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Chi sono i parenti di primo grado

4 Giugno 2022 | Autore:
Chi sono i parenti di primo grado

Il grado è il livello di maggiore o minore vicinanza tra i soggetti che sono legati da un legame di parentela.

A norma del Codice civile la parentela è il vincolo che intercorre tra le persone che discendono da uno stesso stipite, ossia da un antenato comune [1]. La legge di riforma della filiazione [2] ha anche precisato che la parentela esiste sia nell’ipotesi di filiazione avvenuta all’interno del matrimonio sia di filiazione avvenuta fuori dal matrimonio oltre che in caso di adozione. In altri termini, la parentela sorge nel caso di figli nati da persone unite in matrimonio tra loro ma anche nel caso di figli nati da persone non sposate tra loro oppure di figli adottivi. Rimane, invece, esclusa quando vengono adottati soggetti già maggiorenni [3]. In tema di parentela assume particolare importanza il grado, cioè la distanza in termini di discendenza tra gli appartenenti alla stessa famiglia. Chi sono i parenti di primo grado?

Per sapere chi sono i parenti di primo grado è necessario prima distinguere tra parenti in linea retta e parenti in linea collaterale, laddove i primi sono le persone che discendono l’una dall’altra mentre i secondi sono le persone che non discendono l’una dall’altra ma hanno solo uno stipite in comune [3]. Ne consegue che sono parenti in linea retta il padre e il figlio o il nonno e il nipote, in quanto il figlio discende dal padre come il nipote discende dal nonno. Sono parenti in linea collaterale i fratelli oppure i cugini, poiché hanno in comune rispettivamente il padre e il nonno ma non discendono gli uni dagli altri.

Chi sono i parenti di primo grado?

Per stabilire chi sono i parenti di primo grado bisogna seguire il criterio previsto dall’articolo 76 del Codice civile a norma del quale nella parentela in linea retta si computano tanti gradi quante sono le generazioni, escludendo lo stipite in comune. Sono, quindi, parenti in linea retta di primo grado i genitori e i figli. In tal caso, il grado di parentela va conteggiato secondo lo schema che segue:

  • Padre + figlio = 2 – 1 (lo stipite in comune, che è rappresentato dal padre) = 1; quindi, il grado di parentela è primo.

Antonio è padre di Mario. Antonio (padre) + Mario (figlio) = 2 – 1 (Antonio, lo stipite in comune) = 1.

Se aggiungiamo anche Raffaele, padre di Antonio e nonno di Mario, per calcolare il grado di parentela bisogna procedere in questo modo: Raffaele (nonno) + Antonio (padre) + Mario (nipote) = 3 – 1 (Raffaele, che è lo stipite in comune) = 2. Pertanto, nonno e nipote, cioè Raffaele e Mario, sono parenti in linea retta di secondo grado.

Come si calcolano i gradi nella linea collaterale?

Nella parentela in linea collaterale i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti fino allo stipite comune e poi scendendo all’altro parente, sempre escludendo lo stipite. Sono parenti in linea collaterale di secondo grado i fratelli e le sorelle e per conteggiare il grado di parentela occorre procedere in tal modo:

  • sorella + genitore + sorella = 3 – 1 (lo stipite in comune che è rappresentato dal genitore) = 2; quindi, il grado di parentela è il secondo.

Ad esempio, Francesca e Giovanna sono sorelle in quanto figlie di Bianca e tra loro esiste un legame di parentela in linea collaterale. Per stabilire il grado di parentela bisogna partire da Francesca (sorella), salire a Bianca (madre) e poi ridiscendere a Giovanna (sorella) = 3 – 1 (lo stipite in comune, cioè Bianca) = 2. In sostanza le sorelle, Francesca e Giovanna, sono parenti in linea collaterale di secondo grado.

Se aggiungiamo anche Beatrice, figlia di Francesca, si ha che Giovanna e Beatrice, ovvero zia e nipote, sono parenti in linea collaterale di terzo grado. Infatti, da Francesca (sorella) si sale a Bianca (madre) per poi, scendere a Giovanna (sorella) e a Beatrice (nipote) = 4 – 1(Bianca, lo stipite in comune) = 3.

La legge pone un limite alla parentela, che è possibile calcolare fino al sesto grado sia in relazione alla linea retta sia in relazione alla linea collaterale.

Quali sono i gradi di parentela?

I gradi di parentela che si possono ricavare applicando le modalità di calcolo già sopra esaminate sono i seguenti.

Primo grado di parentela:

  • genitori, anche adottivi;
  • figli, nati in costanza di matrimonio, fuori dal matrimonio e adottivi, ad eccezione dei casi di adozione di maggiorenni.

Secondo grado di parentela:

  • nonni e nipoti, cioè figli di un figlio/a;
  • fratelli e sorelle.

Terzo grado di parentela:

  • bisnonni e bisnipoti;
  • zio/zia e nipoti, ovvero figli di fratelli/sorelle.

Quarto grado di parentela:

  • cugini e prozii, ossia fratelli dei nonni.

Quinto grado di parentela:

  • figli di cugini e cugini dei genitori.

Sesto grado di parentela:

  • figli di figli di cugini e figli dei cugini dei genitori.

Che cos’è l’affinità?

Dalla parentela va tenuta distinta l’affinità, un altro tipo di legame rilevante per l’ordinamento giuridico, che intercorre tra un coniuge e i parenti dell’altro coniuge.

L’articolo 78 del Codice civile dispone che ciascuno è affine dell’altro coniuge nella stessa linea (retta o collaterale) e nel medesimo grado (primo, secondo, terzo, ecc.) in cui è parente di uno dei coniugi.

Ad esempio, genero e suocera sono affini in linea retta di primo grado.

Se Sandro è il marito di Giulia e Giulia è la figlia di Assunta, tra Giulia e Assunta la parentela è in linea retta, poiché la prima discende dalla seconda, mentre il grado di parentela è il primo, trattandosi appunto di madre e figlia. Analogamente, tra Sandro (genero) e Assunta (suocera) esiste un’affinità in linea retta di primo grado.

Invece, sono affini in linea collaterale di secondo grado il marito e il fratello/sorella della moglie.

Alessia e Santo sono marito e moglie. Alessia è sorella di Martina, quindi, sono parenti in linea collaterale di secondo grado. Allo stesso modo, Santo e Martina (cognati) sono affini in linea collaterale di secondo grado.


note

[1] Art. 74 cod. civ.

[2] L. n. 219/2012.

[3] Artt. 291 e ss. cod. civ.

[4] Art. 75 cod. civ.


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