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Accesso ai dati Inps di persona deceduta

19 Gennaio 2022 | Autore:
Accesso ai dati Inps di persona deceduta

Chi ha diritto di accesso alle informazioni dell’Istituto previdenziale e come può acquisirle?

Tuo padre è morto. Non viveva con te da anni e non sai quanto prendeva di pensione e se aveva tutti i contributi regolarmente versati. Adesso, hai la necessità di acquisire queste informazioni presso l’Inps; ti serve anche la sua Certificazione unica, il vecchio Cud, per predisporre la dichiarazione dei redditi. L’accesso ai dati Inps di una persona deceduta è possibile per i familiari e per gli eredi; esistono delle regole al riguardo che illustreremo in questo articolo.

Alcune disposizioni sono state emanate direttamente dall’Istituto di previdenza, in modo da favorire il più possibile gli aventi diritto che dimostrano la loro legittimazione all’accesso ai dati Inps di persona deceduta, con procedure d’ufficio ed anche in forma automatizzata con richieste online. Altre norme riguardano la privacy: il Garante per la protezione dei dati personali si è occupato della questione e di altre simili, come l’accesso ai dati sanitari per accertare le cause della morte, a quelli bancari, per verificare la consistenza di conti correnti e depositi, ed a quelli dell’Agenzia delle Entrate per conoscere l’esistenza di debiti fiscali.

I dati del defunto sono coperti dalla privacy?

La privacy, ossia la riservatezza dei dati personali, è disciplinata da un Regolamento europeo [1], di immediata applicazione in tutti gli Stati membri dell’Unione, tra cui l’Italia, che individua quali sono le informazioni riservate e sensibili di ciascun individuo, vivente o defunto.

I dati delle persone decedute continuano ad essere tutelati dalla normativa sulla privacy anche dopo la loro morte, ma in modo affievolito: infatti – come prevede la legge con un’apposita «clausola di salvaguardia» [2] – può disporre di essi soltanto chi ha un interesse proprio, o agisce a tutela dell’interessato (anche in qualità di suo mandatario), o chiede di accedere ai dati per «ragioni familiari meritevoli di protezione». In ogni caso, però, questa limitazione «non può produrre effetti pregiudizievoli per l’esercizio da parte di terzi dei diritti patrimoniali che derivano dalla morte dell’interessato nonché del diritto di difendere in giudizio i propri interessi».

Tale normativa sulla tutela della privacy di persona deceduta trova ampia applicazione pratica dalle consuete richieste di informazioni sui conti correnti bancari delle persone decedute sino alla recente “eredità digitale” che consente di accedere ai siti Internet ed ai profili social di cui era titolare il defunto.

Chi può accedere ai dati di una persona deceduta?

In base a quanto abbiamo detto nel paragrafo precedente, gli eredi del defunto hanno sicuramente diritto di accedere ai suoi dati personali, detenuti da istituti di credito, altri soggetti privati ed anche pubbliche amministrazioni, tra cui l’Inps, che si occupa dell’erogazione di tutte le prestazioni previdenziali e assistenziali, a partire dalle pensioni, e dal 2022 ha acquisito anche la competenza alla gestione del nuovo assegno unico universale per le famiglie con figli.

Il Garante privacy riconosce pacificamente questo diritto di accesso ai dati di una persona deceduta in favore degli eredi (sia legittimi sia testamentari), in quanto essi hanno un interesse riconosciuto come meritevole di tutela ai sensi della normativa sulla riservatezza dei dati personali.

Come accedere ai dati Inps del defunto?

Da alcuni anni, la notizia dei decessi perviene automaticamente all’Inps dall’Ufficio Anagrafe del Comune di residenza dei defunti, e quindi l’Istituto ne viene tempestivamente a conoscenza senza che i familiari o gli eredi debbano fare un’apposita comunicazione (tranne che per alcuni casi di morte avvenuti all’estero): per maggiori dettagli leggi “Chi comunica il decesso all’Inps?“.

