Diritto e Fisco | Articoli

Quanto costa il rogito di un box?

1 Giugno 2022 | Autore: Filippo Singlitico
Quanto costa il rogito di un box?

Acquistare un box comporta tutta una serie di spese che, oltre al prezzo del bene ed al compenso del notaio, comprendono il pagamento di determinate imposte che possono variare a seconda del ricorrere o meno di alcune condizioni.

Oggigiorno, trovare parcheggio è sempre più difficile, soprattutto nel centro di alcune città. Una soluzione a tale problema può essere quella di acquistare un box dove poter parcheggiare la propria auto. Ma più precisamente, quanto costa il rogito di un box?

È bene sapere che quando si acquista un box si va inevitabilmente incontro ad alcune spese che, di solito, oltre al prezzo del bene, comprendono determinate spese notarili. Tra le spese notarili, oltre al compenso per il notaio, vi rientrano tutta una serie di costi dovuti dall’acquirente a titolo di imposte, tasse e diritti. Tra i suddetti costi, quelli di maggiore interesse e rilevanza sono l’imposta catastale, l’imposta ipotecaria e l’imposta di registro che, come si vedrà, possono variare a seconda che si decida di acquistare il box come unità autonoma o come pertinenza della propria abitazione.

Box come unità autonoma e come pertinenza: quali differenze?

La differenza tra box come unità autonoma e box come pertinenza sta nel fatto che mentre nel primo caso il suddetto bene viene utilizzato singolarmente e quindi in modo del tutto autonomo e indipendente rispetto all’abitazione, nel secondo caso, invece, lo stesso è collegato saldamente all’abitazione in quanto assoggettato in modo attuale e duraturo a servizio della stessa.

Poniamo che tu acquisti un box vicino al centro città in modo da poter parcheggiare la tua auto per poi proseguire a piedi e fare una passeggiata in centro. In questo caso, il box non costituisce una pertinenza in quanto non è collegato né assoggettato ad alcuna abitazione ed il suo unico fine è quello di consentirti di parcheggiare.

Poniamo, invece, che tu acquisti un box facente parte dell’edificio all’interno del quale si trova il tuo appartamento ed in cui puoi parcheggiare comodamente la tua auto tutte le volte che rientri a casa. In questa ipotesi, il box costituisce bene pertinenziale poiché, consentendoti di avere un maggiore e migliore godimento della tua abitazione, è destinato al servizio della stessa. In questo caso, i due beni verranno utilizzati in modo congiunto in quanto il box avrà come fine, non solo quello di permetterti di parcheggiare l’auto, ma anche quello di rendere più comodo e agevole l’accesso al tuo appartamento.

In altre parole, si ha pertinenza solo quando siamo di fronte a due beni distinti ma legati da uno stretto rapporto in cui l’uno, il bene pertinenziale, è destinato a servizio dell’altro.

Acquisto box come unità autonoma

Nel caso in cui decidi di acquistare un box come unità autonoma e indipendente, le imposte dovute saranno le seguenti:

  • imposta catastale e imposta ipotecaria nella misura fissa di €. 50,00 ciascuna;
  • imposta di registro pari al 9% del prezzo di acquisto del bene.

Poniamo che tu riesca ad acquistare un box al prezzo di €. 30.000,00. In tal caso, l’imposta di registro sarà pari al 9% del prezzo effettivo di acquisto e quindi di €. 30,000,00. Pertanto, l’imposta di registro sarà pari al 9% di 30.000,00 = €. 2.700,00.

Acquisto box come pertinenza di abitazione

Diverso è il caso in cui decidi di acquistare un box al fine di destinarlo al servizio della tua abitazione, facendolo diventare così una pertinenza della stessa. Quando acquisti un box, infatti, puoi decidere se utilizzarlo come investimento, ad esempio affittandolo a soggetti terzi, oppure utilizzarlo al fine di poter godere maggiormente della tua abitazione, ad esempio, al fine di parcheggiare comodamente la tua auto quando rientri a casa.

Nel primo caso, il box conserverà la propria autonomia e indipendenza in quanto distaccato dalla tua abitazione, nel secondo caso, invece, lo stesso sarà collegato alla tua abitazione della quale diverrà pertinenza. Affinché il box possa costituire una pertinenza non deve essere acquistato contestualmente all’abitazione, ma può essere acquistato anche successivamente.

Inoltre, il box non deve necessariamente far parte dello stesso edificio, ben potendo trovarsi in altro luogo purché non troppo distante dall’abitazione al servizio della quale lo stesso è destinato. In questo caso, l’acquisto del box sarà soggetto allo stesso tipo di tassazione previsto per l’acquisto dell’abitazione di cui è pertinenza, tassazione che potrà variare a seconda che l’abitazione sia stata acquistata come prima casa o come seconda casa.

Per l’acquisto della prima casa, al ricorrere di determinate condizioni, la legge prevede la possibilità per l’acquirente di godere di alcuni benefici fiscali. Si può godere di questi benefici solo una volta e per l’acquisto di immobili destinati ad uso di civile abitazione, ad esclusione di quelli di lusso (rientranti cioè in una delle seguenti categorie: A/1 ovvero abitazioni di tipo signorile, A/8 ovvero abitazioni in ville o A/9 ovvero castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici) e che si trovano nel Comune in cui il soggetto acquirente abbia la propria residenza.

