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Come funziona il consolidato fiscale?

4 Giugno 2022 | Autore: Patrizia Del Pidio
Come funziona il consolidato fiscale?

Con il consolidato fiscale un gruppo di imprese può calcolare l’Ires di competenza in maniera unitaria per le società aderenti all’opzione producendo un’unica base imponibile.

È possibile esercitare una tassazione di gruppo determinando una base imponibile unica, opzione che determina precisi vantaggi dal punto di vista fiscale. Per poter accedere a questa opzione, però, è necessario essere in possesso di determinati requisiti. Vediamo, quindi, come funziona il consolidato fiscale, quali sono i soggetti ammessi e quali sono i vantaggi e gli svantaggi che possono derivare dalla scelta di questa opzione.

Il consolidato fiscale è un regime secondo il quale le società consolidanti possono calcolare l’Ires, indipendentemente dall’obbligo di redigere un bilancio consolidato, su un’unica base imponibile per l’intero gruppo di aziende. L’introduzione del consolidato fiscale [1] riconosce la realtà dei gruppi di impresa ai fini delle imposte sul reddito.

La base imponibile viene calcolata con la somma algebrica dell’imponibile di ogni società che partecipa al consolidato creando un imponibile di gruppo nel quale sono inclusi i redditi delle controllate stesse al di là della misura di partecipazione.

Soggetti ammessi al consolidato fiscale

Per essere ammessi al regime di consolidato fiscale è necessario esercitare una specifica opzione in sede di dichiarazione dei redditi. L’opzione deve essere esercitata sia dal soggetto controllante che da tutte le società controllate che intendono esercitare la tassazione di gruppo. Cerchiamo di chiarire questo primo passaggio.

Il soggetto controllante (o società controllante) è colui che effettua il consolidamento mentre le società controllate sono quelle incluse nel consolidato. Il soggetto consolidante (o controllante) deve avere una partecipazione rilevante nelle società consolidate. Una partecipazione rilevante può essere determinata dal possesso della maggioranza del capitale sociale o, in alternativa, una partecipazione che sia superiore al 50% sia in termini di esercizio del voto che di partecipazione alla divisione dell’utile.

Le società che aderiscono al consolidamento fiscale non devono essere soggette a regimi opzionali che comportino la riduzione dell’aliquota applicata per il pagamento delle imposte. Inoltre, non devono essere sottoposte a liquidazione coatta, amministrazione straordinaria o a fallimento. Infine, le società che vogliono aderire al consolidato non devono aver scelto l’opzione del regime di trasparenza fiscale o aver aderito al regime con tassazione forfettaria chiamato “tonnage tax”.

Una delle condizioni per l’esercizio dell’opzione, in ogni caso, è l’identità di esercizio di tutte le consolidate con la consolidante: questo sta a significare che per poter fruire della tassazione di gruppo per il triennio di riferimento tutte le società consolidate devono chiudere il periodo di imposta nello stesso periodo della consolidante.

Il soggetto consolidante, ad ogni modo, deve avere una forma giuridica tra le seguenti: Sapa, Srl, Società di mutua assicurazione Cooperativa, ente commerciale o Spa. Le società consolidate, invece, possono avere la forma giuridica di Srl, Sapa o Spa.

Va ricordato che l’esercizio della tassazione di un gruppo di imprese è per tre esercizi sociali e per tutto il periodo non può essere revocato. Inoltre, ogni consolidata deve eleggere il proprio domicilio presso quello della consolidante. Questo è un obbligo che permane per tutta la durata del consolidato.

Consolidato fiscale: quali vantaggi? 

Scegliendo l’opzione del consolidato fiscale si fa in modo che un gruppo di aziende sia chiamato a liquidare un’unica imposta e questo può determinare, senza alcuna ombra di dubbio, dei vantaggi.

A livello di gruppo di imprese si può essere chiamati a versare, aderendo al consolidato, un minor acconto visto che lo stesso è determinato sulla base di imposta del periodo precedente al netto di crediti e detrazioni come indicate nella dichiarazione dei redditi del consolidato stesso. Il vantaggio di natura finanziaria è da ricercare nella determinazione di un minor numero di imposte in fase di acconto.

