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A chi va la pensione se uno muore prima?

1 Giugno 2022 | Autore:
A chi va la pensione se uno muore prima?

Pensione ai superstiti indiretta: chi ne ha diritto, come funziona, a quanto ammonta.

Si sente spesso parlare di pensione di reversibilità, ossia dell’assegno spettante ai familiari superstiti del pensionato: in buona sostanza, una parte del trattamento pensionistico del defunto viene “devoluta” ad alcuni suoi familiari, individuati dalla legge. Ma a chi va la pensione se uno muore prima?

In questo caso, ai familiari aventi diritto può essere riconosciuto un trattamento, la pensione indiretta: per la spettanza di questa prestazione, però, è necessario che in capo al lavoratore o all’assicurato dante causa vi siano specifici requisiti minimi di contribuzione.

Per la liquidazione del trattamento, ad ogni modo, non bastano i soli requisiti contributivi, ma devono essere soddisfatte determinate condizioni anche in capo ai familiari superstiti: vediamo quali.

La disciplina relativa alla pensione indiretta, qualora questa prestazione non sia riconosciuta da una delle gestioni previdenziali amministrate dall’Inps, ma da una cassa professionale, può essere differente.

Ma procediamo con ordine.

Quando spetta la pensione indiretta?

La pensione indiretta è riconosciuta nel caso in cui il defunto, lavoratore assicurato presso l’Inps, avesse perfezionato:

  • almeno 15 anni di anzianità assicurativa e contributiva;
  • in alternativa, 5 anni di anzianità assicurativa e contributiva, di cui almeno 3 anni nel quinquennio precedente la data del decesso.

A chi spetta la pensione indiretta?

La pensione ai superstiti indiretta spetta:

  • al coniuge o alla parte dell’unione civile;
  • ai figli (sino a 26 anni se studenti universitari, sino a 21 anni, se studenti, altrimenti sino alla maggiore età, o senza limiti di età se inabili al lavoro) e agli equiparati:
  • ai genitori over 65, che hanno diritto alla pensione solo se il coniuge o i figli mancano, o non rientrano tra gli aventi diritto, e che devono inoltre risultare a carico del dante causa deceduto; non devono poi essere titolari di pensione diretta o ai superstiti; chi è titolare di pensione in quanto superstite dell’altro coniuge non ha diritto alla pensione per il decesso del figlio;
  • ai fratelli celibi e sorelle nubili, che devono risultare viventi a carico ed inabili al lavoro al momento del decesso del pensionato; fratelli e sorelle hanno diritto alla pensione solo se mancano o non hanno diritto alla reversibilità (o alla pensione indiretta) il coniuge, i figli e i genitori.

La pensione indiretta spetta ai separati e ai divorziati?

Se il coniuge superstite si era separato dal dante causa, il diritto alla pensione sussiste a prescindere dall’obbligo di versare l’assegno di mantenimento o alimentare in capo al defunto [1].

In caso di divorzio, per il diritto al trattamento a favore dell’ex coniuge superstite, l’inizio del rapporto assicurativo del lavoratore o del pensionato deve risultare in data anteriore alla data della sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

Il coniuge divorziato superstite deve inoltre essere titolare dell’assegno divorzile in forza di una sentenza dal tribunale e non deve essersi risposato; nel caso in cui il dante causa avesse contratto nuovo matrimonio dopo il divorzio, le quote spettanti al coniuge superstite e al coniuge divorziato sono stabilite con sentenza dal tribunale.

La pensione indiretta spetta ai nipoti?

In casi particolari, il diritto alla pensione ai superstiti può spettare anche ai nipoti. Questo succede quando:

  • in capo al nipote risultino verificati gli stessi requisiti dei figli aventi diritto, assieme all’accertata impossibilità per il padre e per la madre di provvedere al mantenimento [2]; il nipote deve inoltre risultare:
    • convivente col nonno (o con la nonna) dante causa e non autosufficiente economicamente;
    • in caso di non convivenza, deve risultare verificato il mantenimento abituale da parte del nonno o della nonna dante causa.

In quali casi il familiare superstite si considera a carico?

Il familiare superstite viene considerato a carico dell’assicurato o del pensionato deceduto al sussistere delle condizioni di non autosufficienza economica e di mantenimento abituale. Per l’accertamento della vivenza a carico assume particolare rilievo la convivenza del superstite con il defunto.

I figli studenti che lavorano hanno diritto alla pensione indiretta?

I figli studenti hanno diritto alla pensione ai superstiti anche se svolgono un’attività lavorativa dalla quale deriva un piccolo reddito. Si considera tale un reddito annuo non superiore ad un importo pari al trattamento minimo annuo di pensione previsto dal Fondo Pensioni lavoratori dipendenti maggiorato del 30% (ossia 680,97 euro mensili per il 2022), da proporzionare al periodo di svolgimento dell’attività lavorativa.

Come si chiede la pensione indiretta?

La pensione indiretta può essere richiesta tramite patronato, oppure accedendo al sito dell’Inps con Spid, Cie o Cns, seguendo il percorso: “Prestazioni e Servizi / Domanda di Prestazioni pensionistiche: Pensione, Ricostituzione, Ratei maturati e non riscossi, Certificazione del diritto a pensione”.

Dopo aver compilato la prima pagina con i propri dati e quelli del coniuge, bisogna selezionare, con apposito menù a tendina:

  • gruppo: superstiti;
  • prodotto: pensione indiretta;
  • tipo: ordinario (oppure, in casi particolari, supplementare- se sussiste già una pensione principale, oppure privilegiato, o “di privilegio gestione pubblica”).


note

[1] Cass. sent. n.4555/2009 e n. 15516/2003.

[2] C. Cost. sent. n. 180/1999; Inps Circ. 195/1999.

Autore immagine: pixabay.com


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