Redditometro: le due lettere dell’Agenzia Entrate; come difendersi

2 Agosto 2014
Redditometro: le due lettere dell’Agenzia Entrate; come difendersi

Spese superiori al reddito dichiarato: gli avvisi del fisco in arrivo a 75 mila contribuenti; ma attenzione all’obbligo della risposta che scatta solo in un caso.

Per chi, agli occhi del redditometro, presenta una “consistentedivergenza tra spese e redditi dichiarati è in arrivo, da parte del fisco (o meglio, della Direzione generale dell’Agenzia delle Entrate), un lettera: l’avviso bonario è una forma di preallarme in cui si mette al corrente il contribuente del fatto che, dal confronto fra la dichiarazione dei redditi 2013 (anno d’imposta 2012) e le spese effettuate nel 2012 risultano (sulla base delle banche dati in possesso all’amministrazione fiscale) uscite non compatibili con i redditi dichiarati.

Il destinatario di questo avviso avrà una doppia possibilità:

a. ravvedersi per la dichiarazione dei redditi dell’anno scorso;

b. valutare se rivedere la dichiarazione di quest’anno proprio sulla base dell’avviso ricevuto

Dunque, la comunicazione del fisco è finalizzata proprio a favorire la dichiarazione spontanea di redditi compatibili con le spese sostenute, anche dal proprio nucleo familiare.

In pratica, l’Agenzia delle Entrate sta invitando i contribuenti a dichiarare di più.

Per individuare le spese non compatibili con i redditi dichiarati nel periodo di imposta 2012, è allegato un prospetto che riporta la natura di tali spese come acquisti di case, auto, sottoscrizione di contratti di leasing, polizze assicurative, spese per colf, senza, però, alcuna indicazione delle somme spese.

L’Agenzia, quindi, suggerisce di valutare attentamente la posizione per considerare l’opportunità di presentare una dichiarazione integrativa, beneficiando del ravvedimento operoso.

Infatti, fino al 30 settembre 2014 è possibile rettificare la dichiarazione già presentata, relativa all’anno 2012, pagando sanzioni ridotte sulle maggiori imposte dovute dal nuovo calcolo.

L’amministrazione invita poi a valutare anche il periodo di imposta 2013 (Unico 2014) sempre nell’ottica di adeguare il reddito complessivo da dichiarare.

Il contribuente non è tenuto a rispondere alla lettera, salvo vi riscontri errori: lo può fare anche con una email o telefonando al call center.

In concreto, l’assenza di dati numerici rende difficile tale valutazione: il contribuente infatti, salvo macroscopici errori, quali un acquisto di immobile in realtà mai eseguito, potrebbe solo riscontrare se il reddito dichiarato sia compatibile con le spese indicate per genere (senza alcuna indicazione di importo). Ipotesi che, verosimilmente, è già stata vagliata in sede di presentazione della dichiarazione per il periodo d’imposta 2012.

La seconda lettera per il redditometro

Le lettere della direzione centrale di accertamento di cui abbiamo appena detto, non vanno confuse con altre comunicazioni che, anche in questo periodo, stanno giungendo ai contribuenti e che, invece, segnano l’avvio di un’attività di controllo sulla base del nuovo redditometro.

In tutte e due le lettere si fa riferimento ad acquisti di beni e servizi che non troverebbero un’apparente giustificazione rispetto al reddito dichiarato, ma mentre le prime si limitano a una esortazione (o preavviso) formulata dalla Direzione centrale, le seconde richiedono chiarimenti specifici ai contribuenti interessati fornendo anche le istruzioni circa i referenti dell’ufficio controlli della direzione provinciale che stanno svolgendo gli approfondimenti.

A questo proposito va ricordato che le nuove regole sugli accertamenti sintetici (relative ai periodi d’imposta dal 2009 in avanti) impongono all’Agenzia di invitare i contribuenti per chiarire, prima dell’emissione del possibile avviso di accertamento, la propria posizione. Il redditometro si fonda su una presunzione di reddito sulla base di spese certe e collegate al possesso di beni in capo al contribuente.