Un secondo vantaggio, poi, va ricercato nello scomputo immediato dei crediti che possono essere decurtati dall’imposta: tali crediti, che potrebbero essere comunque recuperati in futuro singolarmente con compensazione, possono essere scomputati immediatamente.

Altro vantaggio: liquidando un’unica imposta l’importo dovuto per la stessa potrebbe permettere di fruire di detrazioni o crediti (fruibili nei limiti dell’imposta stessa dovuta) che in caso di non esercizio dell’opzione del consolidato, non potrebbe esserci capienza a livello individuale. Questo avviene, però, solo qualora l’imposta di gruppo risulti superiore all’imposta individuale.

Tra i vantaggi del consolidato va ricordato, inoltre, che i dividendi distribuiti ai partecipanti l’opzione, non concorrono alla formazione del reddito complessivo del gruppo stesso: i dividendi distribuiti alle società consolidate, quindi, non vedranno l’applicazione del regime di tassazione ordinario (ma solo per il 5% del loro ammontare).

Mentre per le perdite subite singolarmente prima dell’esercizio dell’opzione di consolidato l’utilizzo è permesso solo dal soggetto che le ha prodotte, in caso di perdite fiscali individuali nel periodo di adesione all’opzione di tassazione di gruppo di imprese, vengono conteggiate per determinare il risultato del consolidato stesso.

Consolidato fiscale: svantaggi

Aderire al consolidato fiscale non comporta solo vantaggi. In alcuni casi, infatti, si possono verificare anche svantaggi rispetto alla tassazione ordinaria che portano, di fatto, al pagamento di un’imposta maggiore di quella che sarebbe stata pagata individualmente. Vediamo il perché.

Con la tassazione come gruppo di imprese si può incorrere nell’applicazione della norma transitoria prevista dall’articolo 128 del Tuir: aderendo al consolidato fiscale, infatti, si accetta il riallineamento dei valori fiscali patrimoniali nei 10 periodi d’imposta che hanno preceduto l’opzione di consolidato. L’applicazione della norma transitoria potrebbe comportare un aggravio a livello economico con aumento dell’imposizione.

Di contro a quanto detto nei vantaggi, si potrebbe verificare l’ipotesi che, essendo l’imposta dovuta dal gruppo inferiore a quella dovuta singolarmente, l’impossibilità di scomputare crediti o detrazioni nei limiti dell’imposta dovuta. In questo caso, si perderebbe il diritto alla fruizione di detrazioni o crediti di imposta nei limiti della capienza che, a livello individuale, sarebbero spettati.

Come si determina la base imponibile con il consolidato fiscale?

Società consolidante e società consolidate devono determinare ogni anno il proprio reddito complessivo netto (senza, però, liquidare l’imposta). Il reddito complessivo viene calcolato computando in diminuzione anche perdite fiscali relative a periodi precedenti l’inizio del consolidato.

Per determinare la base imponibile, in ogni caso, bisogna procedere in dichiarazione dei redditi con la somma algebrica delle basi imponibili di tutte le società che hanno scelto la tassazione di gruppo; il risultato, poi, dovrà essere rettificato con l’effetto delle variazioni di consolidamento previste. La somma algebrica si effettua senza tenere conto della percentuale di partecipazione del soggetto consolidante ed in questo modo è possibile compensare subito i redditi e le relative perdite del gruppo.

Ed è proprio nella gestione delle perdite che risiede uno dei vantaggi principali dell’adesione al consolidato fiscale: è possibile, infatti, compensare i redditi conseguiti da alcune società con le perdite subite da altre. Le perdite, quindi, vengono espropriate alla società che le ha prodotte (che perde il vantaggio di poterle utilizzare come base imponibile negativa per compensare i redditi futuri) ma vengono utilizzate per abbassare la base imponibile dell’intero gruppo di aziende.

Proprio per questo motivo molto spesso negli accordi di consolidamento viene riconosciuta un’adeguata compensazione alla consolidata la cui perdita viene trasferita al gruppo di aziende.



Di Patrizia Del Pidio

note

[1] Artt. da 117 a 129 D.P.R. n. 971 del 1986.


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