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Omessa risposta del datore di lavoro alle richieste dell’Ispettorato: Cassazione

13 Gennaio 2022
Omessa risposta del datore di lavoro alle richieste dell’Ispettorato: Cassazione

È reato non rispondere alle domande dell’Ispettorato del lavoro solo in caso di richieste specifiche di informazioni. La mancata esibizione di specifici documenti. 

Cosa rischia il datore di lavoro che non risponde alle richieste di informazioni dell’Ispettorato del Lavoro o che, a richiesta di quest’ultimo, non esibisce i documenti? Secondo la Cassazione, l’illecito penale scatta solo a fronte di richieste specifiche. Ecco una sintesi delle ultime sentenze della Cassazione sull’argomento. 

Reato di omessa risposta alle richieste dell’Ispettorato del lavoro

Non integra il reato di omessa risposta alle richieste di informazioni dell’ispettorato del lavoro previsto dall’art. 4 della l. 22 luglio 1961, n. 628, la condotta omissiva del datore di lavoro al quale sia stata genericamente richiesta la trasmissione della “documentazione di lavoro”, in quanto è penalmente sanzionata solo la mancata risposta a richieste di informazioni specifiche e strumentali rispetto ai compiti di vigilanza e di controllo dell’ispettorato medesimo.

Corte di cassazione, sezione 3 penale, sentenza 16 dicembre 2021, n. 46032 

Il reato di cui all’art. 4 della legge n. 628 del 1961 (mancata risposta alla richiesta di notizie da parte dell’Ispettorato del lavoro) è integrato anche nel caso di omessa esibizione di documenti richiesti dal predetto Ispettorato nell’esercizio dei compiti di vigilanza demandati dall’art. 4 della legge citata, e anche quando la richiesta non avvenga nel contesto delle indagini di polizia amministrativa disciplinate dall’articolo 8 del d.P.R. n. 520 del 1955, rimanendo escluso solo nel caso in cui l’omissione non attenga a specifiche istanze dell’Ispettorato ma consegua ad una generica richiesta di trasmissione della “documentazione di lavoro“.

(In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto legittima la configurazione del reato in una fattispecie di inottemperanza alla richiesta di esibizione della documentazione, comprensiva del libro unico del lavoro, relativa all’avviamento dei lavoratori e alla regolarità contributiva dell’impresa).

Corte di cassazione, sezione 3 penale, sentenza 17 marzo 2017, n. 13102 

L’inottemperanza, da parte del datore di lavoro, ad una generica richiesta dell’ispettorato del lavoro di trasmettere a quest’ultimo la «documentazione di lavoro» non reperita nella sede aziendale non rientra nell’ipotesi di reato di cui all’art. 4 ultimo comma, della legge 22/7/1961 n. 628, dal momento che questo non sanziona qualsiasi inottemperanza dei datori di lavoro a prescrizioni o richieste in genere degli ispettori di lavoro, ma soltanto quelle condotte, omissive o commissive, di coloro i quali, legittimamente richiesti a norma delle precedenti disposizioni contenute nel medesimo articolo (ove si elenca una serie di precisi e tassativi compiti degli ispettori), non forniscano le notizie richieste o le forniscano scientemente errate o incomplete.

Corte di cassazione, sezione 3 penale, sentenza 4 luglio 2001, n. 26974 

L’articolo 4 della legge n. 628/1961 non sanziona qualsiasi inottemperanza dei datori di lavoro, o presunti tali, a prescrizioni o richieste generiche degli Ispettorati del lavoro, ma soltanto quelle condotte, omissive o commissive, di coloro i quali, legalmente richiesti in base a una serie di precisi e tassativi compiti degli ispettori, non forniscano le notizie richieste o le forniscano scientemente errate o incomplete.

(Nel caso di specie, la titolare di un’azienda era stata condannata al pagamento di un’ammenda di 400 mila lire per non avere esibito, in ottemperanza all’invito scritto dell’Ispettorato del lavoro locale, una generica documentazione di lavoro non reperita in loco. La Suprema corte, rilevando che l’omissione non atteneva a specifiche richieste dell’lspettorato relative a precisi dati, su cui il datore di lavoro fosse stato interpellato, cassa senza rinvio).

Corte di cassazione, sezione 3 penale, sentenza 4 luglio 2001, n. 26974 

Il reato di omessa risposta alle richieste di informazioni entro il termine stabilito dall’ITL ha natura permanente

Il reato di omessa risposta alle richieste di informazioni entro il termine stabilito dall’Ispettorato del lavoro, previsto dall’art. 4 della legge 22 luglio 1961, n. 628, ha natura permanente, protraendosi per tutto il tempo in cui il destinatario omette volontariamente di adempiere o comunque sino alla data della pronunzia della sentenza di primo grado o dell’emissione del decreto penale di condanna.

