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Chi sono gli affini di primo grado

3 Giugno 2022 | Autore:
Chi sono gli affini di primo grado

La differenza tra parentela e affinità: come si calcola il legame giuridico con chi appartiene alla famiglia acquisita dopo il matrimonio?

Per qualcuno potrebbe essere una sorta di sospiro di sollievo (per quanto possa valere): dire che la suocera non è un parente è dire la verità. Fa parte della famiglia ma fino a un certo punto: è affine, non è parente. Si tratta di una semplice sottigliezza? Di un dettaglio di poca importanza? Oppure è un aspetto da non trascurare, specialmente quando c’è di mezzo qualche eredità? Non va dimenticato che, come per i parenti, anche per gli affini ci sono diversi gradi di «vicinanza». La suocera, visto che l’abbiamo tirata subito in ballo, non è affine come un cognato. Chi sono gli affini di primo grado? Come va fatto questo calcolo?

C’è, quindi, da distinguere tra parenti e affini. La principale differenza è quella del vincolo di sangue: ecco perché il cognato, la suocera o il genero non possono essere considerati «tecnicamente», a tutti gli effetti, dei parenti, anche se vengono ritenuti parte della famiglia per una questione affettiva. E così come ci sono dei vari gradi di parentela tra genitori, figli, cugini e via dicendo, ci sono anche diversi gradi di affinità. Vediamo quali sono.

Differenza tra parenti e affini

Dobbiamo partire, innanzitutto, dalla differenza tra parenti e affini. Per parentela si intende il vincolo che lega tutti coloro che discendono da una stessa persona o da uno stesso stipite e che, pertanto, hanno un ascendente comune. Viene ritenuta tale quando la filiazione avviene sia all’interno del matrimonio sia al di fuori di esso ma anche quando il figlio è adottivo. Con un’eccezione, precisata dal Codice civile [1]: il vincolo di parentela, si legge nella norma, «non sorge nei casi di adozione di persone maggiori di età».

L’affinità, invece, è il vincolo che unisce persone che non hanno un legame di sangue tra di loro, come per esempio quello tra un coniuge ed i parenti dell’altro coniuge. Si parla, pertanto, di genero e nuora, di suocero e suocera, di cognato e cognata, ecc.

Il coniuge è parente o affine?

Viene istintivo, a questo punto, chiedersi come classificare il coniuge. Non avendo un vincolo di sangue, deve essere considerato affine? Possibile che marito e moglie non siano legati da un rapporto di parentela?

In realtà, il coniuge non è né parente né affine. Tra di loro esiste il cosiddetto «rapporto di coniugio», disciplinato dalla legge. In particolare, l’articolo 29 della Costituzione stabilisce che il matrimonio è il fondamento della società naturale ed «è ordinato sull’eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell’unità familiare». Il Codice civile, inoltre, stabilisce diritti e doveri acquisiti da marito e moglie al momento delle nozze [2].

Da quanto visto finora, pertanto, si può concludere che:

  • il coniugio è il rapporto tra persone unite in matrimonio tra loro, ovvero tra i coniugi;
  • la parentela è il rapporto tra tutte le persone che discendono per generazione dalla stessa persona, detta stipite comune;
  • l’affinità è il rapporto tra una persona e i parenti del suo coniuge.

Come viene calcolato il grado di parentela?

Per sapere chi sono gli affini di primo grado occorre tenere conto del grado di parentela che il coniuge ha con i suoi familiari. Questi legami possono essere in linea retta o in linea collaterale.

I parenti di primo grado sono sempre e solo in linea retta: si tratta dei genitori e dei figli.

I parenti di secondo grado si dividono in:

  • parenti in linea retta: nonni e nipoti (figli dei figli);
  • parenti in linea collaterale: fratelli e sorelle.

I parenti di terzo grado sono:

  • in linea retta: i bisnonni e i bisnipoti;
  • in linea collaterale: i nipoti (figli di fratelli o di sorelle) e gli zii.

I parenti di quarto grado sono solo in linea collaterale: si tratta dei cugini.

Affini di primo grado: chi sono?

Sulla base di quanto abbiamo appena visto, cioè del legame di parentela del coniuge, possiamo capire chi sono gli affini di primo grado e come calcolare il grado di affinità con gli altri familiari del marito o della moglie.

Sono affini di primo grado in linea retta i genitori del coniuge ed i suoi figli avuti da precedenti matrimoni, poiché per il coniuge questi saranno i parenti di primo grado. Pertanto, suoceri e figliastri sono affini di primo grado. Viceversa, sono affini di primo grado per i suoceri anche generi e nuore.

Nel secondo grado, invece, rientrano:

  • in linea retta: i nonni ed i nipoti (figli dei figli) del coniuge;
  • in linea collaterale: fratelli e sorelle del coniuge, quindi cognati e cognate.

Al terzo grado di affinità appartengono:

  • in linea retta: bisnonni e bisnipoti del coniuge;
  • in linea collaterale: nipoti (figli di fratelli e sorelle) e zii del coniuge.

Infine, i cugini del coniuge rientrano nel quarto grado di affinità, sempre in linea collaterale.

Affini di primo grado: possono ereditare?

Nulla vieta agli affini di primo grado (come a quelli dei gradi successivi) di ereditare alla morte di un parente del coniuge. Tuttavia, non avendo un legame di parentela con il defunto, non possono aspirare ad avere la successione legittima. Semmai, potranno essere nominati alla successione testamentaria, nel caso la persona scomparsa abbia dato disposizioni in merito quando era in vita.


note

[1] Art. 71 cod. civ.

[2] Artt. 143 e 144 cod. civ.


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