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Cosa sono le frodi carosello?

13 Gennaio 2022
Cosa sono le frodi carosello?

Frodi internazionali: cos’è la cartiera e come si evade l’Iva.

Tra tutti i tributi, l’Iva è quello più evaso. Si evade l’Iva quando non si emette uno scontrino, quando non viene rilasciata la fattura o la ricevuta. Ma non solo. Spettando al contribuente calcolare in autonomia l’Iva da pagare e poi versarla concretamente all’Erario, ciò fa sorgere spesso la tentazione di frodare lo Stato. Ciò succede, molto spesso, con le cosiddette frodi carosello, una particolare tipologia di operazione internazionale fraudolenta. In questi casi, il frutto illecito della truffa è l’Iva incassata sulle vendite di determinati prodotti e poi non versata all’Erario da parte di società appositamente costituite. Cerchiamo di comprendere, più nello specifico, cosa sono le frodi carosello, come funzionano e perché sono illegali.

Cos’è la frode carosello? 

La parola frode carosello è una traduzione del termine francese carousel che significa “giostra“, e che bene descrive quei meccanismi di continuo movimento “circolare” delle merci – quasi una giostra appunto – tra soggetti coordinati secondo strategie criminali: nel nostro caso, evadere l’Iva, facendola apparire fittiziamente versata.

La frode carosello, sia nelle versioni più semplici che in quelle più complesse, coinvolge sempre un soggetto detto cartiera, ossia una ditta che compra e vende merci, prodotti o servizi ma solo “sulla carta”: l’operazione viene fatturata, ma non è reale. Di solito, la società cartiera è intestata a prestanomi, persone di comodo e che – a parte le conseguenze penali per i reati commessi – hanno poco o nulla da rischiare dalle gravi violazioni compiute: la cartiera (a parte le fatture fittizie emesse, che come vedremo sono di comodo e hanno un preciso scopo), non tiene la contabilità, non presenta le dichiarazioni fiscali e dunque non paga tasse e, ovviamente, non versa l’Iva dovuta. Per sfuggire agli occhi del Fisco, spesso chiude i battenti dopo poche ma rilevanti operazioni, compiute nel giro di qualche mese o al massimo entro un paio di anni.

Vediamo, più nello specifico, come funziona la frode carosello.

Come funziona la frode carosello

Il meccanismo della frode può essere così spiegato.

Come noto, l’Iva è un’imposta sui consumi; pertanto, essa è dovuta nel Paese dove il bene viene venduto. Per esempio, se un’impresa ubicata in Germania vende un’auto a una ditta italiana per 100 euro, la fattura tedesca non recherà l’Iva in quanto questa è dovuta in Italia e dovrà essere calcolata, secondo l’aliquota italiana, dalla ditta acquirente situata sul nostro territorio nazionale, che dovrà aggiungere, al costo di 100 euro, l’Iva al 22% (e quindi un importo di 22 euro).

Per regola contabile, tale importo di Iva dovrà essere registrato, dalla ditta italiana, sia come Iva sugli acquisti sia come Iva sulle vendite, allo scopo di “neutralizzare” l’imposta. 

A questo punto, la ditta l’italiana può rivendere l’auto al consumatore finale, a un prezzo maggiore rispetto a quello di acquisto (ad esempio, 110 euro anziché 100 euro), con applicazione dell’Iva nazionale al 22%: e cosi il prezzo finale praticato al consumatore sarà di 134.20 euro, Iva compresa.

Nel meccanismo di frode, invece, che presuppone una regia unitaria del complesso delle operazioni, la ditta tedesca vende l’auto per 100 euro a una ditta “cartiera” italiana: questa, neutralizzata l’Iva italiana al 22% con le registrazioni contemporanee in acquisto e in vendita, rivende poi l’auto sottocosto alla ditta italiana effettivamente interessata all’acquisto, mediante un’operazione che a questo punto diventa nazionale a tutti gli effetti. 

