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Come comunicare sui social network

13 Gennaio 2022
Come comunicare sui social network

Ecco le domande da farsi prima di scrivere un post su internet o sui social come Facebook, LinkedIn, Twitter, Instagram.

Come comunicare sui social network? In un’epoca come quella che viviamo, dove tutti sono esperti di tutto e dove ciascuno non si pone alcun problema nel dare giudizi, anche tecnici, pur a fronte di una totale assenza di cognizione scientifica, sarebbe bene riflettere mille volte prima di parlare in pubblico, come su un social. Non è una limitazione del diritto di parola ma l’opportunità – come diceva Umberto Eco – di non voler per forza fare la figura dei saggi subito per poi apparire stolti dopo. 

I social non sono un diario personale dove ciascuno può scrivere “di pancia”, di getto, senza la benché minima meditazione. Né sono una cena tra amici dove, rilassati tra le vivande, ci si può permettere di dire qualche fesseria, perdonata da un bicchiere di buon vino. I social sono piuttosto equiparabili a un giornale che tutti leggono. Accettereste mai di scrivere e poi pubblicare su un un quotidiano nazionale un articolo di ingegneria nucleare o di medicina? I social network sono la vita reale. 

Ecco allora alcune riflessioni che ciascuno dovrebbe fare prima di pubblicare anche un brevissimo post su Facebook, LinkedIn, Instagram, Twitter e compagnia bella. 

1. Prima di scrivere, chiediti: «Ho una laurea per affermare ciò che sto per scrivere? Che competenza scientifica ho per dare un giudizio?». «Prima conoscere; poi deliberare» scriveva Luigi Einaudi nelle sue famose Prediche inutili, chiedendosi: «Come si può deliberare senza conoscere?».

2. Prima di scrivere, chiediti: «Quanti libri ho letto, quanta letteratura scientifica conosco per esprimere un parere tecnico che potrebbe influenzare gli altri?».

3. Prima di scrivere, chiediti: «Quanta esperienza ho? Quanti casi ho già analizzato nella mia vita che mi possano condurre a ricavare una regola generale da una o più situazioni concrete?».

4. Prima di scrivere, chiediti: «Quanto può interessare alla gente il mio parere? È così necessario scrivere? Lo faccio per affermare il mio orgoglio o per offrire un contributo costruttivo? E se quest’ultima dovesse essere l’effettiva motivazione, che bisogno c’è di usare un linguaggio forte ed offensivo nei confronti degli altri che la pensano diversamente?».

5. Prima di scrivere, ricorda che il post rimane per sempre sul social. È un po’ come una parte del tuo curriculum. E se anche lo cancellerai, ci sarà sempre chi lo ricorderà. Esso finirà insomma per caratterizzare per sempre la tua persona. Ciò che scrivi non va a definire tanto l’argomento di cui vuoi parlare, ma esprime un giudizio su te stesso, su chi sei, sulla tua presunzione ed arroganza.

6. Prima di scrivere, ricorda che anche i più grandi, nel corso della storia, hanno sbagliato. E che le tesi più accreditate nella scienza sono state sovvertite nel tempo. Quindi, esprimiti sempre con formule dubitative, affinché tu possa in qualsiasi momento tornare sui tuoi passi, ammettere di aver sbagliato, senza dover calpestare il tuo orgoglio.  

7. Prima di scrivere, rifletti su questo aspetto: «Sono davvero sicuro di ciò che sto scrivendo?». Se lo sei, allora molto probabilmente significa che stai sbagliando. È l’effetto «Dunning-Kruger»: gli ignoranti pensano di avere sempre ragione. Il saggio pensa invece come Socrate: «So di non sapere». E del resto l’umiltà è dei grandi, la sicurezza dei piccoli. 

L’ignoranza può generare molta più fiducia in sé stessi di quanta ne generi il sapere.

I socio-psicologi  David Dunning e Justin Kruger furono i primi a osservare il fenomeno. L’effetto Dunning-Kruger è così definito: distorsione cognitiva ipotetica, a causa della quale individui poco esperti in un campo tendono a sopravvalutare le proprie abilità.

8. Un conto è avere le proprie idee, un conto è diventare tifosi. Nell’esprimersi in pubblico bisogna sempre porsi in una posizione di equidistanza dalle parti, evitando di essere faziosi. Non bisogna innamorarsi delle proprie idee: diversamente, come spesso succede agli amanti, si finisce prima o poi per essere abbandonati dall’oggetto del proprio amore. 

9. Non in ultimo, bisognerebbe chiedersi: ciò che sto per scrivere è espresso in una forma “legale“? Chi legge potrebbe querelarmi per diffamazione aggravata? Conosco tutti i precedenti della Cassazione per poter affermare che la mia forma espressiva è quella corretta?



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