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Pensione: dopo quanto tempo arriva?

21 Maggio 2022 | Autore:
Pensione: dopo quanto tempo arriva?

Entro quando sono pagati i trattamenti pensionistici Inps, una volta inviata la domanda all’ente previdenziale?

La pensione dopo quanto tempo arriva? Si tratta di una domanda tutt’altro che banale, considerando che i trattamenti pensionistici erogati dall’Inps non hanno tutti la stessa data di decorrenza, cioè lo stesso termine a partire dal quale spetta la liquidazione dell’assegno. Per la maggior parte delle prestazioni pensionistiche, infatti, la decorrenza è posticipata da un periodo di attesa, detto finestra, che parte dalla data di perfezionamento dei requisiti e può durare anche 21 mesi.

L’impossibilità di stabilire in modo certo la data di pagamento della pensione, poi, non dipende solo dalle decorrenze, che possono variare sia in base al trattamento che alla categoria di appartenenza del lavoratore o della lavoratrice, ma anche dalle tempistiche delle pratiche, effettuate dagli uffici Inps preposti.

Peraltro, è importante tener presente che la pensione non è liquidata in automatico, ma soltanto a seguito di domanda da parte dell’interessato: per alcuni trattamenti pensionistici, come la pensione di vecchiaia, si ha comunque diritto ai ratei arretrati, qualora l’istanza di pensionamento sia presentata successivamente alla data di decorrenza, mentre per altri trattamenti, come la pensione anticipata, la domanda tardiva sposta in avanti la decorrenza della pensione.

Ci sono ulteriori circostanze che possono ritardare la liquidazione della pensione o, addirittura, determinarne la sospensione o la revoca: ad esempio, per i lavoratori dipendenti il trattamento pensionistico non può essere liquidato, se prima non è verificata l’effettiva cessazione dell’attività di lavoro subordinato. In merito ad alcuni trattamenti, come la pensione Quota 102, sussiste poi, fino a un certo termine, la totale incompatibilità del trattamento con qualsiasi reddito derivante da un’attività lavorativa (per la Quota 102, l’incompatibilità dura sino al compimento dell’età per la pensione di vecchiaia e non riguarda il reddito derivante da lavoro autonomo occasionale, nel limite massimo di 5mila euro di compensi annui).

Osserviamo ora quali sono i tempi di lavorazione e pagamento delle principali tipologie di trattamento pensionistico.

Termini massimi di risposta alle domande di pensione

Un recente regolamento adottato dall’Inps [1] disciplina la definizione dei termini di conclusione dei procedimenti amministrativi e, in particolare, fissa i termini massimi di risposta dell’Istituto in merito alle domande di pensione presentate dai lavoratori.

Il termine può partire dalla presentazione della domanda oppure dalla data di decorrenza del diritto (se successivo).

Nel dettaglio, a seconda delle singole tipologie di pensione, il termine risulta così fissato:

  • pensione di vecchiaia: 55 giorni;
  • pensione di vecchiaia in cumulo o in totalizzazione: 90 giorni;
  • pensione anticipata: 55 giorni;
  • pensione anticipata in cumulo o in totalizzazione: 90 giorni;
  • pensione di inabilità: 85 giorni;
  • pensione di inabilità in cumulo o in totalizzazione: 120 giorni;
  • pensione di reversibilità: 50 giorni;
  • pensione di reversibilità in cumulo o in totalizzazione: 50 giorni;
  • pensione ai superstiti indiretta: 55 giorni;
  • pensione ai superstiti indiretta in cumulo o in totalizzazione: 90 giorni;
  • assegno ordinario d’invalidità: 85 giorni;
  • pensione di invalidità specifica: 115 giorni;
  • pensione privilegiata di invalidità: 115 giorni;
  • pensione supplementare: 55 giorni;
  • pensione fondi speciali: 85 giorni.

In merito alle domande di riscatto e ricongiunzione ai fini pensionistici, il termine fissato dall’Inps è di 85 giorni.

Sospensione dei termini

I termini per la conclusione dei procedimenti vengono sospesi quando da parte dell’Istituto sia necessaria l’acquisizione di informazioni o di certificazioni, relative a fatti, stati o qualità, provenienti da istituzioni estere, non attestati in documenti già in possesso dell’Inps. Questo succede, ad esempio, se l’interessato possiede dei contributi all’estero non acquisiti, da totalizzare ai fini del diritto alla pensione.

