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Tutela della privacy di persona deceduta

18 Gennaio 2022
Tutela della privacy di persona deceduta

Gli eredi possono avere accesso ai dati bancari, sanitari, Inps e al cloud dello smartphone del parente defunto?

La disciplina in materia di tutela dei dati personali riconosce a chiunque vi abbia interesse, e dunque anche agli eredi, il diritto di accedere ai dati di una persona deceduta. Tuttavia, anche le persone passate a miglior vita hanno diritto alla tutela della privacy. Questa tutela si manifesta in due modi: da un lato, non è concesso a chiunque di accedere ai relativi dati, ma solo a coloro che sono portatori di un interesse ritenuto meritevole di tutela; dall’altro lato, non tutti i dati possono essere accessibili a terzi.

Di recente, il problema della tutela della privacy di persona deceduta si è posto con riferimento ai dati in possesso dell’Inps, della banca e, soprattutto, in merito alle informazioni contenute in un cloud a cui sia collegato lo smartphone (si pensi, ad esempio, alla collezione di fotografie a cui i parenti potrebbero voler accedere per mantenere vivo il ricordo della persona scomparsa). Vediamo cosa è stato detto, in merito, dal Garante della privacy e dalla giurisprudenza.

Diritto di accesso ai dati

Ai sensi dell’art. 13, comma 3 della legge n. 675/1996, i diritti relativi ai dati personali concernenti persone decedute possono essere esercitati da chiunque vi abbia interesse. Pertanto, l’erede ha il diritto di accedere a tutti i dati personali relativi al cosiddetto “de cuius”, ivi comprese le informazioni attinenti a pregressi rapporti contrattuali di cui egli sia stato contitolare (si pensi a un conto cointestato).

Tutela della privacy di persona deceduta e dati bancari

Con riferimento ai dati bancari, ai conti correnti, agli estratti conto, alla lista dei movimenti e alla presenza di eventuali titoli, cassette di sicurezza o altri rapporti, il Garante ha sancito il diritto dell’erede di ottenere tali informazioni dalla banca. Quest’ultima dunque non può opporre eventuali motivi di tutela della privacy del proprio cliente. Il richiedente però dovrà fornire dimostrazione della propria qualità di erede o di soggetto chiamato all’eredità (quindi, ancor prima dell’eventuale accettazione dell’eredità). E ciò potrà avvenire, ad esempio, con un certificato di morte e uno stato di famiglia. 

Tanto per fare un esempio, il figlio del defunto ha diritto a proporre, ad un istituto di credito, con cui il genitore aveva intrattenuto vari rapporti, una istanza di accesso ai dati personali (operazioni bancarie, movimenti di denaro, ecc.) del de cuius.

Cartella clinica e dati sanitari

Per la stessa ragione, gli eredi o i chiamati all’eredità (ossia i potenziali eredi) hanno la possibilità di chiedere l’accesso ai dati sanitari del parente defunto (si pensi alla cartella clinica) magari per ricostruire le cause della morte e valutare se sussistono i presupposti per un’azione di responsabilità medica. 

Accesso ai dati fiscali e Inps

È altresì legittimo l’accesso ai dati Inps di una persona deceduta se ciò è necessario per rivendicare diritti patrimoniali degli eredi o per ricostruirne la pensione. Altrettanto è legittimo l’accesso ai dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate di una persona defunta per verificare la sussistenza di eventuali debiti fiscali, al fine di decidere in merito all’eventuale accettazione o rinuncia all’eredità. 

Tutela della privacy di persona defunta e dati contenuti nel cloud dello smartphone

Agli eredi è concesso accedere al cloud cui è collegato lo smartphone della persona deceduta. È quanto chiarito dal tribunale di Milano con una recente ordinanza [1].

La legge italiana di recepimento del Regolamento UE n. 679/2016 (meglio noto come Gdpr) [2] stabilisce, da un lato, che la tutela alla riservatezza del singolo individuo rimane anche dopo la sua morte; dall’altro, che il diritto di accesso ai dati riservati possa essere esercitato da chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell’interessato in qualità di suo mandatario, o per ragioni familiari meritevoli di protezione, salvo che il de cuius abbia vietato con dichiarazione scritta non equivoca e specifica, tale diritto di accesso. 

Dunque, è necessario valutare, di volta in volta, quali sono le «ragioni familiari meritevoli di tutela» che giustificano l’accesso al cloud del defunto. 

Nel caso di specie, i genitori del deceduto avevano chiesto di poter accedere ai dati conservati in cloud dalla Apple atteso che il cellulare dell’interessato era andato distrutto in un incidente stradale. In esso si trovavano tutte le foto del defunto: un patrimonio inestimabile, per i suoi familiari, al fine di mantenere un ricordo visivo del proprio figlio. La società americana però aveva rifiutato il diritto di accesso. 

Il giudice ha ritenuto che l’interesse degli eredi fosse meritevole di protezione e, pertanto, ha ordinato alla società produttrice dell’iPhone di concedere l’accesso ai dati.

Nel caso di specie, dunque, non vi erano elementi che ostacolassero il diritto di accesso che si voleva esercitare visto che non risultava che il defunto avesse vietato lo stesso. 

In questi casi, qualora la società che gestisce il cloud dovesse opporsi al diritto di accesso, sarà possibile presentare un ricorso in via d’urgenza, giustificato dal fatto che, dopo un certo lasso di tempo, i dati del titolare dell’account vengono cancellati. 

In buona sostanza, si può concludere che, come ha di fatto riconosciuto il tribunale, la tutela della privacy dei dati di una persona defunta va comunque bilanciata con gli interessi legittimi dei suoi eredi che possono aver interesse all’accesso a tali dati.

Proprio in questa ottica l’art. 6 del Regolamento UE 679/2016 fa un elenco dettagliato di ipotesi che rendono lecito l’accesso ai dati personali quali l’adempimento di un obbligo, la necessità di salvaguardare gli interessi vitali dell’interessato o permettere l’esercizio di interessi legittimi.


note

[1] Trib. Milano, Giudice Unico Dott.ssa Martina Flamini, ord. del 09/02/2021, su ricorso di urgenza rubricato al n.44578/2020. 

[2] Art. 2 terdecies del Dlgs 101 del 10/08/2018. 

Autore immagine: depositphotos.com


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