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Articolo 45 Costituzione italiana: spiegazione e commento

14 Gennaio 2022 | Autore:
Articolo 45 Costituzione italiana: spiegazione e commento

Cosa dice e cosa significa l’art. 45 sulla tutela delle cooperative e dell’artigianato.

La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.

La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell’artigianato. 

La tutela economica dei piccoli 

L’articolo 45 della Costituzione tutela due categorie economiche ritenute deboli: le cooperative e gli artigiani. 

Le cooperative sono una sorta di società con lo scopo di procurare beni, servizi o occasioni di lavoro ai propri membri, ma a condizioni migliori rispetto a quelle di mercato. Questa convenienza deriva dal fatto che l’ente associativo non mira a realizzare un proprio lucro e pertanto può offrire, ai propri soci, le prestazioni ad un prezzo pari al costo di produzione. Esistono le cooperative edilizie, mutualistiche, agricole, della pesca. E ci sono anche le cooperative sociali, quelle cioè che perseguono interessi della comunità, spesso non adeguatamente protetti dallo Stato e dalle amministrazioni locali (si pensi alle cooperative che si occupano di invalidi, tossicodipendenti, alcolisti, minori e così via).

Gli artigiani invece sono piccoli imprenditori che svolgono l’attività con il lavoro manuale personale ed, eventualmente, dei membri della propria famiglia. L’artigiano non si vale di quei macchinari che consentono all’industria di produrre oggetti in serie, tutti identici. Ciò fa sì che i prodotti artigianali siano unici e irripetibili, dotati pertanto di un valore superiore rispetto a quelli lavorati nelle fabbriche. Si tratta di un patrimonio non solo economico ma anche culturale, legato fortemente al territorio in cui viene realizzato, alla sua storia, alle sue tradizioni. Ecco perché, la tutela dell’artigianato rientra oggi nelle competenze delle Regioni e non più dello Stato: spetta infatti alle Regioni la valorizzazione del territorio e dei suoi usi. 

Gli “errori” del legislatore

La realtà, come sempre, è molto distante dalla teoria. Le numerose agevolazioni che dovevano tutelare le cooperative sono andate a finire ad aziende che di cooperativo avevano solo il nome. Con il passare del tempo le “coop” hanno infatti perso sempre più la loro connotazione sociale, trasformandosi in un sistema economico rivolto prevalentemente al profitto, al pari delle società per azioni, ma con il privilegio di poter usufruire di numerosi sostegni fiscali. Il tutto a carico della collettività.

Sono numerosi gli scandali legati alle cosiddette cooperative rosse: scandali che hanno portato alla luce un pot-pourri di corruzione fatto di tangenti, appalti illeciti, collusione con la criminalità organizzata, con tanto di manager e politici indagati e condannati. Alcune di queste avevano la residenza all’estero e fatturati di miliardi di vecchie lire e milioni di euro. Altre invece, dopo aver attinto a piene mani dalle casse dello Stato, hanno dichiarato fallimento scomparendo nel nulla. 

Dall’altro lato, il sostegno all’artigianato non è riuscito a trasformare questa classe di imprenditori in soggetti economicamente forti, in grado di sostenere una concorrenza sempre più spietata. In un mercato globalizzato dove è possibile trovare su Internet l’offerta più vantaggiosa, ovunque essa venga prodotta, il tradizionale artigiano si è dimostrato incapace di restare al passo coi tempi, finendo per restare schiacciato da merce di qualità bassa ma acquistabile a prezzi ridicoli. È una delle conseguenze del consumismo: non diamo valore al singolo prodotto, ce ne stanchiamo presto, abbiamo bisogno di rimpiazzarlo, dopo poco, con uno nuovo. In un sacco che non si riempie mai si buttano solo oggetti di scarso valore. Ed in questo sacco, è chiaro, l’artigiano non può trovare spazio. La legge doveva quindi favorire la graduale trasformazione dell’artigianato in piccole e medie imprese capaci di creare un ponte tra la tradizione e la massificazione dei consumi. 

La storia dell’articolo 45 della Costituzione dimostra insomma che il protezionismo, nell’economia, non sempre funziona. 



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