Cassazione penale sez. III, 12/06/2019, n.43702

Reato di omessa risposta all’Ispettorato del lavoro anche se la richiesta è spedita con raccomandata a.r.

Il reato di omessa risposta alla richiesta dell’Ispettorato del lavoro di fornire notizie e documenti è configurabile anche nel caso in cui la richiesta sia spedita mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento, non essendone necessaria la notifica nelle forme previste dagli artt. 157 c.p.p. e ss., configurandosi il reato anche qualora la richiesta di informazioni non sia stata rivolta al datore di lavoro personalmente, essendo sufficiente che la richiesta venga notificata alla sede della ditta perché sia comunque conoscibile dal legale rappresentante di essa. Ciò che è pacifico, in ogni caso, è che una formale richiesta di informazioni deve essere portata a conoscenza o dell’impresa o comunque del datore di lavoro, trattandosi del presupposto fattuale da cui poi scaturisce, in caso di omessa risposta, la rimproverabilità della condotta al soggetto rimasto inadempiente.

Cassazione penale sez. III, 28/05/2019, n.44286

Il reato di omessa risposta alla richiesta d’informazioni dell’Ispettorato del Lavoro non sussiste se l’Ispettorato agisce in un’indagine penale in qualità di delegato della Procura

L’art. 4, comma 7, legge n. 628/1961 punisce coloro che, chiamati dall’Ispettorato del lavoro alla fornitura di notizie, non le inviino o lo facciano in maniera errata o incompleta. Quando però l’Ispettorato agisce all’interno di un’indagine penale, in qualità di delegato della Procura, non si configura il reato di cui al suddetto art. 4.

Cassazione penale sez. III, 06/11/2018, n.6913

Il reato di omessa risposta alla richiesta d’informazioni dell’Ispettorato del Lavoro cessa o con l’osservanza della disposizione o con il decreto penale di condanna o con la sentenza di primo grado

Il reato di omessa risposta alla richiesta d’informazioni dell’ispettorato del lavoro, prevista dalla legge n. 628 del 1961, art. 4, ha natura permanente che cessa o con l’osservanza della disposizione o con il decreto penale di condanna o con la sentenza di primo grado.

Cassazione penale sez. III, 25/06/2018, n.4221

Integra reato la condotta del datore di lavoro che omette l’esibizione di specifici documenti richiesti dall’Ispettorato del Lavoro

È configurabile il reato di cui all’art. 4 della legge n. 628 del 1961 (mancata risposta alla richiesta di notizie da parte dell’Ispettorato del lavoro) anche nel caso di omessa esibizione di specifici documenti richiesti dal predetto Ispettorato da parte del datore di lavoro. (In motivazione, la S.C. ha precisato che l’inclusione dei datori di datori tra i destinatari delle richieste di cui al citato art. 4 non contrasta con il diritto costituzionale di difesa sul presupposto che, in tal modo, si imporrebbe agli stessi un obbligo di possibile autodenuncia quanto ad eventuali mancanze od omissioni, in quanto le suddette richieste rientrano nell’ambito della vigilanza amministrativa demandata all’Ispettorato e, come tali, da un lato assoggettano l’imprenditore allo stesso trattamento riservato a ogni cittadino sottoposto ad atti di controllo amministrativi per fini di interesse generale, e dall’altro risultano carenti del presupposto perché venga in discussione il predetto diritto costituzionale).

Cassazione penale sez. III, 30/03/2017, n.35170

Anche l’omessa esibizione di documenti richiesti dall’Ispettorato può integrare reato

Il reato di cui all’art. 4 l. n. 628 del 1961 (mancata risposta alla richiesta di notizie da parte dell’Ispettorato del lavoro) è integrato anche nel caso di omessa esibizione di documenti richiesti dal predetto Ispettorato nell’esercizio dei compiti di vigilanza demandati dall’art. 4 della legge citata, e anche quando la richiesta non avvenga nel contesto delle indagini di polizia amministrativa disciplinate dall’art. 8 d.P.R. n. 520 del 1955, rimanendo escluso solo nel caso della “documentazione di lavoro”. (In applicazione del principio, la S.C. ha ritenuto legittima la configurazione del reato in una fattispecie di inottemperanza alla richiesta di esibizione della documentazione, comprensiva del libro unico del lavoro, relativa all’avviamento dei lavoratori e alla regolarità contributiva dell’impresa).

Cassazione penale sez. III, 17/01/2017, n.13102

Mancata esibizione dei documenti richiesti dall’Ispettorato del lavoro

Il reato di mancata risposta alla richiesta di notizie da parte dell’Ispettorato del lavoro è integrato anche nel caso in cui il datore di lavoro ometta di esibire specifici documenti richiesti dallo stesso Ispettorato.

Tribunale Pescara, 30/10/2020, n.1751



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