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Cos’è il diritto alla libertà?

4 Giugno 2022 | Autore:
Cos’è il diritto alla libertà?

Cosa dicono in proposito la Costituzione ed i trattati internazionali. Quando la libertà può essere limitata dalla legge.

Libertà: «La facoltà di pensare, di operare, di scegliere a proprio talento, in modo autonomo. Dal punto di vista giuridico, per libertà si intende, in linea di massima, il diritto di ogni individuo di disporre liberamente della propria persona». Così definisce l’Enciclopedia Treccani un concetto che dovrebbe essere molto facile da capire e che spesso si dimostra molto difficile da applicare. Al punto che non bastano le norme della Costituzione o delle convenzioni internazionali né a garantire sempre il rispetto di questo diritto né a far capire il suo vero significato. Cos’è il diritto alla libertà? E quando si può dire che se ne abusa fino a limitare quello degli altri?

Spesso si sente parlare di «negata libertà» o di «libertà limitata» quando una persona non può fare in ogni momento quello che le pare. Il punto è che, giuridicamente, la libertà non consiste in quello: si tratta di un valore che appartiene alla collettività a partire dal rispetto di quello delle singole persone. Vediamo che cos’è il diritto alla libertà secondo la legge ed i trattati internazionali.

Il diritto alla libertà nella Costituzione

L’articolo 13 della Costituzione sancisce che «la libertà personale è inviolabile» e che «non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge».

La norma costituzionale, dunque, descrive il diritto alla libertà personale come il divieto di costringere un soggetto a subire un qualsiasi tipo di lesione alla sua dignità, una coercizione fisica o una sottomissione al potere altrui.

Il diritto alla libertà deve essere ritenuto non solo inviolabile ma anche universale e soprattutto automatico perché non ha bisogno di alcuna concessione, sia dal punto di vista materiale sia da quello morale.

Solo in casi eccezionali e di necessità e di urgenza indicati tassativamente dalla legge – continua la Costituzione – l’autorità di pubblica sicurezza «può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro 48 ore all’autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive 48 ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto».

Il diritto alla libertà nei trattati internazionali

Diversi gli accordi internazionali firmati per garantire il diritto alla libertà dei cittadini di tutto il mondo, nessuno escluso. Si possono segnalare in merito:

  • la Dichiarazione universale dei Diritti dell’uomo, approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1948;
  • il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali;
  • il Patto internazionale sui diritti civili e politici;
  • la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali;
  • la Convenzione dell’Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Merita, in particolare, di essere citata la Dichiarazione Onu dei diritti dell’uomo che, tra le altre cose, sancisce quanto segue:

  • tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti;
  • ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione. Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del Paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo, o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità;
  • ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona;
  • nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma;
  • nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti;
  • nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.

Quali sono i diritti di libertà?

Come si traduce nel quotidiano il diritto alla libertà? Oltre a quello che è già stato citato (il diritto alla libertà personale, a non subire delle costrizioni o delle privazioni della libertà senza motivo, a non essere ridotti in schiavitù o a subire delle torture) ci sono i cosiddetti «diritti di libertà» che devono essere applicati nella vita di ogni giorno. Ne riassumiamo quelli fondamentali:

  • diritto alla libertà di domicilio, inteso come libertà di vivere serenamente e senza intrusioni nel luogo in cui è stata stabilita la residenza o si soggiorna anche temporaneamente (come, ad esempio, una camera d’albergo). Viene, così, vietata la violazione di domicilio. Se, per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a scopo economico o fiscale, ci devono essere degli accertamenti o ispezioni in un’abitazione, tali interventi devono rispondere a leggi speciali;
  • diritto alla libertà di corrispondenza: è vietato aprire una busta contenente una lettera indirizzata ad un altro ma anche leggere o controllare un’e-mail, un messaggio sms o WhatsApp, ecc.;
  • diritto alla libertà di circolazione e di soggiorno in qualsiasi parte del territorio nazionale. Inoltre, è riconosciuta la libertà di espatriare e di ritornare in Italia quando si ritenga opportuno, purché siano stati assolti gli obblighi previsti dalla legge, come quelli collegati alla giustizia. La legge, come purtroppo abbiamo visto di recente durante la pandemia da Covid, prevede eventuali privazioni o limitazioni di questo diritto conformi alla legge ma solo per motivi di sanità pubblica e di sicurezza;
  • diritto alla libertà di riunione, pacifica e senza armi;
  • diritto alla libertà di associazione, purché lo scopo perseguito non sia contrario alla legge;
  • diritto alla libertà di culto, a professare liberamente la propria religione e a farne propaganda in pubblico e in privato, purché non vengano praticati dei riti contrari al buon costume. Naturalmente, i cittadini sono liberi anche di non professare alcuna religione e di non partecipare ad alcun tipo di culto;
  • diritto alla libertà di manifestazione del pensiero in forma orale o scritta ed anche attraverso dei mezzi di comunicazione come il cinema, il giornale, la radio, la televisione, la musica o il teatro. Tuttavia, diffondere un messaggio offensivo, specie sui social (come spesso accade) può far scattare il reato di diffamazione aggravata, poiché tale post può raggiungere un numero indeterminato di persone e perché la bacheca su cui è stato pubblicato racchiude un numero apprezzabile di utenti;
  • diritto di libertà di iniziativa economica privata entro i limiti stabiliti dalle normative in vigore e, in particolare, dalla legge antitrust che vieta la posizione dominante sul mercato a tutela della leale concorrenza.


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