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Spese di acqua e ascensore in condominio solo per millesimi

1 Agosto 2014
Spese di acqua e ascensore in condominio solo per millesimi

Servizi comuni: impossibile ripartire gli oneri della bolletta dell’acqua e delle spese dell’ascensore in base al numero dei residenti, senza far pagare i locali sfitti.

L’assemblea di condominio non può decidere di ripartire le spese relative ai consumi di acqua e all’ascensore sulla base del numero di persone che abitano le unità immobiliari e non in base ai relativi millesimi: per cui è nulla la delibera che lascia fuori dai conteggi i locali sfitti e disabitati. Lo ha precisato, di recente, la Cassazione [1].

Non pagherà, dunque, di più il condomino che ha una famiglia numerosa: sbaglia l’assemblea che nel ripartire a maggioranza i costi si discosta dal tradizionale criterio dei valori millesimali (e nel caso dell’ascensore anche dal livello di piano).

Anche a livello comunitario, ormai, si guarda con favore all’installazione di singoli contatori individuali (leggi “Condomini: diventano obbligatori i contatori individuali per l’efficienza energetica”), per evitare sprechi delle risorse energetiche e idriche. Ma se mancano i misuratori, non si può ricorrere a un criterio forfetario presuntivo, com’è quello del numero dei residenti dell’immobile; anche perché ciò significa trasformare l’amministratore condominiale in “controllore”, chiamandolo a vigilare su questioni che esulano dal suo mandato (come il numero di persone che vivono in un appartamento e gli eventuali ospiti).

Peraltro anche i locali non abitati possono consumare acqua, come nel caso di perdita dei tubi obsoleti; e poi c’è il servizio di “pulizie” che va a vantaggio di tutti i condomini, anche di quelli che devono far visionare l’appartamento ad eventuali interessati all’affitto.

Esonerare dai pagamenti i proprietari esclusivi degli immobili vuoti equivale a far ricadere su tutti gli altri i costi del lavaggio delle parti comuni e dall’eventuale annaffiamento dei giardini comuni, criterio tutt’altro che giusto.

Non dimentichiamo, infine, che la tariffa idrica comprende sempre un canone minimo fisso per la disponibilità del servizio che deve comunque essere corrisposto al gestore al di là del consumo effettivo.

Stesso discorso deve essere fatto per l’ascensore: le spese per l’impianto devono essere suddivise in base al valore e all’altezza di ciascun piano dal suolo e dunque sulla base dei millesimi e non delle persone che utilizzano il servizio. È dunque illegittima la scelta di gravare i proprietari con un maggior numero di residenti sul presupposto di un più intenso uso dell’elevatore.


note

[1] Cass. sent. n. 17557/14.

Autore immagine: 123rf com


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