Rimborsi fiscali: chi comunica l’Iban, tempi veloci

1 Agosto 2014
Rimborsi fiscali: chi comunica l’Iban, tempi veloci

Per evitare il tentativo di frodi e phishing, mai inviare l’Iban per posta, email o pec.

“C’è un rimborso per te”. Questa volta non è “spam”, non è un tentativo di frode o di phishing. Questa volta la comunicazione non avviene con una email, ma con una lettera inviata per posta ordinaria dall’agenzia delle Entrate. L’amministrazione finanziaria sta infatti informando circa 105mila contribuenti che è pronto un rimborso fiscale per loro e che, per velocizzarne l’erogazione, è possibile farsi accreditare l’importo sul conto corrente comunicando il proprio Iban all’agenzia delle Entrate.

Le persone fisiche interessate da questa nuova tornata di rimborsi sono 105mila: tra queste ci sono coloro che hanno presentato il modello 730 in mancanza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare i conguagli (come, per esempio, chi ha perso il lavoro).

Alle persone fisiche si aggiungono circa 50mila società che hanno richiesto il rimborso dell’Ires con la dichiarazione annuale dei redditi o con la domanda telematica legata all’indeducibilità forfettaria dell’Irap [1]: per comunicare con queste imprese l’Agenzia sta inviando una email alla casella Pec che la società ha comunicato al Registro delle imprese.

Due sono le opzioni per fornire l’Iban alle Entrate:

1. attraverso i servizi telematici disponibili sul sito www.agenziaentrate.it, accedendo alla propria area autenticata;

2. oppure tramite gli uffici dell’Agenzia, presentando allo sportello il modello per la richiesta di accreditamento disponibile presso gli stessi uffici o sul sito internet.

“Per evitare il rischio di phishing – si legge nel comunicato delle Entrate – l’Agenzia non accetta Iban per posta, email o via Pec”. Sempre per motivi di sicurezza, l’Agenzia non invia mail o messaggi cui sono allegati file da compilare e trasmettere, né software e applicazioni da scaricare su computer o dispositivi mobili.

“Fornire all’Agenzia il proprio Iban – spiegano l’amministrazione – è il modo migliore per accelerare i tempi del rimborso: anziché impiegare alcuni mesi per arrivare a destinazione, arriva sul conto del beneficiario in maniera veloce e sicura, senza alcun aggravio economico per il contribuente”.

Questa modalità di rimborso è un’opportunità sempre valida per cittadini e società, anche se fino ad ora non era mai stata inviata da parte delle Entrate una esplicita richiesta.


note

[1] Art. 6 del Dl 185/2008.

Autore immagine: 123rf com


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