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Banche: usura esclusa se il mutuo ha la clausola di salvaguardia

1 Agosto 2014
Banche: usura esclusa se il mutuo ha la clausola di salvaguardia

La clausola di salvaguardia nei contratti bancari esclude la natura usuraria dei tassi di mora.

 

Fa ancora discutere l’ordinanza del tribunale di Napoli [1] con cui – in linea con quando aveva detto pochi mesi prima la Cassazione [2] – esclude la possibilità che, in un contratto con la banca, si possa annidare l’usura se, nel documento sottoscritto dalle parti, viene inserita la cosiddetta clausola di salvaguardia.

Secondo il provvedimento in commento – che prende le distanze da una lunga serie di sentenze di segno inverso – l’istituto di credito si può mettere al riparo preventivamente da eventuali contestazioni del correntista aggiungendo, nella scrittura privata, una formula che potrebbe recitare, più o meno, in questo modo:

La misura di tali interessi non potrà mai essere superiore al limite fissato ai sensi dell’articolo 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108, dovendosi intendere, in caso di teorico superamento di questo limite, che la misura sia pari al limite medesimo

Qualora fosse condivisa da altri tribunali, questa decisione avrebbe un impatto dirompente, posto che quasi tutti i contratti bancari includono la clausola in commento. E dunque, il correntista dovrebbe stare ben attento, prima di intentare un giudizio, a dover leggere cosa prevede il documento fattogli sottoscrivere al momento del finanziamento.

Sinora l’opinione maggioritaria della giurisprudenza di legittimità e di merito considerava la clausola di salvaguardia, così come il patto di capitalizzazione trimestrale degli interessi (cosiddetto “anatocismo”), nulla perché contraria ad un imperativo di legge [3] e tale vizio era rilevabile anche d’ufficio, cioè direttamente dal giudice pur in assenza di espressa contestazione da parte del debitore [4].

Parte della dottrina e della giurisprudenza considerano questa clausola nulla anche se apposta nei contratti di mutuo fondiario: con la conseguenza che il mutuo diverrebbe “a titolo gratuito”, cioè non sarebbe più dovuto alcun interesse, mentre quelli percepiti devono esser restituiti al cliente e il tasso d’interesse dovrà esser riportato entro la soglia di legge [5].

Secondo, però, alcune sentenze degli ultimi anni, l’introduzione della clausola di salvaguardia escluderebbe a monte il carattere usurario degli interessi: essa, infatti, garantisce che il tasso applicato rimanga nei limiti della legge vigente alla stipula del contratto e il suo eventuale superamento successivo verrebbe risolto riconducendolo  a quel valore.

Il tribunale di Napoli, in linea con alcune sue decisioni passate [6], esclude che si possa avere usura bancaria ogniqualvolta il contratto contiene la clausola di salvaguardia, in quanto il teorico superamento della soglia d’usura, come detto, è superato dal fatto che, automaticamente, il saggio di interesse viene così ricondotto al limite di legge.

In breve, secondo questa tesi, l’inserimento di questa clausola è indice della volontà della banca di rispettare le leggi anti usura.

In ogni caso, il cliente deve provare i tassi usurari attraverso una perizia di parte.


note

[1] Trib. Napoli, ord. del 4.06.2014.

[2] Cass. sent. n. 11400/14 che consente la deroga al divieto di anatocismo, previa apposita pattuizione.

[3] Art. 1283 cod. civ.

[4] Trib. Palermo sent. n. 684/12,Trib. Brindisi-Ostuni sent. del 18.02.2012, Trib. Brescia sent. del 18.01.2010 e Trib. Padova sent. del 23.02.2009; Cass. sent. n. 21095/04, n. 24418/10, n. 23656/11, n. 250/13 e n. 20172/13; C. Cost. sent. n. 9/00.

[5] Cass. sent. n. 602/13.

[6] Trib. Napoli ordd. del 9 e 28/1/14.

Autore immagine: 123rf com


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