In Anagrafe tributaria sono già presenti molte informazioni: pertanto gli uffici possono già riscontrare una possibile incompatibilità delle spese sostenute rispetto ai redditi dichiarati. Da qui verosimilmente la comunicazione recapitata in questo periodo (si veda l’articolo a fianco) che, giova ribadirlo, non è sintomatica di alcun controllo presente.

Nell’invito recapitato dalle Direzioni provinciali a vari contribuenti e finalizzata al redditometro è riportata una tabella nella quale sono indicati i dati presenti in anagrafe tributaria (rate del mutuo, canone di locazione, spese di acqua e condominio, manutenzione ordinaria, consumi domestici, spese sanitarie, contratti di leasing, acquisti immobiliari).

La prima difesa del contribuente inizia proprio da questa fase. Pertanto è importante procedere con attenzione.

Il controllo preliminare va rivolto a riscontrare la correttezza dei dati riportati e, in caso di errore, è necessario reperire documentazione per dimostrarlo. Il contribuente dovrà poi documentare la provenienza delle fonti di finanziamento utilizzate per far fronte alle spese risultanti a suo nome.

Si potrebbe trattare, infatti, di disinvestimenti, risparmi accumulati negli anni precedenti o denaro proveniente da terzi (per esempio banche o parenti). Sono anche richiesti i saldi iniziali e finali dei conti correnti bancari e postali, nonché dei conti titoli, documentati dagli estratti conto.

Va segnalato che, al contrario della comunicazione “bonaria” di cui abbiamo parlato in apertura, per questo invito c’è un obbligo di risposta. Ove non fossero fornite le informazioni richieste, l’agenzia delle Entrate potrà valutare l’utilizzo di ulteriori poteri di controllo (indagini bancarie, controlli incrociati). È prevista, inoltre, una sanzione da 258 euro a 2.065 euro per la mancata comparizione o l’omessa o incompleta risposta.

Nella missiva è poi precisato che in ipotesi di chiarimenti esaustivi circa gli elementi indicati nel prospetto allegato, tali da rendere compatibili le spese sostenute con le fonti di finanziamento utilizzate, l’attività di controllo per la ricostruzione sintetica termina. Contrariamente, permanendo, secondo l’ufficio, posizioni prive di giustificazione, verrà emessa, prima dell’accertamento, una proposta di adesione, che oltre a quantificare la pretesa, motiverà il rigetto delle difese. In quest’atto è poi indicata una data per un nuovo incontro con il contribuente. Qualora il contribuente ritenga fondata la pretesa converrà pagare nei termini indicati beneficiando così delle sanzioni ridotte a un sesto del minimo. In alternativa, l’interessato potrà presentarsi all’incontro, sottoponendo all’ufficio, altri documenti e prove a sostegno della propria posizione.


Niente risposta: le lettere sulle spese e redditi 2012
Se un contribuente riceve una comunicazione amichevole (si veda il fac simile a fianco) non deve necessariamente rispondere al Fisco. È necessario valutare la porpria situazione e scegliere se ravvedersi, in relazione alla dichiarazione presentata nel 2013 e valutare come affrontare l’adempimento quest’anno. Il contribuente può anche segnalare errori all’agenzie delle Entratere con una e-mail o con una telefonata.

Replica obbligata: la lettera per i controlli del nuovo redditometro
In questi giorni i contribuenti stanno anche ricevendo le lettere che sono legate alla realizzazione degli accertamenti da redditometro eche mettono sotto tiro le annualità a partire dal 2009. In questo caso, invece, la risposta è obbligata. La risposta costituisce, anzi, uno dei momenti essenziali della procedura che deve essere seguita per arrivare all'”archiviazione” o al completamento dell’iter di accertamento

note

Autore immagine: 123rf com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube