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Non richiamate quel numero: vi ruba il credito

12 gennaio 2015


Non richiamate quel numero: vi ruba il credito

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 gennaio 2015



Wangiri: dal momento dell’inizio della conversazione a quando la scheda prepagata del cellulare viene “risucchiata” passa un secondo.

È la truffa telefonica del momento. Si chiama Wangiri (che sta per “squillo”) e chi ha la sfortuna di cadere nella trappola vede, in un solo istante, scomparire tutto il credito dalla propria scheda telefonica. Il sistema, anche detto “ping call”, è noto già a molti perché abbastanza utilizzato negli ultimi anni, anche se di recente è tornato di scena e sta prosciugando i malcapitati con addebiti “pazzi” sulla bolletta del cellulare.

Come funziona. La vittima riceve una telefonata sul telefonino. Apparentemente è tutto in regola: il numero è visibile, non è un anonimo e, anzi, si tratta di un’utenza (a volte fissa, altre mobile). Senonché si tratta solo di uno squillo. Nient’altro. I curiosi o chi lavora col telefono (ordini di clienti, professionisti, ecc.) non se lo fanno ripetere e richiamano immediatamente. E lì sta il tranello. Il numero contattato viene tariffato come “premium” con tariffazione estremamente elevata, capace di assorbire in pochi attimi, decine di euro.

La truffa è iniziata dall’utenza 0824052. Sul web spopolavano i forum in cui i netizen si scambiavano informazioni circa le generalità di questo abbonato. Un prefisso proveniente da Benevento, anche se risultante “non operativo”. Oggi si è aggiunto anche un numero con prefisso +373 (di provenienza moldava). Evidentemente il business va bene: infatti i truffatori hanno iniziato a “lavorare” con veri e propri computer, in grado di effettuare, simultaneamente, centinaia di chiamate ad altrettante ignare vittime.

Il trucco è semplice. Chi opera con questo sistema è in grado di dirottare la chiamata verso altri numeri a tariffazione elevata, probabilmente anche esteri. In quest’ultimo caso, però, ci sarebbe bisogno della complicità dei gestori telefonici stranieri. Insomma: parrebbe un vero e proprio complotto internazionale.

L’autorità giudiziaria, che sta indagando, mantiene sul punto il massimo riserbo. Di numeri “farlocchi” ne esistono già a decine. E provengono da svariate città d’Italia. Difficile, al momento, stilare una lista esaustiva. Peraltro difendersi vorrebbe dire non richiamare a nessuno, il che risulta piuttosto improbabile per molta gente che, come detto, usa il cellulare per lavoro.

Per quanti sono caduti nella trappola non resta che l’esposto alla polizia postale e la segnalazione all’Agcom, nella speranza che almeno il proprio operatore – ma è tutt’altro scontato che lo faccia – restituisca il credito.

Non c’è dunque alcun modo per agire preventivamente.

La truffa, però, ha svelato un’altra falla, ancora più pericolosa, dei nostri sistemi di comunicazione. Oggi  uno stalker in gamba può far apparire che le telefonate o gli sms con cui perseguita la sua vittima non partono dal suo telefono, ma da un altro. Magari proprio il tuo. Insomma, se domani vi arriverà una querela per molestie, forse è perché qualcuno sta usando il vostro telefono.

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Autore immagine: 123rf com

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