al mese. E ciò spiega perché questa misura previdenziale non è dedicata a una platea di lavoratori molto ampia. Si tratta di un pensionamento, quindi, dedicato a chi, pur non avendo avuto carriere lavorative molto lunghe, ha percepito retribuzioni abbastanza corpose da permettere di maturare una pensione dell’importo richiesto dalla normativa.

Il nostro consiglio, quindi, prima di esercitare il computo in Gestione Separata, che potrebbe comportare anche l’abbassamento della pensione spettante visto che trasferisce, di fatto, tutti i contributi nel sistema contributivo, di simulare la pensione spettante per capire se si riesce a soddisfare tutti i requisiti richiesti dalla pensione anticipata contributiva.


Di Patrizia Del Pidio


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