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Scaglioni Irpef

13 Gennaio 2022 | Autore:
Scaglioni Irpef

Quali sono le nuove fasce di reddito e le relative aliquote in vigore dal 2022 e come cambia la tassazione dei redditi delle persone fisiche.

Chi paga le tasse in Italia? Sempre gli stessi, i cosiddetti “tartassati”, come i lavoratori dipendenti e i pensionati, che per via del prelievo alla fonte non possono sfuggire all’imposizione. Ma adesso c’è qualche novità rispetto al passato. La legge di Bilancio 2022 ha modificato in modo rilevante gli scaglioni Irpef e ha ritoccato al ribasso le aliquote. Questo va a vantaggio dei ceti medi: lavoratori, pensionati, famiglie che non hanno un grosso reddito e non superano i 50mila euro annui, dal 2022 beneficeranno di un significativo risparmio d’imposta.

L’imposta sul reddito delle persone fisiche – che costituisce, insieme all’Iva, la principale fonte di gettito per lo Stato – rimane invariata nella sua struttura proporzionale e tendenzialmente progressiva (il prelievo fiscale cresce, in percentuale, con l’aumentare dei redditi); ma la riforma varata dal Governo guidato da Mario Draghi ha voluto ammorbidire il meccanismo, evitando i grossi salti d’imposta da uno scalone all’altro, soprattutto quello che, per i redditi maggiori di 28mila euro, faceva balzare l’aliquota di ben 11 punti percentuali (dal 27% al 38%). Adesso, quell’aliquota è scesa di tre punti, e quella del precedente scaglione di altri due punti. Il 5 per cento di Irpef in meno vale parecchio, soprattutto se si applica a diverse decine di migliaia di euro di redditi.

Inoltre, è stato abolito il quarto scaglione, quello per i redditi medio-alti, da 55mila a 75mila euro, e la relativa aliquota del 41%. Una riforma così non si vedeva da decenni; era un tema ricorrente, se ne discuteva sempre nel dibattito politico, ma non era mai andata in porto. Stavolta, invece, è stata realizzata ed attuata, anche grazie al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza che punta ad incentivare la crescita economica dopo la pandemia di Covid-19.

Vediamo subito quali sono gli scaglioni Irpef valevoli dal 2022 e quali conseguenze comportano per i contribuenti. Precisiamo subito che fino all’annualità d’imposta 2021 si applicano ancora i precedenti scaglioni di reddito, che dovranno essere utilizzati per il calcolo dell’imposta dovuta in base alla dichiarazione dei redditi relativi al 2021.

I nuovi scaglioni Irpef dal 2022

Dal 1° gennaio 2022, per effetto dell’ultima legge di Bilancio [1], i precedenti scaglioni Irpef si sono ridotti da cinque a quattro, e c’è stato un abbassamento delle aliquote per gli scaglioni centrali, ossia il secondo ed il terzo. Inoltre, è stato abolito il quarto scaglione, che riguardava i redditi compresi tra 55mila e 75mila euro, ed è stata ristretta l’ampiezza di quello precedente, ora ridotto da 55mila a 50mila euro.

Ecco quali sono gli attuali scaglioni Irpef, con le relative aliquote e le variazioni intercorse rispetto alle annualità precedenti:

  • primo scaglione, per i redditi fino a 15mila euro: l’aliquota resta al 23%;
  • secondo scaglione, per i redditi compresi tra 15mila e 28mila euro: l’aliquota passa dal 27% al 25%;
  • terzo scaglione, per i redditi tra 28mila e 50mila euro: l’aliquota scende dal 38% al 35%;
  • quarto scaglione: oltre i 50mila euro di reddito si applica l’aliquota del 43%.

Gli scaglioni Irpef fino al 2021

Per constatare le differenze apportate dalla riforma, ti riportiamo gli scaglioni Irpef e le relative aliquote valevoli fino al 2021 compreso: c’erano cinque scaglioni invece degli attuali quattro e le aliquote erano leggermente diverse e, soprattutto, più alte rispetto a quelle attuali per gli scaglioni intermedi. Ecco il quadro:

  • sino a 15.000,00 euro di reddito, l’imposta era pari al 23%;
  • da 15.001,00 euro a 28.000,00 euro, si applicava l’aliquota del 27%;
  • da 28.001,00 euro a 55.000,00 euro, l’aliquota era al 38%;
  • da 55.001,00 euro a 75.000,00 euro, c’era l’aliquota del 41%;
  • da 75.001,00 euro in poi, l’aliquota applicabile era il 43%.

