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Concorso: se bocciato per pochi punti puoi ancora farcela!

7 Agosto 2014
Concorso: se bocciato per pochi punti puoi ancora farcela!

L’ordinanza si riferisce all’esame per diventare avvocato, ma si può applicare ad un gran numero di pubblici concorsi.

Più chances per chi perde un concorso per pochi punti: a dirlo è una recente ordinanza del TAR di Trento [1], che, di fatto, consente da oggi una compensazione tra i punteggi conseguiti in varie prove, al fine ottenere il minimo richiesto dal bando.

La vicenda

Il provvedimento del giudice riguarda un candidato all’esame di avvocato. Il minimo punteggio richiesto per le tre prove scritte (che la legge prevedere essere di 90 punti complessivi) poteva esser raggiunto anche con una prova insufficiente, purché vi fossero state almeno due valutazioni minime di 30 punti: questo era infatti l’unico caso di possibile compensazione tra punteggi. Nel caso esaminato dai giudici di Trento, vi era invece una prova più che positiva (valutata 34) e due prove leggermente insufficienti, valutate ambedue con 28 punti: in conseguenza, non sarebbe stato possibile operare compensazioni, perché mancavano le due prove con punteggio minimo di 30.

Questa alchimia è sembrata illogica al giudice amministrativo perché priva di motivazione; infatti, la stessa sottocommissione si era impegnata a motivare i giudizi di insufficienza e quindi, implicitamente, si era impegnata a dare peso alle circostanze dalle quali dedurre l’effettiva preparazione candidato, indipendentemente dal meccanismo della doppia votazione con punteggio 30. Nel caso esaminato, poi, il candidato contestava anche la logicità delle soluzioni adottate dalla Commissione, citando, a sostegno le proprie tesi, due pareri di esperti del settore.

In altre occasioni, gli orientamenti dei giudici amministrativi sono stati più formali, non ammettendo un sindacato sull’operato della commissione, nemmeno in presenza di pareri pro veritate sulla bontà delle scelte operate nella soluzione dei quesiti di esame [2].

Oltre a dar peso a tali pareri, i giudici trentini hanno ritenuto di ammettere una certa sindacabilità dell’operato delle commissioni, ad esempio quando un compito scritto sia giudicato negativamente per errori di grammatica che non esistono [3] o perché la commissione abbraccia una scuola di pensiero opposta a quella del candidato, affermando che le tesi esposte sono affette da asseriti “errori madornali[4].

Per assicurare un effettivo risultato al candidato che rivendicava la possibilità di compensare lievi insufficienze con giudizi positivi, i giudici di Trento hanno disposto la riconvocazione della commissione affinché fosse rivisto il giudizio: e al fine di garantire un’effettiva, nuova comparazione al candidato ripescato, l’ordinanza di riconvocazione prevede una nuova correzione non singola, ma collettiva, che riguardi anche 10 elaborati, alcuni già giudicati positivamente, altri ritenuti insufficienti, ricostruendo così un contesto obiettivo.


note

[1] TAR Trento, ord. n. 70 del 27.07.2014.

[2] Tar Palermo, sent. n. 1812/2013; Tar Genova sent. n. 257/2013.

[3] Cass. Sez. Un. Sent. n. 8412/2012.

[4] Cass. sent. n. 14893/2010.

Autore immagine: 123rf com


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