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Cosa fare in caso di violazione di proprietà privata?

28 Maggio 2022 | Autore:
Cosa fare in caso di violazione di proprietà privata?

Si può sempre denunciare l’ingresso abusivo nella proprietà privata? Quando c’è violazione di domicilio? In quali casi ci si può difendere da soli?

Tutti sanno che la violazione della proprietà privata costituisce reato; nessuno può entrare in casa di altri senza il permesso del titolare. Quando ciò accade, è possibile recarsi presso le forze dell’ordine e sporgere denuncia. Ci sono però dei casi in cui non ci si può opporre a chi voglia entrare nella nostra proprietà privata: è l’ipotesi, ad esempio, di chi ha fatto momentaneo ingresso nel cortile per recuperare il pallone o altro oggetto smarrito. Cosa fare in caso di violazione di proprietà privata?

Come meglio diremo nel prosieguo, la possibilità di sporgere querela è subordinata ad alcune condizioni specifiche. Non va inoltre dimenticato che, quando la violazione di domicilio si accompagna a un pericolo di aggressione, è possibile difendersi, anche con le armi. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cosa fare in caso di violazione di proprietà privata.

Violazione di proprietà privata: è reato?

La violazione di proprietà privata è un reato, punito diversamente a seconda del tipo di proprietà violata:

  • se si tratta di luogo in cui la persona vive abitualmente o svolge parte della propria vita, si ha il reato di violazione di domicilio;
  • se si tratta di un terreno, allora il reato è di ingresso abusivo nel fondo altrui.

Quelle appena elencate sono due fattispecie differenti, punite in maniera molto diversa. Vediamo dunque in quali casi c’è violazione di domicilio e quando ingresso abusivo.

Quando c’è violazione di domicilio?

Per legge (art. 614 Cod. pen.), c’è violazione di domicilio ogni volta che si entra nell’abitazione altrui o in altro luogo di privata dimora senza il consenso di chi ha il diritto di escluderlo. Da tanto si evince che:

  • c’è reato non solo quando si entra, senza permesso, in casa di altri, ma anche in ogni altro luogo in cui si svolge parte della vita di una persona, come ad esempio una stanza d’albergo, un ufficio, il retro di una bottega, uno studio professionale, ecc.;
  • il titolare del diritto di esclusione dalla privata dimora spetta non solo al proprietario, ma anche a colui che ha la disponibilità legale del luogo, come ad esempio il conduttore, il comodatario o l’usufruttuario.

Per commettere violazione di domicilio occorre:

  • entrare nella dimora altrui senza il consenso o addirittura contro la volontà di chi ha la disponibilità dei luoghi;
  • intrattenersi nei predetti luoghi contro la volontà di chi ne ha la disponibilità, anche se l’ingresso è avvenuto inizialmente con il pieno consenso del titolare. Si pensi a chi è invitato a prendere un caffè in casa altrui e poi decida di non andarsene seppur invitato dal proprietario a lasciare l’abitazione.

Quando c’è ingresso abusivo?

C’è il reato di ingresso abusivo nel fondo (art. 637 Cod. pen.) quando, senza necessità, si entra nel terreno altrui, purché questo sia recintato.

Mentre la violazione di domicilio tutela la proprietà privata intesa come luogo ove si svolge la vita di una persona, l’ingresso abusivo sanziona la violazione della proprietà consistente in un terreno.

Il reato di ingresso abusivo, punito solamente con una multa, scatta solamente se:

  • il terreno è recintato, quindi identificabile come proprietà privata;
  • l’ingresso è avvenuto in maniera del tutto ingiustificata.

Come vedremo, l’ingresso nella proprietà privata altrui è legittimo se fatto per recuperare un proprio bene.

Violazione proprietà privata: cosa fare?

In caso di violazione di proprietà privata, non ci sono dubbi su cosa fare: occorre sporgere denuncia. Bisogna però distinguere a seconda delle ipotesi:

  • nel caso di violazione di domicilio o di ingresso abusivo nel fondo, il proprietario può presentare querela entro tre mesi da quando ha avuto conoscenza del fatto, cioè dell’intrusione;
  • se la violazione di domicilio è avvenuta in maniera violenta, ad esempio rompendo la porta, oppure è stata commessa da persona palesemente armata, il reato è procedibile d’ufficio. Ciò significa che chiunque, anche persona diversa dal proprietario, può sporgere denuncia, senza limiti di tempo.

Violazione proprietà privata: quando c’è legittima difesa?

Nel caso in cui sia in atto una violazione di proprietà privata è possibile difendere sé o i propri beni, purché non si metta a repentaglio l’incolumità del fuorilegge.

Il Codice penale [1] stabilisce che, quando si commette una violazione di domicilio, il proprietario di casa può difendersi anche con le armi, se è necessario proteggere:

  • la propria o l’altrui incolumità;
  • i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

In parole povere, è possibile difendersi da chi ha violato la proprietà privata, sempreché vi sia pericolo per l’incolumità propria o di altre persone che legittimamente si trovano nell’abitazione (si pensi ai familiari) o vi sia un imminente pericolo di aggressione.

È il caso del ladro che, sorpreso a rubare di notte, invitato ad allontanarsi dal proprietario di casa, anziché andarsene si avvicini con fare minaccioso, magari brandendo un’arma.

Non sarebbe invece mai legittima la difesa se si aggredisce la persona che, pur avendo commesso violazione di domicilio, non sta minacciando nessuno, ma semplicemente si limita a non voler uscire di casa.

La legge consente altresì di opporsi alla violazione di domicilio, impedendo, anche con la forza, l’ingresso a chi vuole introdursi con violenza o minaccia.

Ci si può dunque parare davanti alla porta per sbarrare il passaggio a chi vuole entrare senza permesso, giungendo perfino a usare le armi, se l’altro usa violenza o minaccia.

Si può arrestare chi viola la proprietà privata?

Il proprietario non può bloccare chi si è introdotto senza permesso in casa propria o nel proprio terreno; se lo facesse, commetterebbe il reato di violenza privata o, addirittura, di sequestro di persona.

Violazione proprietà privata: quando è legale?

Eccezionalmente, la legge consente di entrare nel fondo altrui (non in casa, si badi) per recuperare un bene oppure il proprio animale. Si pensi al gatto scappato nel giardino del vicino oppure al pallone finito nel cortile altrui mentre i bambini stavano giocando.

Il fatto che la legge riconosca un vero diritto di ingresso nella proprietà altrui non significa che detto accesso possa essere effettuato in maniera indiscriminata.

E così, chi vuole recuperare il proprio animale entrato nella proprietà del vicino dovrà comunque chiedere a questi il permesso per poter entrare. In altre parole, sarebbe illegittimo scavalcare il muro o la palizzata ed entrare nella proprietà privata altrui senza prima aver chiesto l’autorizzazione (che non può essere negata).

Il proprietario può evitare questa “invasione” solamente se si offre di consegnare la cosa o l’animale di sua spontanea volontà.


note

[1] Art. 52 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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