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Patrimonio e trust

3 Giugno 2022 | Autore:
Patrimonio e trust

Come proteggere i beni dal pignoramento dei creditori? Quali sono i vantaggi del trust rispetto al fondo patrimoniale?

La legge dice che il debitore risponde delle sue obbligazioni con tutto il proprio patrimonio, sia presente che futuro. Ciò significa che il creditore potrà pignorare non solo i beni di cui era titolare il debitore quando è sorto il debito, ma anche tutti quelli futuri, fino a che non sarà soddisfatto. Proprio per sfuggire alla possibilità che i creditori “saccheggino” tutti i loro beni, molte persone si affidano ad alcuni strumenti per mettere al sicuro il proprio patrimonio (o almeno una sua parte) da futuri debiti. Con questo articolo parleremo di patrimonio e trust.

Il trust è uno dei metodi più efficaci per blindare i propri beni ed evitare, un giorno, di vederseli sottratti da qualche creditore. Come meglio diremo nel prosieguo, si tratta di uno strumento ancora non molto utilizzato in Italia, ma comunque perfettamente lecito e, per certi versi, più affidabile del tradizionale fondo patrimoniale previsto dal Codice civile. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo insieme cos’è e come funziona il trust per proteggere il patrimonio.

Trust: cos’è?

Con il trust la proprietà di un determinato bene o di un intero patrimonio viene trasferito a un’altra persona che ha l’obbligo di gestirlo diligentemente a favore del primo. In questo modo, mutando la titolarità del bene, i creditori non potranno sottoporlo a pignoramento.

Trust: a cosa serve?

Com’è ovvio, il trust serve a impedire che il patrimonio personale (o una parte di esso) venga aggredito in futuro dai creditori. Il trust serve infatti a creare un patrimonio separato da quello di cui si è titolari. Come meglio diremo nel prosieguo, uno dei vantaggi rispetto al tradizionale fondo patrimoniale è che l’impiego dei beni inseriti nel trust non deve essere finalizzato alla soddisfazione delle esigenze familiari.

I beni del trust non sono aggredibili per i debiti sorti esternamente al trust stesso. Vediamo meglio come funziona.

Come funziona il trust?

Il trust viene costituito mediante atto pubblico dal soggetto intestatario del patrimonio (denominato “settlor”), il quale cede la proprietà dei beni ad un secondo soggetto (“trustee”) che ne detiene la titolarità e, nel caso, la gestione per destinare i frutti ed infine la titolarità del patrimonio al beneficiario finale.

Può essere prevista la figura di un “guardiano” (il cosiddetto “protector”) che vigila sul trustee, assicurandosi che la gestione avvenga correttamente.

Dunque, a differenza del fondo patrimoniale, con il trust si perde la titolarità formale di una parte del proprio patrimonio, la quale viene assegnata a un’altra persona che dovrà conservarlo e amministrarlo nell’interesse dell’originario titolare (o di altra persona individuata nel trust).

Per evitare che un eventuale fallimento della propria società possa intaccare anche il suo patrimonio, Marco costituisce un trust nel quale fa confluire i suoi immobili. Con il trust, i suoi beni vengono affidati a una persona di fiducia, il quale ha il compito di amministrarli e di farli fruttare (ad esempio, concedendo in locazione gli appartamenti), per poi restituirli alla scadenza del trust.

Con il trust, dunque, ci si spoglia completamente di una parte del proprio patrimonio; per questa ragione i beni ceduti non sono più aggredibili, in quanto formalmente appartengono un’altra persona.

Allo stesso modo, la persona fiduciaria che amministra i beni oggetto del trust mantiene separato il proprio patrimonio da quello che gli è stato affidato, di modo che i suoi creditori non potranno aggredirlo.

Tommaso costituisce un trust col quale affida a Francesco l’amministrazione di due immobili. I creditori di Tommaso non potranno aggredire i beni del trust, in quanto sono usciti dalla propria disponibilità. Ugualmente, i creditori di Francesco non possono aggredire i beni in trust che amministra, in quanto costituiscono un fondo separato dal proprio patrimonio personale.

I beni oggetto del trust, dunque, formano una massa distinta che non fa parte né del patrimonio di colui che ha istituito il trust (il settlor) né di colui che ne ha l’amministrazione (il trustee).

Trust: quando non è efficace?

I beni conferiti nel trust possono comunque essere aggrediti se il creditore dimostra che il debitore ha istituito il trust esclusivamente per sottrarli al pignoramento. Si tratta dell’azione revocatoria, la quale può rendere inefficace il trust.

Il trust deve quindi essere costituito prima della nascita del debito; in caso contrario, può essere revocato dai creditori entro cinque anni.

Il trust è inoltre aggredibile nel caso di debiti sorti nell’amministrazione del patrimonio separato. In pratica, se l’amministratore del trust contrae debiti nella sua gestione, ne risponderà con il patrimonio che amministra, cioè con i beni contenuti nel trust.

Trust e fondo patrimoniale: differenze

Il trust si presenta come uno strumento di tutela del patrimonio migliore del fondo patrimoniale, cioè di quel fondo che i coniugi mettono da parte nell’interesse della famiglia. Come già ricordato, infatti, il trust prescinde dalle esigenze familiari: può essere istituito da chiunque e per qualsiasi scopo. Da tanto deriva anche che il trust cessa solamente alla scadenza stabilita, non a seguito di divorzio.

Nel trust sono trasferibili praticamente tutti i beni: mobili e immobili, denaro, diritti di varia natura, titoli di credito, strumenti finanziari, azioni, ecc. Nel fondo patrimoniale, invece, possono confluire solo determinati beni (immobili, mobili registrati e titoli di credito).

La differenza più importante col fondo patrimoniale è però un’altra: mentre i coniugi che costituiscono il fondo rimangono titolari dei beni, con il trust si perde la proprietà di una parte del proprio patrimonio, la quale viene conferita a un terzo soggetto che la amministrerà nell’interesse di chi l’ha ceduta.



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