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Chi sono i parenti di terzo grado

6 Giugno 2022 | Autore:
Chi sono i parenti di terzo grado

Cos’è la parentela? Qual è la differenza tra linea retta e linea collaterale? Come si calcolano i gradi della parentela?

I parenti fanno parte della famiglia, soprattutto se sono prossimi, come ad esempio i nonni. Ciò non significa, ovviamente, che non si possa voler molto bene anche a uno zio o a un prozio: il legame affettivo va ben oltre quello stabilito dalla legge. Ai fini giuridici, però, la “vicinanza” dei parenti, cioè il loro grado di parentela, può essere importante, a volte determinante. Si pensi all’eredità: per legge, il patrimonio del defunto che è morto senza lasciare figli, genitori, fratelli o altri parenti prossimi, si devolve ai parenti più lontani, fino al sesto grado. Ecco perché può davvero essere importante stabilire chi sono i parenti di terzo grado.

Come vedremo, la legge stabilisce in maniera precisa come calcolare i gradi della parentela, così da stabilire quanto un proprio consanguineo sia vicino noi secondo la legge. Insomma: il vincolo di sangue è molto importante, tant’è vero che, se una persona muore senza lasciare testamento, al suo migliore amico non andrà nulla, mentre potrebbe spettare qualcosa allo zio che vive all’estero e con cui non ci sono mai stati rapporti. Chi sono i parenti di terzo grado? Scopriamolo insieme.

Cos’è la parentela?

La parentela è il rapporto che esiste tra soggetti che discendono dalla stessa persona (cosiddetto “stipite”).

È chiaro dunque che la parentela presuppone un vincolo di sangue. La consanguineità è proprio la caratteristica della parentela, che permette così di differenziarla da altri due fondamentali vincoli familiari:

  • il coniugio, che sorge con il matrimonio, il quale peraltro non sarebbe possibile se marito e moglie fossero parenti entro un certo grado;
  • l’affinità, che si instaura con i parenti del coniuge.

Mentre coniugi e affini non sono uniti da vincolo di sangue, lo sono i parenti.

Parentela: linea retta e linea collaterale

La parentela può essere di due tipi:

  • sono parenti in linea retta coloro che discendono gli uni dagli altri. È il caso di padre e figlio, di nonno e nipote;
  • sono parenti in linea collaterale coloro che, pur avendo uno stipite comune, non discendono gli uni dagli altri. È il caso dei fratelli, accomunati dalla discendenza (il padre) ma non discendenti l’uno dall’altro.

Gradi di parentela: cosa sono e come si calcolano?

Per la legge non è importante soltanto la parentela, ma anche il suo grado. Come detto in apertura, infatti, non tutti i parenti sono uguali: e ciò non solo per via del legame affettivo, più o meno intenso, che può esserci tra consanguinei, ma anche per le diverse conseguenze giuridiche collegate alla parentela.

Ad esempio, per la legge la parentela è rilevante solamente fino al sesto grado; in alcuni casi, la parentela perde significato anche molto prima del sesto grado: si pensi ad esempio all’obbligo alimentare, a cui sono tenuti al massimo i parenti fino al secondo grado (i fratelli).

Come si calcolano i gradi di parentela? È presto detto: per ottenere il grado di parentela di una persona occorre semplicemente contare il numero di generazioni che passa tra i soggetti, escludendo lo stipite.

Ad esempio, nonno e nipote sono parenti di secondo grado perché tra loro passano tre generazioni (partendo dal basso: quella del nipote, quella del padre e quella del nonno), escludendo alla fine quella dell’avo.

Padre e figlio sono invece parenti di primo grado, sempre perché si deve escludere dal calcolo la generazione dello stipite, cioè in questo caso del padre.

In entrambi gli esempi appena fatti, la parentela è in linea retta, in quanto i parenti discendono direttamente gli uni dagli altri.

Un po’ più complesso è il calcolo dei gradi di parentela in linea collaterale. Anche in questo caso vanno contate tutte le generazioni che separano i due parenti, escludendo lo stipite comune; trattandosi però di soggetti che non discendono direttamente tra loro, il computo dovrà avvenire in questa maniera:

  • si parte dal soggetto il cui grado di parentela interessa e si sale fino allo stipite;
  • dopodiché, si scende nuovamente fino a raggiungere il parente interessato.

Un esempio chiarirà meglio il calcolo dei gradi di parentela in linea collaterale.

I fratelli sono parenti in linea collaterale di secondo grado, in quanto si esclude la generazione dello stipite, cioè del padre.

I cugini sono parenti in linea collaterale di quarto grado: partendo da un cugino si sale fino ad arrivare allo stipite comune (il nonno); dopodiché, si scende fino a giungere all’altro cugino. Contando, si avranno cinque generazioni, cioè cinque passaggi, ma quello dello stipite comune non si conta. Ecco perché i cugini sono parenti di quarto grado.

Parenti di terzo grado: chi sono?

Dall’esempio della parentela dei cugini si può evincere chi sono i parenti di terzo grado. Seguendo lo stesso percorso schematizzato nella tabella, si capirà che i parenti di terzo grado, in linea collaterale, sono gli zii.

Partendo dal cugino, infatti, si giunge al fratello del papà, cioè allo zio, avendo contato 3 generazioni (4 meno quella dello stipite comune).

In linea retta, invece, il parente di terzo grado è il bisnonno: se, infatti, i nonni sono parenti di secondo grado, i bisnonni saranno di terzo grado. Insomma: il papà del nonno è parente di terzo grado in linea retta, in quanto tutti discendono dallo stipite comune (cioè, dal bisnonno).

In sintesi, possiamo affermare che sono parenti di terzo grado:

  • in linea retta, i bisnonni;
  • in linea collaterale, gli zii, cioè fratelli e sorelle dei genitori.

Sono parenti di terzo grado:

  • in linea retta, i bisnonni;
  • in linea collaterale, gli zii, cioè fratelli e sorelle dei genitori.


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