Che cosa succede se la risposta dell’Inps non arriva?

Decorso il termine di conclusione del procedimento (tenuto conto anche dell’eventuale termine di sospensione) senza che l’interessato abbia nel frattempo ricevuto alcun esito, è possibile rivolgersi a chi risulta titolare del potere sostitutivo: questi, a sua volta, ha l’obbligo di concludere il procedimento “entro un termine pari alla metà di quello originariamente previsto”. Nel caso della pensione di vecchiaia, ad esempio, il procedimento deve essere concluso entro i successivi 27 giorni.

Scaduto anche questo termine, l’Inps si espone alle conseguenze del ritardo della conclusione dei procedimenti. Tra queste c’è anche il risarcimento del danno ingiusto, escludendo però il caso in cui il ritardo sia da imputare agli enti esteri, eventuali parti del procedimento.

Pensione: decorrenza

Vediamo ora, in relazione alle principali tipologie di pensione anticipata, di vecchiaia e di anzianità, quali sono le decorrenze, una volta raggiunti i requisiti:

  • pensione anticipata ordinaria ed in regime di cumulo: finestra pari a 3 mesi;
  • pensione anticipata contributiva: per gli iscritti presso l’Assicurazione generale obbligatoria Inps, dal 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti, o all’invio della domanda di pensione, se successiva;
  • pensione anticipata con requisito ridotto per lavoratori precoci: finestra pari a 3 mesi; è necessario, per ottenere questa tipologia di pensione, inviare un’apposita istanza di certificazione dei requisiti entro il 1° marzo di ogni anno, tardivamente entro il 30 novembre, nell’annualità entro la quale si maturano i requisiti stessi;
  • pensione anticipata Quota 100 e 102: decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a:
    • 3 mesi per la generalità dei lavoratori;
    • 6 mesi per i dipendenti pubblici (anche obbligo di dimissioni con 6 mesi di anticipo);
  • pensione anticipata Opzione donna: decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a:
    • 12 mesi per le dipendenti;
    • 18 mesi per le autonome;
  • pensione di anzianità in totalizzazione: decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a 21 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • pensione di anzianità per i lavoratori addetti ad attività particolarmente faticose e pesanti ed ai turni notturni: per ottenere il trattamento è necessario presentare un’apposita istanza entro il 1° maggio dell’anno precedente a quello in cui risultano perfezionati i requisiti; la decorrenza, un tempo differita sulla base di una finestra, è ora collocata il 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti; può essere spostata sino a 3 mesi se l’istanza di accesso al trattamento è presentata in ritardo;
  • pensione di vecchiaia ordinaria: decorrenza il 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti, o all’invio della domanda di pensione;
  • pensione di vecchiaia contributiva: decorrenza il 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti, o all’invio della domanda di pensione;
  • pensione di vecchiaia in deroga al requisito anagrafico: decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a 12 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito;
  • pensione di vecchiaia per i lavoratori addetti ad attività gravose o particolarmente faticose e pesanti: decorrenza il 1° giorno del mese successivo alla maturazione dei requisiti, o all’invio della domanda di pensione;
  • pensione di vecchiaia in totalizzazione: decorrenza posticipata sulla base di una finestra pari a 18 mesi dalla maturazione dell’ultimo requisito.

Per gli appartenenti al comparto Scuola e Afam, le decorrenze risultano rispettivamente il 1° settembre/1° novembre, con requisiti maturati entro il 31 dicembre dello stesso anno.

Pagamento della pensione

Sinora abbiamo osservato, in relazione alle principali tipologie di trattamento pensionistico, la decorrenza teorica, cioè la data in cui l’ente previdenziale dovrebbe liquidare l’assegno al pensionato, a seconda della data di maturazione dei requisiti e di invio della domanda, nonché la durata dei procedimenti amministrativi di liquidazione del trattamento.

Ben altra questione è, invece, la liquidazione della pensione “nel concreto”: molto spesso, rispetto alla data di decorrenza, si registrano dei ritardi notevoli nei pagamenti delle pensioni, che superano anche la durata massima del procedimento.

In questi casi, il lavoratore ha diritto agli arretrati della pensione, a partire dalla data teorica di decorrenza in poi, nonché al risarcimento del danno patito.


note

[1] Inps circ. 55/2021.

Autore immagine: pixabay.com


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