A quel punto, i familiari aventi diritto possono presentare domanda di pensione di reversibilità e, in ogni caso, gli eredi possono fare la domanda di liquidazione dei ratei di pensione maturati e non riscossi dal defunto, come le rate della tredicesima.

Tali domande possono essere presentate, alternativamente:

  • presso gli sportelli dell’Inps;
  • online, sul servizio dedicato presente sul portale Inps;
  • tramite contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164164 da rete mobile;
  • tramite intermediari autorizzati, come i Caf e i patronati.

Le quote del Tfr di un lavoratore in servizio come dipendente pubblico al momento del decesso, invece, spettano, ai sensi dell’art. 2122 del Codice civile, al coniuge, ai figli, e, se vivevano a carico del lavoratore, ai parenti entro il terzo grado ed agli affini entro il secondo. Questa indennità viene liquidata d’ufficio dall’Inps e attribuita ai beneficiari; quando non vi è tra loro un accordo per la ripartizione, provvede il giudice al quale gli interessati hanno proposto ricorso.

Per conoscere gli altri tipi di indennità spettanti ai superstiti di un iscritto ad una gestione previdenziale presso l’Inps (come lavoratore o pensionato) e deceduto prima di conseguire le prestazioni, leggi l’articolo “Pensione in caso di morte“.

Accesso ai dati Inps del defunto con delega

In applicazione delle norme sull’identità digitale, dal 1° ottobre 2021, l’accesso ai servizi automatizzati dell’Inps da parte dei cittadini deve avvenire con lo Spid (Sistema pubblico di identità digitale), la Cns (Carta nazionale dei servizi) o con la Cie (Carta di identità elettronica); i vecchi “Pin Inps” sono stati disabilitati. È anche possibile accedere con delega se l’interessato dei dati è impossibilitato a muoversi (ad esempio perché ricoverato), se è minorenne o se ha un tutore, un curatore o un amministratore di sostegno. Si tratta pur sempre di casi che prevedono che il titolare delle prestazioni previdenziali sia vivente al momento della richiesta o di conferimento della delega.

Non appena appreso il decesso, l’Inps revocherà le credenziali rilasciate ai delegati e l’accesso in tale forma non sarà più utilizzabile: perciò, gli eredi dovranno formulare le istanze all’Inps a nome proprio con le modalità che abbiamo indicato sopra per le prestazioni previdenziali e nelle forme che a seguire esponiamo per le altre richieste di dati relativi al lavoratore o pensionato defunto.

Accesso dati Inps per ricostruzione pensione del defunto

Quando l’interessato è già deceduto nel momento in cui sorge la necessità per i suoi eredi di acquisire presso l’Inps i dati che lo riguardano – il caso più frequente è la ricostruzione della posizione previdenziale e della pensione – occorre presentare un’istanza all’Istituto.

La richiesta di accesso ai dati del defunto può essere presentata presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Inps, specificando quali sono i documenti o le informazioni di interesse ed allegando la documentazione attestando la condizione di erede, anche in forma di autocertificazione. In alternativa, la domanda può essere inviata via Pec (Posta elettronica certificata) unitamente alla copia del proprio documento di identità.

Accesso degli eredi alla dichiarazione dei redditi precompilata

Se la necessità di acquisire i dati del defunto è di tipo fiscale, un’alternativa alla richiesta diretta all’Inps consiste nella possibilità di accedere al sito dell’Agenzia delle Entrate come erede, per visionare la dichiarazione precompilata del proprio dante causa: in essa compaiono già inseriti i dati relativi alla pensione percepita dal defunto, che sono stati comunicati al Fisco dall’Inps. A quel punto, è possibile presentare la dichiarazione dei redditi (modello Redditi o 730) in qualità di erede.

Approfondimenti

Per approfondire le posizioni giurisprudenziali sugli argomenti trattati leggi anche “Diritto di accesso degli eredi: giurisprudenza, sentenze, Cassazione“.


note

[1] Regolamento UE 679/2016.

[2] Art. 2 terdecies D.Lgs. n.101/2018.


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