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Come ottenere liquidità dalla propria casa?

4 Giugno 2022 | Autore: Patrizia Del Pidio
Come ottenere liquidità dalla propria casa?

Hai bisogno di soldi e non sai come procurarteli? Ecco come richiedere il mutuo liquidità avendo una casa di proprietà.

Hai avuto un’emergenza ed ha bisogno di soldi ma non sai come ottenerli? L’unico bene di un certo valore che hai è soltanto l’immobile in cui vivi? Vediamo come ottenere liquidità dalla propria casa. Devi sapere che possedendo una casa è possibile richiedere liquidità attraverso un mutuo garantito dal proprio immobile. Quindi, un immobile di proprietà offre sempre la possibilità di ottenere un mutuo dalla banca come alternativa a finanziamenti o fidi bancari dai costi, certamente, più elevati. Questa tipologia di mutuo è stata semplificata dalla legge numero 44 del 2015 per agevolarne l’accesso ai privati e per dare maggiori certezze agli istituiti di credito sulla tutela del prestito.

Come ottenere liquidità dalla propria casa?

Per chi possiede una casa c’è la certezza di ottenere il mutuo liquidità, un prestito che ha come garanzia l’immobile. Proprio per questo motivo per richiedere questo mutuo uno dei prerequisiti fondamentali è proprio il possesso di una casa, anche la prima, quella di abitazione. Ovviamente, sull’immobile non devono gravare ipoteche poiché l’ipoteca accesa dalla banca deve essere di primo grado in modo tale che permetta di potersi soddisfare per prima, in caso di mancato pagamento di almeno 7 rate del mutuo, vendendo l’immobile posto a garanzia della somma erogata all’asta.

Il mutuo liquidità, anche se ha tassi di interesse più elevati rispetto al mutuo per l’acquisto della casa, sicuramente è meno costoso rispetto a fidi bancari o altre forme di finanziamento che hanno tassi di interesse più elevati. È consigliato solitamente a chi necessita di somme di importo superiore ai 30mila euro. Come termine del piano di rimborso, in ogni caso, viene fissata un’età limite pari a 75 anni: questo significa che entro il compimento dei 75 anni il mutuo deve essere stato rimborsato del tutto. Per chi sceglie di richiederlo con durata massima di 40 anni, quindi, è possibile ottenerlo solo fino al compimento dei 35 anni di età.

Se, ovviamente, si sceglie una durata inferiore potrà essere richiesto anche oltre i 35 anni di età (ad esempio se si intende restituire l’importo in 10 anni sarà possibile richiederlo fino al compimento dei 65 anni).

Non basta, però, il possesso della casa per garantirsi l’erogazione del mutuo liquidità. A contare, infatti, è anche la situazione creditizia del richiedente oltre al reddito dichiarato. È necessario, infatti, avere una situazione patrimoniale abbastanza stabile per poter ricevere il mutuo in questione poiché la banca ha i suoi metri di valutazione sulla capacità di restituzione di un prestito e l’affidabilità del richiedente.

Altra sostanziale differenza tra mutuo liquidità e mutuo acquisto casa è da ricercare nell’importo massimo erogato: nel mutuo liquidità, infatti, sarà concesso un importo sicuramente inferiore proprio perché l’erogazione non è finalizzata all’acquisto di un immobile o alla sua ristrutturazione. La liquidità concessa con questa tipologia di mutuo, infatti, varia in base al valore di mercato dell’immobile ipotecato per richiederlo ed è determinato in primo luogo dal valore della casa ma anche dall’età del richiedente: più è elevata, infatti, l’età di chi richiede la liquidità, più sarà elevato l’importo erogato. Il perché è facilmente intuibile: mentre chi è più giovane potrebbe richiedere una durata del mutuo più lunga, chi è avanti con gli anni, essendo vincolato dall’età limite per l’estinzione del mutuo, sicuramente restituirà gli importi erogati in meno tempo.

A determinare l’importo erogabile, poi, anche la posizione lavorativa del richiedente: mentre al lavoratore dipendente sarà concessa una percentuale più alta (fino al 70% del valore dell’immobile), al lavoratore autonomo o libero professionista sarà erogata una percentuale più bassa (solitamente fino al 50% del valore di mercato dell’immobile).

