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Prescrizione presuntiva: rigettata se il debitore contesta il credito

4 Agosto 2014
Prescrizione presuntiva: rigettata se il debitore contesta il credito

Incompatibile con la contestazione dell’entità del credito o con la dichiarazione di non aver effettuato il pagamento o di averne estinto solo una parte.

L’eccezione di prescrizione presuntiva (che, come noto, è più breve della prescrizione ordinaria) si basa su un presupposto: la presunzione che il debito sia stato pagato. Pertanto, tale eccezione è incompatibile con una serie di comportamenti processuali del debitore che dimostrerebbero, invece, il contrario.

In particolare, debitore non può sollevare, da un lato, l’eccezione di “prescrizione presuntiva” e, nello stesso tempo, dall’altro lato, contestare l’entità del credito azionato dal creditore o ammettere di non aver estinto il debito [1] oppure, in ultimo, sostenere di averne pagato solo una parte. Le eccezioni sono tra loro incompatibili: con la conseguenza che, in un’ipotesi del genere, l’eccezione di prescrizione sarà rigettata dal giudice.

Il chiarimento proviene da una recente sentenza della Cassazione [2]. La Corte ricorda che l’ammissione del debitore di non aver estinto il debito, oppure la sua contestazione dell’entità del credito azionato (per esempio, il cliente che contesti l’ammontare della parcella dell’avvocato) comporta il rigetto dell’eccezione di prescrizione.
Infatti, non è possibile accogliere l’eccezione di prescrizione presuntiva ogni volta che il debitore ammetta di non aver estinto il debito oppure contesti, in qualsiasi forma, l’entità della somma richiesta. Anche quest’ultima circostanza, invero, implica il riconoscimento della permanenza, seppur parziale, del credito contestato, il che è incompatibile col presupposto necessario per l’applicazione della prescrizione presuntiva, costituito dalla presunzione di avvenuta estinzione del debito.


note

[1] In base all’art. 2959 cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 11991/14 del 28.05.2014.

Autore immagine: 123rf com


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