Ticket e medici: come cambia la sanità

4 Agosto 2014
Ticket e medici: come cambia la sanità

Nuove regole per le esenzioni, nasce il nuovo numero di emergenza europeo 116.117.

Obiettivo: salvare il Servizio Sanitario Nazionale: ciò avverrà con una dote in tre anni di 337 miliardi e una raffica di misure destinate a rivoluzionare profondamente non solo l’assetto organizzativo del servizio sanitario pubblico, ma anche a rifare il look ai servizi per i cittadini.

È pronto il “Patto per la salute 2014-2016”: tagli agli ospedali, assistenza territoriale da “fortificare”, accesso ai farmaci che tra revisione del Prontuario e innovatività riserverà non poche sorprese, organizzazione del personale che cambierà pelle anche per i percorsi di carriera. Ma ci sarà anche una prima rivoluzione dei ticket e delle esenzioni.

La riforma dei ticket sanitari approderà per fine novembre puntando per il momento solo sul reddito e sulla composizione delle famiglie, ma non ancora sull’Isee.

Una sfida quasi impossibile se si tiene conto di una crisi economica che non accenna a diminuire e di una domanda di assistenza sanitaria in crescita, ma di qualità sempre peggiore. Non sono pochi i casi di cittadini che evitano di curarsi perché non possono più pagare di tasca propria. Un dato, questo, che deve invitare a ripensare anche alle diversificazioni tra Regioni d’Italia, dove l’assistenza è troppo differenziata: dal Lazio in giù l’assistenza diventa sempre più una meteora tra tagli a cure e servizi che, complice anche la necessità di rientrare dai mega deficit del passato, stanno mettendo in ginocchio i sistemi sanitari regionali.

Super tassazione e mini assistenza: segno di un’Italia spaccata in due come una mela. Il fatto che per più della metà degli italiani (il Sud in cima) la sanità locale sia commissariata o sotto tutela, è la spia più evidente del disagio sanitario nazionale.

C’è poi da costruire da capo soprattutto in alcune regioni – sempre le stesse, le più arretrate e indebitate del Sud – la rete dell’assistenza territoriale, alternativa tutta da costruire all’ospedale “cura tutto”.

Tutto da fare di corsa. Con un centinaio di adempimenti da portare all’incasso in un percoso non esattamente agevole. A cominciare dal riparto tra le regioni dei quasi 110 miliardi – con simil costi standard – per quest’anno. Peccato che i governatori non siano affatto d’accordo. Come forse non lo saranno quando la spending busserà alle loro porte anche per la sanità. Se busserà davvero.

Ma vediamo più da vicino tutte le novità in porto.

 

MEDICI DI BASE ED EMERGENZE

Per l’emergenza, diventeranno realtà i due numeri europei 116.117 – per le cure non urgenti – e 112, da collegare in rete con le centrali operative 118.

L’assistenza territoriale vedrà nascere un sistema articolato basato su Aft (o aggregazioni funzionali territoriali) e su Uccp, Unità complesse di cura primaria a vocazione multiprofessionale. Qui si integreranno le diverse professionalità, in particolare della medicina specialistica e della medicina generale. Per dire basta al medico di famiglia o pediatra “solisti”.

La Uccp è un sistema integrato di servizi che «concorre con la Aft alla presa in carico della comunità di riferimento», garantendo h24: accoglienza al cittadino, collaborazione tra personale sanitario, sociosanitario e sociale, condivisione e applicazione dei percorsi assistenziali, medicina d’iniziativa e un «approccio proattivo» al crescente problema della cronicità.

A completare il quadro, la farmacia dei servizi, che concorrerà a promuovere corretti stili di vita e la gestione attiva delle cronicità, su cui il ministero dovrà predisporre entro il 31 dicembre un Piano nazionale. Qualche premessa già c’è al capitolo “assistenza sociosanitaria”: ingresso nella rete dei servizi attraverso Punto unico di accesso, valutazione multidimensionale, piano delle prestazioni personalizzato e presa in carico d’équipe.

FARMACI

Sei le mosse per salvaguardare appropriatezza della spesa farmaceutica ospedaliera e territoriale e il rispetto dei tetti.

1. L’aggiornamento del Prontuario dei farmaci rimborsabili da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) in base al criterio costo/ beneficio ed efficacia terapeutica, prevedendo anche prezzi di riferimento per categorie terapeutiche omogenee.

2. Gli interventi sulla normativa per rendere contestuali l’autorizzazione all’immissione in commercio (Aic) e la definizione del regime di rimborsabilità.

3. La revisione degli accordi negoziali sui farmaci sottoposti ai registri di monitoraggio Aifa dopo un periodo massimo di 36 mesi, valutando se vengono confermati o meno i risultati clinici attesi.

4. La definizione di un percorso per sostenere solo la vera innovazione terapeutica.

5. Le regole per l’applicazione della definizione di equivalenza terapeutica in modo da rendere le determinazioni di Aifa valide su tutto il territorio nazionale, con una centrale di acquisto per ogni regione e un network di coordinamento.

6. A vigilare, un tavolo di monitoraggio Mef-Salute-Sviluppo economico-Aifa-Agenas.

OSPEDALI

Continua la dieta dei posti letto negli ospedali ma dietro garanzia di rapporti più stretti con le cure sul territorio e con tagli meno drastici del previsto. Nell’ultima versione del regolamento sugli standard ospedalieri – che dettano il metodo di calcolo per la riduzione delle unità operative complesse e la riconversione degli ospedali – compare il nuovo target di 3.500 posti letto da tagliare nel triennio 2014-16. Nella bozza precedente del dicembre 2012 la decurtazione era ben più sostanziosa, pari a 7.389 posti letto (spending review). Obiettivo finale è arrivare a 3,7 posti letto per mille abitanti, compresi 0,7 per riabilitazione e lungodegenza.

Nello stesso regolamento si razionalizza la rete delle piccole case di cura, con un limite di 60 posti letto per acuti per l’accreditamento con il Ssn, con deroghe per le strutture monospecialistiche.

Dagli standard arriva anche una possibile soluzione all’annoso problema delle cure d’emergenza: entro sei mesi dall’approvazione del regolamento le regioni dovranno provvedere a ridefinire la distribuzione dei mezzi di soccorso, «nel rispetto degli standard che verranno indicati» secondo criteri di densità abitativa, distanze e caratteristiche territoriali.

Sul fronte delle novità nei rapporti ospedale-territorio (si veda l’altra scheda) va ricordato l’obbligo per le regioni di assicurare l’accesso alle cure palliative domiciliari e di completare la mappa degli hospice.


note

Autore immagine: 123rf com


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