La “cartiera”, però, vende sottocosto: al prezzo di 80 euro, inferiore a quello del suo acquisto, più Iva al 22% (totale: 97,6 euro). E qui si insidia la frode: la ditta acquirente finale rivenderà poi l’auto al consumatore finale al prezzo di 100 euro (prezzo superiore a quello dell’acquisto effettuato “sottocosto” al prezzo di 80), più Iva al 22%: e dunque il prezzo finale praticato al consumatore sarà di 122 euro.

Grazie all’interposizione della “cartiera”, che poi chiude bottega senza pagare imposte, i soggetti coinvolti nell’operazione illecita ottengono indebiti vantaggi: il venditore tedesco, che ha venduto l’auto al suo prezzo corretto di 100 euro ma senza scontare l’Iva nel suo Paese, e, soprattutto, la ditta acquirente italiana, che può vantare sia la possibilità di vendere l’auto sul mercato a un prezzo assai concorrenziale, sia il diritto di portare in detrazione l’Iva nazionale al 22%, riguardante il prezzo d’acquisto dell’auto “sottocosto” dalla “cartiera” italiana.

A ben capire il meccanismo, il gioco è tutt’altro che complicato.

Per contrastare le frodi carosello, il legislatore prevede che l’Iva non versata dalla “cartiera” sia dovuta in ogni caso dalla ditta acquirente finale: essa, operando sul mercato, non poteva non accorgersi che la vendita “sottocosto” della cartiera rispondeva non alle normali pratiche commerciali, ma era finalizzata ad una frode mediante evasione d’imposta. Inoltre, la ditta acquirente finale, una volta scoperta dal Fisco, non potrà detrarre l’Iva sugli acquisti dalla “cartiera”. Tale ditta cercherà di difendersi dall’accertamento tributario, tentando di dimostrare di avere svolto la sua attività con la dovuta diligenza e cautela; e di non aver avuto elementi concreti a disposizione, per poter accorgersi dell’attività illecita compiuta dalla cartiera e dunque della frode all’Iva.

Su cosa si basa la frode carosello?

La frode carosello si basa, dunque, sull’omesso versamento dell’imposta incassata nella cessione interna e sulla scomparsa del soggetto tenuto al pagamento dell’Iva. Il meccanismo si manifesta in modo che la cessazione dell’attività avvenga prima che l’Amministrazione finanziaria possa accertare la violazione e così cercare di aggredire il patrimonio, della società inadempiente, per recuperare a tassazione l’Iva non versata ed applicare le conseguenti sanzioni.

Attraverso queste operazioni fraudolente, l’ultimo acquirente paga in genere un prezzo inferiore al valore normale dei beni, poiché la cartiera, non avendo versato l’Iva riscossa, è in grado di praticare prezzi più bassi; la frode, quindi, oltre che un mancato introito fiscale, comporta gravi distorsioni alla concorrenza e così penalizza gli operatori economici onesti.

Come vengono contrastate le frodi carosello?

Per cercare di contrastare questo genere di frodi, sono state introdotte diverse disposizioni specifiche di contrasto, anche a livello internazionale ed intracomunitario, che prevedono adempimenti particolari o responsabilità aggiuntive in presenza di determinate situazioni. Lo strumento più potente utilizzato per prevenire le frodi carosello è il sistema Vies (Vat information exchange system), che prevede uno scambio automatizzato delle informazioni relative ai soggetti Iva ed alle operazioni transfrontaliere di beni e servizi tra le Agenzie fiscali dei Paesi in cui esse vengono realizzate.

A questi strumenti va aggiunta la disciplina che prevede lo scambio costante di informazioni investigative fra le Amministrazioni finanziarie dei Paesi aderenti ai vari accordi e trattati internazionali sull’imposizione fiscale e, soprattutto, degli Stati membri dell’Unione Europea, che hanno un regime impositivo comune e uniforme in materia di Iva. In quest’ottica, è stato creato un software “intelligente” – chiamato Tna (Transaction network analysis) – messo a disposizione dei Paesi membri da parte della Commissione europea, che scandaglia i dati relativi alle transazioni intracomunitarie, con l’obiettivo di individuare tutte le possibili deviazioni e discrepanze ricollegabili ad una frode Iva. 



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