Quanto costa accendere un mutuo liquidità?

Anche se il mutuo liquidità è sicuramente più conveniente di un prestito personale o di un fido bancario, è da tenere conto che per ottenerlo è necessario sostenere tutte quelle spese che sono comuni a quasi tutti i tipi di mutuo. Si dovrà sostenere, ad esempio, la spesa per l’istruttoria della perizia che la banca richiede obbligatoriamente per erogare un mutuo. Sarà necessario, poi, anche mettere in conto il costo dell’assicurazione per incendio e scoppio dell’immobile la cui ipoteca è posta a garanzia del mutuo. È bene ricordare, infine, che ogni stipula di mutuo necessita di un notaio e anche il costo del professionista che stipulerà l’atto di mutuo dovrà essere messo in conto.

Proprio per questo motivo è necessario valutare tutte le spese che il mutuo liquidità richiede prima di capire se è più conveniente o meno rispetto ad un prestito personale: per cifre contenute, infatti, potrebbe essere maggiormente conveniente il prestito personale, anche se prevede un tasso di interesse meno vantaggioso, poiché non sono previste tutta una serie di spese che il mutuo richiede.

Trattamento fiscale mutuo liquidità

La legge del 2015, che ha semplificato il mutuo liquidità, prevede anche delle agevolazioni fiscali all’accensione dell’erogazione della somma. Le stesse agevolazioni previste per i crediti a lungo e medio termine, ovvero: esenzione dal pagamento dell’imposta di bollo e di registro ma anche delle imposte ipotecarie e catastali oltre che dalle tasse di concessione governativa. Il tutto grazie al versamento di un’imposta sostitutiva pari allo 0,25% dell’importo complessivamente erogato se relativo all’acquisto di una prima casa e relative pertinenze e al 2% se non riferito all’acquisto della prima casa.

Per tutta la durata del mutuo liquidità, in ogni caso, nulla varia per il trattamento fiscale dell’immobile e il proprietario dovrà continuare a versare tutte le imposte ad esso collegate come Imu e Tasi se dovute, Tari ed eventualmente, se trattasi di immobile in cui non si risiede, Irpef sulle abitazioni non locate.

Mutuo liquidità: se muore il contraente?

Nel caso il contraente dovesse venire a mancare prima della fine del rimborso del mutuo liquidità, gli eredi potranno decidere tra due diverse soluzioni:

  • rimborsare l’importo dovuto per tenere la casa di loro proprietà;
  • cedere l’immobile alla banca che provvederà alla vendita all’asta.

In questa seconda ipotesi l’istituto di credito, una volta conclusa l’asta di vendita per l’immobile, tratterrà l’importo dovuto e agli eredi verserà la differenza ottenuta dalla vendita. In ogni caso, però, in caso di vendita all’asta il cliente è tutelato poiché il ricavato dalla vendita dell’immobile ipotecato non potrà mai essere inferiore al debito dovuto alla banca, al netto delle spese sostenute. Questo, ovviamente, per fare in modo che gli eredi non siano, in nessun caso, chiamati a pagare alla banca una somma che superi il valore commerciale dell’immobile.

Una terza via che gli eredi possono percorrere è quella di vendere l’immobile in proprio in accordo con la banca, ma in questo caso la compravendita deve perfezionarsi entro 12 mesi per garantire alla banca di rientrare in possesso del mutuo erogato in tempi brevi.

Una cosa importante da sottolineare è che con l’introduzione della legge 44 del 2015 cambia anche il calcolo della somma dovuta alla banca in caso di decesso del contraente il mutuo liquidità. Fino a prima dell’entrata in vigore di questa legge nel calcolo rientravano anche gli interessi maturati anno per anno. Con le nuove regole, invece, per gli eredi sarà possibile accordarsi con la banca per fare in modo che le modalità di rimborso di interessi e spese siano graduali ed in questo modo sugli stessi non si applicherà la capitalizzazione e gli eredi potranno, quindi, rimborsare solo il capitale iniziale.



Di Patrizia Del Pidio


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