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Come si diventa volontario della Caritas?

31 Maggio 2022 | Autore:
Come si diventa volontario della Caritas?

Cos’è e cosa fa l’ente ecclesiastico denominato Caritas? A chi si fa domanda d’iscrizione per diventare volontario? In che consiste il corso di formazione?

Per arginare le disuguaglianze sociali ed economiche lo Stato interviene fornendo aiuto alle persone meno abbienti. Ad esempio, chi possiede un reddito molto limitato può percepire il sussidio rappresentato dal reddito di cittadinanza; chi non ha i soldi per pagarsi un avvocato può averne uno gratis grazie al gratuito patrocinio; le persone con Isee entro certi limiti possono ottenere sgravi sulle bollette; ecc. Per combattere la povertà si può contare non solo sullo Stato, ma anche sull’aiuto spontaneo che proviene dalle altre persone che si mettono insieme proprio per cercare di dare una mano a chi è più sfortunato. Con questo articolo vedremo come si diventa volontario della Caritas.

Anche chi non ne ha mai fatto parte sa che la Caritas è quell’organismo che si occupa di aiutare le persone più bisognose fornendo loro assistenza, soprattutto sotto forma di donazione di beni di prima necessità, come vestiti e alimenti. Chiunque può decidere di aiutare gli altri facendone parte? Come si diventa volontario della Caritas? Scopriamolo insieme.

Cos’è la Caritas?

Secondo l’ordinamento giuridico italiano, la Caritas è un ente ecclesiastico, cioè una persona giuridica che ha come fine quello di aiutare le persone più bisognose, in conformità al messaggio cristiano di carità e solidarietà.

Per essere più precisi, la Caritas è un organismo pastorale costituito dalla Conferenza Episcopale Italiana (Cei), cioè dall’assemblea permanente dei vescovi italiani, anch’essa persona giuridica riconosciuta come ente ecclesiastico dallo Stato.

In pratica, la Caritas è una grande associazione riconosciuta dallo Stato, che persegue fini sociali nell’ambito di quanto stabilito all’interno del proprio statuto.

Cosa fa la Caritas?

Come anticipato, la Caritas si occupa di promuovere la carità e la solidarietà cristiane, con specifico riguardo all’aiuto dei più bisognosi. In pratica, l’intento della Caritas è di aiutare il prossimo, in conformità all’insegnamento della religione cattolica.

Lo statuto della Caritas stabilisce quali sono i suoi compiti:

  • promuovere, nelle chiese presenti in Italia, attività di sostegno a favore delle persone che si trovano in difficoltà;
  • organizzare e coordinare interventi di emergenza in caso di pubbliche calamità, che si verifichino sia in Italia che all’estero;
  • stimolare l’azione delle istituzioni civili e un’adeguata legislazione che tenga conto delle esigenze dei più bisognosi;
  • promuovere il volontariato;
  • contribuire allo sviluppo umano e sociale dei paesi del Terzo Mondo con la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, con prestazione di servizi, con aiuti economici, anche coordinando le iniziative dei vari gruppi e movimenti di ispirazione cristiana.

Caritas: come funziona?

Come funziona la Caritas? La Caritas offre il proprio aiuto mediante i centri che sono dislocati su tutto il territorio. In Italia, esistono oltre duecento Caritas diocesane che offrono i propri servizi nelle singole diocesi.

La Caritas è responsabile di iniziative volte ad aiutare i più bisognosi, in armonia con quanto stabilito dallo statuto. Queste iniziative possono consistere, ad esempio, nella distribuzione periodica di alimenti, di beni di prima necessità e di vestiario; nella preparazione di pasti caldi per i senzatetto (mense dei poveri); nel mettere a disposizione gratuitamente l’assistenza di alcuni professionisti (psicologi, medici, avvocati) per coloro che non potrebbero permettersi di pagarli.

La Caritas riesce a finanziare le proprie iniziative mediante diverse fonti:

  • innanzitutto, alla Caritas va una parte dell’otto per mille destinato alla Chiesa cattolica;
  • in secondo luogo, la Caritas può raccogliere fondi attraverso le proprie manifestazioni (ad esempio, mediante l’organizzazione di una tombola benefica o di forme di intrattenimento i cui ricavi sono destinati all’aiuto dei poveri, ecc.).

Non bisogna dimenticare, poi, le donazioni spontanee di cui è destinataria.

Come diventare volontario della Caritas?

Come appena detto, la Caritas è radicata in tutto il territorio italiano e fa capo alle singole diocesi, che sono quella parte di territorio su cui si estende la giurisdizione di un vescovo. In ogni diocesi, quindi, è possibile trovare la Caritas.

Ciò significa che, per diventare volontario della Caritas, bisogna fare domanda direttamente all’ufficio presente nel proprio territorio, cioè nella propria diocesi.

Molte volte non occorre nemmeno recarsi presso la sede ufficiale della diocesi, cioè presso il luogo ove si trova il vescovo: è sufficiente chiedere al proprio parroco di inoltrare la richiesta di diventare volontario.

Nello specifico, si diventa volontari a tutti gli effetti iscrivendosi a un corso di formazione, strutturato in diversi incontri suddivisi in una parte teorica e in una pratica:

  • la parte teorica serve a sensibilizzare e orientare al volontariato;
  • la parte pratica è una sorta di tirocinio che serve a formare sul campo e inserire i volontari nei vari servizi.

A tenere le lezioni sono altri operatori della Caritas insieme a esperti del mondo del volontariato e dei servizi sociali pubblici e privati.

Superato il corso, ci si potrà iscrivere formalmente alla Caritas come volontario, ottenendo così la possibilità di agire in aiuto del prossimo insieme alle altre persone che fanno parte dell’organismo.

Va precisato che chiunque può fare domanda per diventare volontario della Caritas: non ci sono preclusioni di sorta né sono richieste competenze specifiche. Non occorre, insomma, alcun titolo d’istruzione oppure esperienze pregresse in determinati settori per poter diventare volontario della Caritas.

Cosa fa il volontario della Caritas?

Il volontario della Caritas può essere adibito a uno dei tanti servizi messi a disposizione di chi ne ha bisogno. Ad esempio, il volontario della Caritas può:

  • prestare servizio nelle mense per i poveri, aiutando in cucina per la cottura e l’impiattamento degli alimenti, oppure dedicandosi al servizio in sala per l’accoglienza delle persone, la regolazione degli accessi ai tavoli, la distribuzione dei pasti e la pulizia ed il riordino degli ambienti;
  • occuparsi della distribuzione del vestiario per le persone senza fissa dimora;
  • dedicarsi alla preparazione e distribuzione dei pacchi di viveri.

L’attività concreta che il volontario dovrà svolgere dipende anche dal tipo di organizzazione della Caritas diocesana: è chiaro, infatti, che la Caritas che opera in una grande città avrà una serie molto più ampia di servizi da offrire rispetto allo stesso organismo che opera, invece, in una piccola realtà.



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