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Quando il delitto di violazione di domicilio è perseguibile d’ufficio?

30 Maggio 2022 | Autore:
Quando il delitto di violazione di domicilio è perseguibile d’ufficio?

In quali casi serve la querela di parte per segnalare alla polizia l’intrusione in un luogo di privata dimora? Quando è sufficiente la denuncia?

La legge italiana suddivide i reati in due grandi categorie: quelli procedibili a querela di parte e quelli procedibili d’ufficio. La differenza sta in ciò: mentre per i primi occorre necessariamente che la segnalazione del crimine provenga dalla vittima, per i secondi l’autorità giudiziaria può agire nei confronti del responsabile a prescindere dalla volontà della persona offesa, cioè anche se quest’ultima non sporge querela o se addirittura non vuole che il colpevole sia processato. Alcuni reati possono cambiare regime di procedibilità a seconda delle circostanze concrete con cui sono commessi. Quando il delitto di violazione di domicilio è perseguibile d’ufficio?

Il reato di violazione di domicilio è proprio uno di quei crimini per cui la legge prevede un doppio binario: se attuato in un certo modo, è procedibile solo a querela di parte; se, invece, ricorrono alcune circostanze aggravanti, è procedibile d’ufficio, con la conseguenza che chiunque potrà sporgere denuncia, anche un passante che si accorge per caso del fatto. Quando il delitto di violazione di domicilio è perseguibile d’ufficio? Scopriamolo insieme.

Violazione di domicilio: cos’è la privata dimora?

La violazione di domicilio è il reato che commette chi entra in un luogo di privata dimora senza il permesso di chi vi si trova legittimamente [1].

Può aversi violazione di domicilio anche se si entra senza consenso in un posto diverso dall’abitazione: nella “privata dimora” di cui parla la legge, infatti, rientrano tutti i luoghi in cui la persona si sofferma per compiere, anche in modo transitorio, atti della sua vita privata.

E così, si avrà violazione di domicilio anche se si entra, senza permesso, in una camera d’albergo occupata, in uno studio professionale, in un ufficio, ecc.

C’è violazione di domicilio anche se si accede abusivamente nelle pertinenze tipiche di un’abitazione, come ad esempio il cortile, il giardino, il garage, ecc.

Violazione di domicilio: quando si può denunciare?

La violazione di domicilio può essere denunciata alle autorità quando:

  • ci si introduce nei luoghi di privata dimora senza il consenso del proprietario;
  • ci si trattiene in suddetti luoghi nonostante l’invito ad andare via;
  • pur trovandosi legittimamente in casa altrui, ci si reca in altri ambienti senza permesso. Ad esempio, commette violazione di domicilio l’ospite che, senza chiedere il consenso, abbandona il salotto al pianterreno ove era stato ricevuto e si reca nella camera da letto al secondo piano oppure in cantina.

Violazione di domicilio: chi può denunciare?

La violazione di domicilio può essere denunciata non solo dal proprietario, ma da chiunque abbia la disponibilità giuridica dell’immobile. Ciò significa che la vittima della violazione di domicilio può essere il conduttore, se la casa era in affitto, il comodatario, se era stata data in comodato, oppure l’usufruttuario.

In questi casi, potrebbe anche assistersi al paradosso per cui a commettere violazione di domicilio è il proprietario stesso dell’immobile. Ad esempio, il padrone di casa non può entrare a proprio piacimento nell’abitazione concessa in affitto o in comodato; lo stesso vale per il nudo proprietario e per il coniuge a cui, a seguito della separazione, non è stata assegnata la casa coniugale.

Violazione di domicilio: quando è procedibile a querela di parte?

Il reato di violazione di domicilio è normalmente procedibile a querela di parte. Ciò significa che solo la persona offesa (il proprietario, il conduttore, l’usufruttuario, ecc.) potrà segnalare il fatto alla polizia, recandosi di persona presso il più vicino presidio delle forze dell’ordine o delegando a ciò un avvocato.

In assenza di querela, da sporgersi rigorosamente entro tre mesi dal giorno in cui si ha notizia del fatto, colui che ha commesso la violazione di domicilio non potrà essere punito dalla legge, nemmeno se al crimine hanno assistito altre persone.

Ad esempio, se il padrone di casa vuole mandare via un ospite indesiderato il quale, però, non ha intenzione di abbandonare l’immobile, gli altri ospiti presenti al fatto non potranno fare nulla, nemmeno chiamare la polizia, perché solo il proprietario ha il diritto di sporgere querela.

Violazione di domicilio: quando è procedibile d’ufficio?

Eccezionalmente, la legge prevede che la violazione di domicilio sia perseguibile d’ufficio se il fatto è commesso con violenza (sulle cose o alle persone), ovvero se il colpevole è palesemente armato.

Ad esempio, chiunque può denunciare l’uomo che cerca di sfondare la porta a spallate pur di entrare in casa di altri, oppure la persona che cerca di introdursi nell’abitazione altrui spingendo il proprietario che cerca di opporsi.

Lo stesso dicasi se, in assenza di violenza, si presenti alla porta con la pretesa di fare ingresso un uomo armato: in questa ipotesi, la forza intimidatoria proveniente dalle armi giustifica la maggiore gravità del delitto e, pertanto, la perseguibilità d’ufficio.

In ipotesi del genere, dunque, la denuncia per violazione di domicilio può essere sporta da chiunque abbia notizia del fatto, anche da persona diversa dalla vittima, senza il limite dei tre mesi di tempo, tipico della querela.

Inoltre, qualora la polizia dovesse trovarsi ad assistere al fatto, potrebbe intervenire e procedere perfino all’arresto, se ritiene che il soggetto che voglia introdursi nel domicilio altrui sia particolarmente pericoloso.


note

[1] Art. 614 cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


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