Acquisto box come pertinenza di abitazione “prima casa”

Nel caso in cui il box che intendi acquistare sia destinato a costituire pertinenza di una abitazione acquistata usufruendo delle agevolazioni fiscali prima casa, le imposte dovute saranno le seguenti:

  • imposta catastale e imposta ipotecaria nella misura fissa di €. 50,00 ciascuna;
  • imposta di registro pari al 2% del valore catastale.

Per quanto riguarda l’imposta di registro è necessario chiarire sin da subito che il valore catastale di un immobile non è altro che il valore dell’immobile determinato sulla rendita catastale dello stesso.

Pertanto, al fine di poter calcolare il valore catastale di un immobile, per prima cosa, è necessario individuare la rendita catastale del bene che interessa. Un dato che è possibile rinvenire nella visura catastale relativa all’immobile in questione, ovvero un documento rilasciato dall’Agenzia delle Entrate contenente le informazioni alfanumeriche e topografiche registrate presso il catasto e relative ad un determinato immobile situato nel territorio italiano.

Una volta individuata la rendita catastale del bene, bisognerà moltiplicarla per 115,5. Il risultato di tale operazione darà il valore catastale del bene. Una volta calcolato il valore catastale, l’imposta di registro sarà pari al 9% del suddetto valore.

Ricordiamo, infine, che l’imposta di registro non può mai essere inferiore ad €. 1.000,00 indipendentemente dal valore dell’immobile che si intende acquistare.

Sei proprietario di un’abitazione acquistata con le agevolazioni fiscali prima casa. Vieni a sapere che all’interno del tuo palazzo o di altro palazzo poco distante c’è un box in vendita e decidi di acquistarlo al fine di poter parcheggiare l’auto ogni volta che rientri a casa. Nel caso in cui il suddetto box abbia una rendita catastale di €. 450,00, il valore catastale sarebbe pari a: 450 x 115,5 = 51.975,00. Una volta individuato il valore catastale del bene, al fine di determinare l’imposta di registro dovuta, basterà calcolare il 2% del suddetto valore: Imposta di registro = 2% di 51.975,00 e quindi pari ad €. 1.039,50.

Acquisto da impresa o da un privato che agisce nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali

Quanto detto sopra vale solamente nel caso di acquisto da un privato persona fisica. Nel caso di acquisto da un’impresa o da un privato che agisce nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali, invece, le imposte dovute sono le seguenti:

  • imposta catastale e imposta ipotecaria nella misura fissa di €. 50,00 ciascuna;
  • imposta di registro pari al 2% non del valore catastale dell’immobile, ma del prezzo effettivo di acquisto.

Hai acquistato la tua casa da un’impresa e, successivamente, acquisti un box al prezzo di €. 60.000,00. In tal caso, l’imposta di registro sarà pari al 2% del prezzo effettivo del box e, quindi, calcolato su €. 60,000,00. Pertanto, l’imposta di registro sarà pari al 2% di 60.000,00 = €. 1.200,00.

Acquisto box come pertinenza di abitazione “seconda casa”

Nel caso di acquisto di un box quale pertinenza di abitazione acquistata senza l’applicazione delle agevolazioni fiscali prima casa le imposte dovute saranno le seguenti:

  • imposta catastale e imposta ipotecaria nella misura fissa di €. 50,00 ciascuna;
  • imposta di registro pari al 9% del valore catastale dell’immobile che intendi acquistare determinato moltiplicando la rendita catastale del bene per il coefficiente di 126,00.

La rendita catastale del box che vuoi acquistare e che costituisce pertinenza di abitazione acquistata come seconda casa è di €. 450,00. Il valore catastale sarà dato da €. 450,00 (rendita catastale) x 126 = 56.700,00. Una volta determinato il valore catastale, per conoscere quanto bisogna pagare a titolo di imposta di registro, basterà calcolare il 9% del suddetto valore. In questo caso, l’imposta di registro sarà pari al 9% di 56.700,00 e quindi pari ad €. 5.103,00.

Acquisto da un’impresa o da un privato che agisce nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali

Quanto detto sopra si applica solamente al caso in cui l’abitazione sia stata acquistata da un privato quale persona fisica. Diverso è il caso in cui la stessa sia stata acquistata da un’impresa o da un privato che agisce nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali. In tal caso, le imposte per il box saranno determinate nel seguente modo:

  • imposta catastale e imposta ipotecaria nella misura fissa di €. 50,00 ciascuna;
  • imposta di registro pari al 9% non del valore catastale, ma del prezzo effettivo di acquisto del bene.

Hai acquistato la tua casa da una impresa e, successivamente, hai comprato un box al prezzo di €. 60.000,00. In tal caso, l’imposta di registro sarà pari al 9% del prezzo effettivo di acquisto e quindi di €. 60,000,00. Pertanto, l’imposta di registro sarà pari al 9% di 60.000,00 = €. 5.400,00.



Di Filippo Singlitico


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube