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Avvocato difende più parti: qual è la sua parcella?

12 Gennaio 2022 | Autore:
Avvocato difende più parti: qual è la sua parcella?

Il difensore che assiste più clienti ha diritto a tanti onorari quante sono le parti? Il compenso unico può essere aumentato dal giudice?

L’avvocato ha diritto a essere pagato per l’attività svolta. La sua retribuzione si chiama onorario o parcella ed è dovuta dal cliente che gli ha conferito il mandato. È possibile che, all’interno di un unico procedimento, lo stesso avvocato difenda più persone. Si pensi, ad esempio, alla causa intrapresa da più creditori contro lo stesso debitore. In un caso del genere, cioè quando l’avvocato difende più parti, qual è la sua parcella?

Secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione [1], l’avvocato che difende più parti nello stesso processo ha diritto a un solo compenso, essendo peraltro irrilevante che il difensore comune presenti atti difensivi distinti e che gli assistiti abbiano nominato anche altri legali. Se vuoi approfondire l’argomento, prosegui nella lettura: vedremo insieme qual è la parcella dell’avvocato che difende più parti.

Onorario avvocato: cos’è?

L’avvocato è un libero professionista che, per poter esercitare la propria professione, deve essere in possesso di un idoneo titolo di studio e della necessaria abilitazione per l’iscrizione all’interno dell’albo professionale.

In qualità di professionista, all’avvocato spetta un compenso che prende il nome di onorario o parcella. L’entità di tale compenso è in genere rapportata alla complessità dell’incarico conferito, e la concreta determinazione è rimessa alla libera volontà delle parti o, in assenza, ai parametri ministeriali messi a disposizione dalla legge.

Avvocato: quando va pagato?

Perché un avvocato maturi il diritto alla corresponsione dell’onorario occorre che siano rispettate alcune condizioni.

L’avvocato va pagato quando adempie diligentemente al proprio incarico, pur non raggiungendo l’obiettivo sperato. Si dice infatti che l’obbligazione che l’avvocato assume non è di risultato, ma di mezzi; ciò significa che l’avvocato va pagato anche se perde la causa, purché la soccombenza non sia imputabile a un suo grave inadempimento: è il caso dell’avvocato che non depositi tempestivamente le memorie difensive.

Va detto che l’avvocato, come ogni libero professionista, ha diritto a chiedere al proprio cliente degli acconti sul compenso. In pratica, l’avvocato può domandare degli anticipi sull’importo dell’onorario complessivo.

Gli acconti sono molto importanti per gli avvocati, in quanto, se non potessero richiederli, si troverebbero nella situazione di dover lavorare gratuitamente in attesa dell’esito del procedimento (che in media, in Italia, ha una durata di diversi anni).

Avvocato: può difendere più parti nello stesso processo?

Nulla vieta che un avvocato possa difendere più persone all’interno dello stesso processo. L’importante è che tra di esse non vi sia conflitto d’interessi, cioè che le pretese dell’una non siano in contrasto con quelle dell’altra.

Ad esempio, l’avvocato non potrebbe mai assistere, nello stesso giudizio, creditore e debitore; potrebbe però difendere i creditori dello stesso debitore.

Parcella avvocato: qual è se difende più parti?

Secondo la Cassazione, l’avvocato che difende più parti nello stesso processo ha diritto a un solo compenso: la parte soccombente, infatti, non può essere tenuta a pagare anche le spese superflue.

La Suprema Corte, con la sentenza menzionata in apertura, ha stabilito che, in caso di difesa di più parti aventi identica posizione processuale e costituite con Io stesso avvocato, a quest’ultimo è dovuto un compenso unico (salva la possibilità di aumento nelle percentuali indicate dalla legge, come diremo a breve), senza che rilevi la circostanza che il comune difensore abbia presentato distinti atti difensivi, né che le parti abbiano nominato, ognuna, anche altro diverso legale. Ciò perché il soccombente può farsi carico solo delle spese nella misura della più concentrata attività difensiva quanto a numero di avvocati, non essendo tenuto a pagare le spese superflue.

Parcella avvocato: può essere aumentata?

Quanto appena detto non significa che non si debba tener conto del maggior impegno profuso dal difensore; una cosa, infatti, è assistere una sola persona, altra è doversi occupare delle esigenze di più assistiti.

Ebbene, per legge [2], quando in una causa l’avvocato assiste più soggetti aventi la stessa posizione processuale, il compenso unico può essere aumentato per ogni soggetto oltre il primo nella misura del 30 per cento, fino ad un massimo di dieci soggetti.

La facoltà di aumentare la parcella nel caso di assistenza e difesa di più parti è attribuita al potere discrezionale del giudice [3].

L’applicazione della maggiorazione per l’assistenza e difesa di ogni altro soggetto oltre il primo, infatti, costituisce l’esercizio di un potere discrezionale da parte del giudice che, solo se viene esercitato, come ogni altro potere discrezionale in tema di liquidazione di spese processuali, richiede specifica motivazione.

In sintesi: quando l’avvocato assiste più persone aventi la stessa posizione processuale, gli va liquidato un onorario unico e non tanti onorari quanti sono i clienti; il compenso unico può però essere aumentato dal giudice, tenuto conto della difficoltà di difendere più persone.


Quando l’avvocato assiste più persone aventi la stessa posizione processuale, gli va liquidato un onorario unico e non tanti onorari quanti sono i clienti; il compenso unico può però essere aumentato dal giudice, tenuto conto della difficoltà di difendere più persone.

note

[1] Cass., ord. n. 518 dell’11 gennaio 2022.

[2] Art. 4, d.m. n. 55/2014.

[3] Cass., sent. n. 2649 del 21 marzo 1994.

Autore immagine: canva.com/


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