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Riforma processo civile: le nuove misure già in vigore

12 Gennaio 2022 | Autore:
Riforma processo civile: le nuove misure già in vigore

Separazioni coniugali, affidamento figli, sanzioni per i genitori inadempienti, negoziazione assistita, pignoramenti: le disposizioni della legge delega con efficacia immediata.

C’è una parte consistente della riforma del processo civile che non ha bisogno di attendere l’emanazione dei decreti legislativi attuativi da parte del Governo, che dovrà avvenire entro un anno, ma è destinata ad entrare in vigore direttamente, senza necessità di provvedimenti ulteriori. Lo prevede espressamente una disposizione della legge delega già approvata [1]: queste misure saranno immediatamente operative per tutti i procedimenti instaurati a partire dal 180° giorno successivo alla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, quindi a partire dal prossimo 22 giugno 2022.

Il pacchetto di misure con immediata efficacia comprende le materie della famiglia e dell’esecuzione. Si tratta di disposizioni ad alto impatto in materia di separazioni coniugali, affidamento dei figli e pignoramenti presso terzi. Parecchi articoli del Codice di procedura civile sono stati modificati. Vediamo più da vicino quali sono queste prime nuove misure della riforma del processo civile che avranno un’entrata in vigore anticipata.

Separazione coniugi e affidamento figli

La convenzione di negoziazione assistita per la risoluzione consensuale delle controversie in materia di separazione dei coniugi viene estesa anche ai procedimenti che riguardano:

  • le modalità di affidamento e mantenimento dei figli minori nati fuori del matrimonio e la modifica delle condizioni eventualmente già determinate;
  • le modalità di mantenimento dei figli maggiorenni non economicamente autosufficienti nati fuori del matrimonio e la modifica delle condizioni eventualmente già determinate;
  • l’assegno di mantenimento richiesto ai genitori dal figlio maggiorenne economicamente non autosufficiente e la modifica dell’assegno eventualmente già determinato;
  • gli alimenti dovuti ai sensi dell’art. 433 del Codice civile e le loro modifiche.

Sanzioni per i genitori inadempienti

Quando sorgono controversie tra i genitori sull’esercizio della responsabilità genitoriale o sulle modalità di affidamento dei figli, il giudice potrà sanzionare la parte inadempiente al pagamento di una somma per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del proprio provvedimento: a seconda dei casi, potrà trattarsi di violazione o di inosservanza delle prescrizioni stabilite. Ad esempio, impedire di vedere i figli all’altro genitore che ne ha diritto sarà sanzionato in questa maniera. La riforma contiene una modifica del Codice di procedura civile in tal senso [2].

Questa sanzione è una vera e propria multa che si ispira al modello delle “astreintes“: sono spinte forzose ad eseguire il provvedimento del giudice, che l’art. 614 bis del Codice di procedura civile chiama «misure di coercizione indiretta». Si tratta, dunque, di un modo legittimo, che potremmo definire “spontaneo”, per costringere qualcuno a fare qualcosa, oppure per imporre a qualcuno di non fare qualcosa. Il provvedimento del giudice costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute e si aggiunge alla previsione già esistente del risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori nei confronti dell’altro.

Espropriazione forzata e pignoramenti presso terzi

Uno degli obiettivi fondamentali della riforma del processo civile è la riduzione dei tempi di durata dei processi. Tra le novità che entreranno in vigore a partire dal prossimo 22 giugno 2022 c’è una disposizione che apparentemente va in controsenso, in quanto introduce un adempimento ulteriore nei procedimenti di esecuzione forzata, ma in realtà tende a prevenire futuri contenziosi e, dunque, è volta a semplificare il rito e a velocizzare le decisioni giudiziarie.

Finora, era sufficiente iscrivere a ruolo la causa entro 30 giorni dalla restituzione degli atti del pignoramento eseguito da parte dell’ufficiale giudiziario. La nuova norma [3] interviene sull’art. 543 del Codice di procedura civile, che disciplina le forme del pignoramento nell’espropriazione presso terzi e prevede che:

  • il creditore, entro la data dell’udienza di comparizione indicata nell’atto di pignoramento, deve notificare al debitore e al terzo l’avviso di avvenuta iscrizione a ruolo, con indicazione del numero di ruolo della procedura;
  • il creditore, quando ha provveduto al suddetto adempimento, deve depositare l’avviso notificato nel fascicolo dell’esecuzione.

Entrambi gli adempimenti sono richiesti a pena di inefficacia del pignoramento e, in tal caso, gli obblighi del debitore e del terzo cessano a partire dalla data dell’udienza, come indicata nell’atto di pignoramento. Se il pignoramento è eseguito nei confronti di più terzi (ad esempio, una banca e un datore di lavoro del debitore), l’inefficacia si produce solo nei confronti dei terzi rispetto ai quali non è notificato o depositato l’avviso.

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni leggi anche gli articoli:


note

[1] L. n. 206 del 26.11.2021, pubbl. in G.U. n. 292 del 09.12.2021.

[2] Art. 1, co. 33, L. n. 206/2021: All’articolo 709-ter, secondo comma, del codice di procedura civile, il numero 3) è sostituito dal seguente: «3) disporre il risarcimento dei danni a carico di uno dei genitori nei confronti dell’altro anche individuando la somma giornaliera dovuta per ciascun giorno di violazione o di inosservanza dei provvedimenti assunti dal giudice. Il provvedimento del giudice costituisce titolo esecutivo per il pagamento delle somme dovute per ogni violazione o inosservanza ai sensi dell’articolo 614-bis».

[3] Art. 1, co. 33, L. n. 206/2021: All’articolo 543 del codice di procedura civile, dopo il quarto comma sono aggiunti i seguenti: «Il creditore, entro la data dell’udienza di comparizione indicata nell’atto di pignoramento, notifica al debitore e al terzo l’avviso di avvenuta iscrizione a ruolo con indicazione del numero di ruolo della procedura e deposita l’avviso notificato nel fascicolo dell’esecuzione. La mancata notifica dell’avviso o il suo mancato deposito nel fascicolo dell’esecuzione determina l’inefficacia del pignoramento».


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