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Dov’è vietata la sosta?

30 Maggio 2022 | Autore:
Dov’è vietata la sosta?

Quando si prende una sanzione per lasciare l’auto dove non si deve, scendere e tornare dopo breve o lungo tempo. L’importo delle multe.

Se tutti gli automobilisti avessero la possibilità di lasciare la loro macchina dove fa più comodo, senza regole né divieti, le città diventerebbero delle giungle impercorribili. Per questo il Codice della strada fissa le norme, e le relative multe per chi le trasgredisce, su dov’è possibile lasciare un veicolo per un minuto, per un’ora, per un giorno. A questo punto, dov’è vietata la sosta, per così dire, «da regolamento»? C’è una differenza tra il divieto di sosta e il divieto di fermata?

Per quanto riguarda il divieto di sosta, ci sono due elementi da tenere in considerazione: il luogo e il tempo. Ci sono dei posti in cui non è consentito fermare e spegnere l’auto, tirare su il freno a mano e scendere dal veicolo, anche per andare cinque minuti al bar a comprare il giornale e a prendere un caffè. Non solo: la legge stabilisce delle differenze tra come e dove deve essere fatta la sosta in città e in un centro non abitato. E ancora: sostare in una strada a senso unico non è come farlo in una strada a doppio senso di circolazione. Riepiloghiamo sinteticamente cosa dice in proposito il Codice della strada e vediamo dov’è vietata la sosta.

Divieto di fermata e divieto di sosta: quale differenza?

Partiamo da questo concetto essenziale: qual è la differenza tra il divieto di fermata e il divieto di sosta o, meglio, tra fermata e sosta?

La fermata è la temporanea sospensione della marcia anche in un luogo in cui c’è un divieto di sosta per consentire la salita o la discesa di un passeggero o per altre esigenze di durata molto breve. Il conducente non deve scendere dall’auto, anzi: deve essere pronto a ripartire. E, soprattutto, non deve creare intralcio alla circolazione, cioè deve accostare in un punto in cui i veicoli che sono dietro di lui o che procedono in direzione opposta possano scorrere normalmente.

La sosta, invece, prevede una sospensione della marcia che si protrae nel tempo: il conducente non resta necessariamente sul veicolo, si può allontanare per un tempo più o meno breve. Pertanto, non deve essere pronto a ripartire, come nel caso della fermata.

Dov’è consentita la sosta?

Secondo il Codice della strada, la sosta deve essere fatta seguendo queste regole:

  • a meno che ci sia una diversa segnalazione, il veicolo deve essere collocato il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia;
  • se non esiste un marciapiede rialzato, deve anche essere lasciato lo spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro e, durante la sola sosta, il veicolo deve avere il motore spento;
  • fuori dei centri abitati, bisogna collocare il veicolo fuori della carreggiata. Se ciò non è possibile, bisogna lasciare l’auto il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia;
  • nelle strade urbane a senso unico di marcia, la sosta è consentita anche lungo il margine sinistro della carreggiata, purché rimanga spazio sufficiente al transito almeno di una fila di veicoli e comunque non inferiore a tre metri di larghezza;
  • nelle zone di sosta appositamente predisposte (ad esempio parcheggi gratuiti o a pagamento) occorre lasciare la macchina nel modo indicato dalla segnaletica.

Dove non è consentita la sosta?

Verrebbe da dire che la sosta non è consentita nei casi che non sono sopra indicati. Tuttavia, occorre fare delle precisazioni: fuori dai centri abitati senza marciapiede rialzato, è vietata la sosta sulle piste ciclabili, sulle banchine e sulla carreggiata della strada con precedenza.

Dopodiché, il Codice della strada [1] stabilisce in questo modo dov’è vietata la sosta:

  • in corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e dei binari di linee ferroviarie o tranviarie o così vicino ad esse da intralciarne la marcia;
  • nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici;
  • sui dossi e nelle curve e, fuori dei centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento, anche in loro prossimità;
  • in prossimità e in corrispondenza di segnali stradali verticali e di semafori in modo da occultarne la vista, nonché in corrispondenza dei segnali orizzontali di preselezione e lungo le corsie di canalizzazione;
  • sui passaggi e sugli attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti, nonché sulle piste ciclabili e agli sbocchi delle medesime;
  • sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione;
  • negli spazi riservati alla fermata e alla sosta dei veicoli elettrici in ricarica;
  • sullo sbocco dei passi carrabili;
  • dovunque venga impedito di accedere ad altro veicolo regolarmente in sosta oppure lo spostamento dei veicoli in sosta;
  • in seconda fila (tranne che si tratti di veicoli a due ruote);
  • negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata di autobus, filobus, dei veicoli circolanti su rotaia e a distanza inferiore a 15 metri dal segnale di fermata;
  • sulle aree destinate al mercato e ai veicoli per il carico e lo scarico di cose, nelle ore stabilite;
  • sulle banchine, salvo diversa segnalazione;
  • negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per invalidi ed in corrispondenza degli scivoli o dei raccordi tra marciapiedi, rampe o corridoi di transito e la carreggiata utilizzati dagli stessi veicoli;
  • nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici;
  • nelle aree pedonali urbane;
  • nelle zone a traffico limitato per i veicoli non autorizzati;
  • negli spazi asserviti ad impianti o attrezzature per servizi di emergenza o di igiene pubblica appositamente indicati;
  • davanti ai cassonetti dei rifiuti urbani;
  • in corrispondenza dei distributori di carburante ubicati sulla sede stradale e sino a 5 metri prima e dopo le installazioni per l’erogazione, limitatamente alle ore di esercizio;
  • nelle aree riservate ai veicoli per il carico e lo scarico di merci, nelle ore stabilite;
  • negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per invalidi.

Divieto di sosta: quanto si paga di multa?

Chi pensa che una multa per divieto di sosta sia, tutto sommato, una sanzione abbordabile da pagare non sempre ha ragione. Certo, se va bene, con una quarantina di euro uno se la cava. Ma l’importo può essere molto più elevato a seconda dell’infrazione commessa e dal mezzo che viene lasciato in sosta vietata.

La sanzione va da 40 euro a 163 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote e da 84 euro a 335 euro, con decurtazione di due punti dalla patente per violare il divieto di sosta:

  • negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, dei filobus e dei tram;
  • negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide;
  • nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici.

Se viene lasciata la macchina senza autorizzazione negli stalli rosa riservati alle donne in gravidanza o ai genitori con figli fino a 2 anni, la sanzione è:

  • da 80 euro a 328 euro per ciclomotori e motoveicoli a due ruote;
  • da 165 a 660 euro per gli altri veicoli.

In tutti gli altri casi, la multa va:

  • da 24 euro a 97 euro per i ciclomotori e i motoveicoli a due ruote;
  • da 41 a 168 euro per gli altri veicoli.

note

[1] Art. 158 cod. str.

Autore immagine: canva.com/


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