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Integratori alimentari: cosa dice la legge?

19 Maggio 2022 | Autore:
Integratori alimentari: cosa dice la legge?

Supplementi alimentari: cosa sono e a cosa servono? Come sapere se un integratore è sicuro? Per l’acquisto occorre la ricetta del medico?

L’Italia è il primo Paese in Europa per consumo di integratori alimentari. Molti ne fanno uso per far fronte a carenze nutrizionali o per mantenere un adeguato apporto di determinati nutrienti. È il caso, ad esempio, delle persone che, a causa di malattie, hanno bisogno di qualcosa in più di ciò che può fornire la normale alimentazione. C’è poi chi ricorre agli integratori perché non ha il tempo per consumare dei pasti completi (si pensi all’importante uomo d’affari sempre in giro per lavoro) oppure perché ritiene che gli siano di aiuto per l’attività fisica che compie. Insomma: sono molteplici i motivi per ricorrere a tali sostanze. Cosa dice la legge a proposito degli integratori alimentari?

Come vedremo, l’ordinamento giuridico italiano si è adeguato alle direttive dell’Unione europea. Si tratta dunque di una normativa che, in gran parte, recepisce ciò che è stato stabilito a livello sovranazionale e che disciplina in maniera dettagliata la vendita di queste sostanze. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa dice la legge sugli integratori alimentari.

Integratori: cosa sono?

Secondo la legge italiana [1], gli integratori sono prodotti alimentari destinati ad integrare la comune dieta e che costituiscono una fonte concentrata di sostanze nutritive, quali le vitamine e i minerali, o di altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico (come aminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre ed estratti di origine vegetale).

In pratica, sono integratori tutti quei prodotti che contengono, in forma concentrata, le principali sostanze nutritive necessarie a completare una normale dieta.

Non a caso, secondo la legge, gli integratori possono essere definiti anche “complemento alimentare” o “supplemento alimentare”, proprio a significare che essi non possono sostituire un pasto o la normale alimentazione, ma possono solo integrarla, affiancandosi ad essa.

A cosa servono gli integratori alimentari?

Gli integratori alimentari hanno un importante effetto nutritivo, che consente così alle persone di poter far fronte ad eventuali mancanze derivanti da una scarsa o da una cattiva nutrizione, oppure causate da una patologia.

Gli integratori alimentari servono anche a quanti praticano sport e non riescono a recuperare, tramite la normale alimentazione, le sostanze di cui hanno bisogno.

Si pensi ad esempio a un maratoneta: è probabile che abbia bisogno di un integratore di sali minerali, non riuscendo a recuperarli tramite il consumo dei normali cibi.

In poche parole, gli integratori alimentari servono a supportare il piano alimentare e compensarne le carenze sotto il profilo dei principi nutritivi.

Integratori alimentari: come riconoscerli?

Per legge [2], gli integratori alimentari devono essere facilmente riconoscibili mediante un’etichetta che riporta la denominazione “integratore alimentare” o suoi sinonimi (“complemento alimentare” o “supplemento alimentare”). Al momento dell’acquisto, dunque, non ci si può sbagliare.

Cosa c’è scritto sull’etichetta degli integratori?

L’etichetta presente sulle confezioni degli integratori deve inoltre obbligatoriamente riportare:

  • il nome delle varie sostanze che compongono l’integratore;
  • la dose giornaliera raccomandata;
  • avvertenze riguardanti l’uso eccessivo;
  • indicazioni riferite al prodotto non come un sostitutivo della dieta;
  • l’indicazione “non è un medicinale”.

La legge fa assolutamente divieto di attribuire agli integratori proprietà terapeutiche o capacità di prevenzione o cura delle malattie umane.

Nell’etichettatura, nella presentazione e nella pubblicità degli integratori alimentari non devono mai figurare diciture che affermino o sottintendano che una dieta equilibrata e variata non sia generalmente in grado di apportare le sostanze nutritive in quantità sufficienti. Insomma, la legge proibisce ogni tipo di falsa pubblicità che favorisca la vendita degli integratori.

