Cosa dice il “Decreto P.A.” in otto punti

6 Agosto 2014
Cosa dice il “Decreto P.A.” in otto punti

Marcia indietro su “Quota 96”, anche se c’è stato l’annuncio, da parte del presidente del Consiglio, di un provvedimento strutturale sulla scuola entro agosto che interesserà anche i precari aprendo a “nuove entrate”.

Ieri il decreto sulla riforma della Pubblica amministrazione voluto dal governo Renzi ha incassato la fiducia al Senato. Ora passerà alla Camera.

La novità più interessante è la soppressione di misure giudicate – dalla Ragioneria generale dello Stato – prive di copertura economica:

a. la norma che avrebbe consentito a quattromila tra insegnanti e personale della scuola di andare in pensione con la “quota 96“;

b. la norma che consentiva il pensionamento d’ufficio per primari e professori universitari che avessero raggiunto i 68 anni;

c. la norma che toglieva le penalizzazioni in caso di pensionamento anticipato di alcune categorie e quella in favore delle vittime del terrorismo.

Ecco gli aspetti principali del decreto.

1 – MAGISTRATI: stretta soft sulle aspettative

Stop alle aspettative per i magistrati che ricoprono incarichi in uffici di diretta collaborazione con la Pa, anche se solo di consulenza giuridica. Scatta l’obbligo di andare fuori ruolo, ma con una “sanatoria” per le aspettative già in corso.

2 – TRATTENIMENTO IN SERVIZIO: cancellata la deroga biennale

Cancellato il “trattenimento in servizio” dei dipendenti pubblici che hanno raggiunto i requisiti pensionistici. Finora potevano restare ancora per due anni. Regola più soft per i magistrati: per loro lo stop scatterà solo a inizio 2016.

3 – PENSIONAMENTI: uscite anticipate a 62 anni

Le Pa potranno mandare a riposto i loro dipendenti,  motivando la scelta, a 62 anni, purché con il massimo dei contributi. La possibilità, era già prevista, ma ne viene facilitata l’applicazione, includendo anche i dirigenti.

4 – TURNOVER: dalle “persone” alle risorse

Si passa dalle persone alle risorse, per cui le Pa possono fare assunzioni che non superino il 20% delle spese sostenute per quanti sono usciti nel 2014. Quota che si alza al 40% nel 2015 per arrivare al 100% nel 2018.

5 – DIRITTI CAMERALI taglio graduale in tre anni

Sì al dimezzamento delle somme dovute dalle imprese alle Camere di commercio, ma arriverà con gradualità. Un emendamento ha infatti spalmato il taglio in tre tranche: -35% per il 2015, -40% per il 2016 , -50% nel 2017.

6 – MOBILITÀ: obbligo entro i 50 chilometri

Un dipendente pubblico potrà essere trasferito da un ufficio all’altro, nel raggio di 50 chilometri, senza previe motivazioni. Ma l’obbligo non vale per i genitori con bambini sotto i 3 anni o tutelati dalla legge 104.

7 – AUTHORITY: dirigenti, stretta sugli incarichi

I dirigenti di Bankitalia, Ivass e Consob terminato l’incarico non potranno intrattenere, direttamente o indirettamente, rapporti di collaborazione o di impiego con i soggetti pubblici o privati operanti nei settori di competenza.

8 – ANTICORRUZIONE: più poteri a Cantone

Soppressa l’Authority sui contratti pubblici i cui compiti passano all’Autorità nazionale anticorruzione, guidata da Cantone: la vigilanza sugli appalti a rischio coinvolgerà le concessionarie e potrà proporre commissariamenti.



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