Riduzione delle aliquote Irpef 

La riduzione del numero degli scaglioni Irpef ha comportato un’analoga riduzione delle correlative aliquote Irpef, che sono anche cambiate nell’importo. Precisamente:

  • l’aliquota per i redditi fino a 15mila euro è rimasta invariata, al 23%;
  • l’aliquota sui redditi tra 15mila e 28mila euro è scesa di due punti, passando dal 27% al 25%;
  • l’aliquota dei redditi tra 28mila e 50mila euro è diminuita di tre punti, dal 38% al 35%;
  • l’aliquota sui redditi maggiori di 50mila euro è passata direttamente al 43% (è scomparsa quella del 41%).

L’impatto più positivo va a beneficio di chi rientra nel secondo e nel terzo scaglione, e così ottiene una riduzione di aliquote fino al 5%; mentre l’effetto negativo più vistoso si registra per chi ha un reddito compreso tra 50mila e 55mila euro, e vede aumentare l’aliquota marginale di cinque punti, dal 38% al 43%.

Scaglioni e aliquote Irpef: come si applicano?

Ricordiamo che ciascuna aliquota è incrementale, cioè si applica solo sulla “fetta” di reddito alla quale si riferisce: così, ad esempio, un reddito di 36mila euro annui complessivi sarà tassato al 23% per la parte fino a 15mila euro, al 25% per la porzione compresa tra 15mila e 28mila euro e al 35% per la parte da 28mila euro in su. In altri termini, ciascuna aliquota si applica al proprio scaglione, e così concorre, insieme a quelle di tutti gli altri scaglioni applicabili al reddito effettivo, a determinare l’aliquota media sul coacervo dei redditi e dunque il prelievo fiscale finale.

Tutto ciò avviene al lordo della «no tax area» prevista per i redditi fino a 8.174 euro, che così hanno tassazione zero, e senza tenere conto delle deduzioni e delle detrazioni fiscali alle quali il contribuente può avere diritto.

La manovra finanziaria 2022 è intervenuta anche a ritoccare le detrazioni per i lavoratori dipendenti ed i pensionati, mentre la riforma complessiva del sistema delle detrazioni, e delle modifiche alla flat tax, è stata rimandata; in compenso, è stata abolita l’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive, per gli imprenditori persone fisiche (lavoratori autonomi e ditte individuali).

Riforma scaglioni e aliquote Irpef: chi ci guadagna?

Dal raffronto delle aliquote e scaglioni Irpef che abbiamo esposto emerge che per il primo scaglione non c’è nessuna variazione, mentre il secondo e il terzo scaglione beneficiano di una significativa riduzione delle rispettive aliquote. Questa rimodulazione favorisce la classe media, ossia i contribuenti e le famiglie che percepiscono redditi fino a 50mila euro annui. Oltre questa soglia, come abbiamo visto, l’imposizione aumenta, per effetto delle maggiori aliquote applicabili.

In particolare, i contribuenti che a partire dal 2022 ottengono i maggiori vantaggi dalla riforma degli scaglioni e delle aliquote Irpef sono i lavoratori dipendenti con redditi di 40mila euro, che beneficiano – al lordo delle detrazioni spettanti – di un risparmio massimo di 945 euro, e i lavoratori autonomi e i pensionati con redditi di 50mila euro, che godono di un taglio dell’imposta, rispettivamente, di 810 e 758 euro annui. Viceversa, il prelievo fiscale sale per i redditi oltre i 50mila euro, perché c’è un incremento dell’aliquota nello scaglione massimo, che adesso è sempre del 43% (anziché del precedente 41% per i redditi fino a 75 mila euro, compresi nello scaglione ora abolito); di conseguenza, l’effetto della riduzione delle aliquote per gli scaglioni inferiori si attenua progressivamente, fino a scomparire del tutto per i redditi più elevati.

Se vuoi conoscere gli effetti della riforma di scaglioni e aliquote Irpef sulle varie fasce di contribuenti, leggi “Nuova Irpef: chi pagherà meno tasse e chi ci perde“.


note

[1] L. n. 234 del 30.12.2021, pubbl. in G.U., Serie Generale, n. 310 del 31.12.2021 (Suppl. Ord. n. 49).


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