Eventualmente, l’etichetta può anche riportare il codice ottenuto dal ministero della Sanità dopo aver completato la procedura di notifica. Di tanto parleremo a breve, quando spiegheremo come sapere se un integratore è sicuro.

Dove si comprano gli integratori alimentari?

Poiché, come preciseremo di qui a un istante, questi prodotti non sono farmaci, gli integratori possono essere comprati anche nei supermercati, oltre che nelle farmacie e nelle parafarmacie.

La commercializzazione degli integratori è quindi possibile in qualsiasi punto che possa vendere alimenti, quindi anche tramite un sito online.

Questo significa anche che il costo degli integratori è totalmente a carico del consumatore, non trattandosi di prodotto “passato” dal Servizio sanitario nazionale.

Come sapere se un integratore è sicuro?

Il fatto che gli integratori siano liberamente commerciabili fa sì che in circolazione si trovino prodotti inutili, scadenti o, talvolta, perfino dannosi.

Per evitare spiacevoli sorprese, è possibile consultare gratuitamente il sito del ministero della Salute ove è pubblicato un registro degli integratori alimentari. Si tratta di elenco contenente tutti i supplementi alimentari legalmente venduti in Italia. La legge [3], infatti, stabilisce che, al momento della prima commercializzazione, l’impresa interessata informa direttamente il ministero della Salute mediante la trasmissione di un modello dell’etichetta utilizzata per il prodotto (cosiddetta “procedura di notifica”).

Il Ministero valuta la conformità alla normativa vigente al fine di garantire la sicurezza dei prodotti e la corretta informazione ai consumatori. Se lo ritiene opportuno, può richiedere ulteriori informazioni o dati necessari per un’adeguata valutazione.

Il Ministero può prescrivere modifiche e avvertenze da riportare in etichetta. Qualora ritenga che i prodotti rappresentino un pericolo per la salute, ne vieta la messa in commercio; altrimenti, autorizza la vendita e iscrive il nome dell’integratore all’interno del registro sopra menzionato, attribuendogli uno specifico codice i cui estremi possono essere riportati nella stessa etichetta.

Integratori: serve la prescrizione del medico?

Gli integratori alimentari non sono medicinali; pertanto, per il loro acquisto non serve la ricetta del dottore.

Pur non essendo farmaci è comunque necessario assumere questi prodotti rispettando sempre le dosi consigliate nell’etichetta e solo in caso di reale necessità. Ecco perché la maggior parte degli italiani acquista gli integratori alimentari nelle farmacie, in modo da essere consigliati dai dottori.

Integratori: quando serve il consiglio del medico?

Pur non essendo farmaci, l’uso degli integratori alimentari, soprattutto se prolungato nel tempo, potrebbe creare dei problemi. Ecco perché è sempre consigliabile consultare periodicamente il proprio medico per valutare l’andamento della situazione.

È opportuno chiedere consiglio al medico per l’uso di un integratore anche quando non si è in buona salute o si è in trattamento con farmaci, per accertarsi che non ci siano controindicazioni.

È opportuno rivolgersi al medico anche quando si tratta di donne in stato di gravidanza; per la somministrazione di integratori ai bambini, è bene sentire prima il pediatra.

Integratori alimentari: in che dosi si assumono?

Per legge, gli integratori alimentari sono venduti in forme predosate, come capsule, pastiglie, compresse, pillole, gomme da masticare e simili, polveri in bustina, liquidi contenuti in fiale, flaconi a contagocce.

Questo significa che il consumatore ha un’indicazione precisa, fornita già in etichetta, su come assumere l’integratore che ha acquistato.

È la legge a stabilire che la quantità delle sostanze nutritive o delle altre sostanze aventi un effetto nutritivo o fisiologico, contenuta nel prodotto, è riportata sull’etichetta.


note

[1] Art. 2, D. lgs. n. 169 del 21 maggio 2004, attuazione della direttiva 2002/46/CE.

[2] Art. 6, D. lgs. n. 169 del 21 maggio 2004.

[3] Art. 10, D. lgs. n. 169 del 21 maggio 2004.

Autore immagine: canva.com/


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