Diritto e Fisco | Articoli

Affido ai nonni: regole e casi

7 Agosto 2014
Affido ai nonni: regole e casi

Cassazione: per evitare lo stato di abbandono e l’adottabilità sono decisive anche la conflittualità con i genitori e la mancata consapevolezza dei bisogni dei minori; stop al collocamento ai nonni se ci sono “preferenze” fra i nipoti.

Non è possibile collocare i minori presso i nonni in tre casi:

1. quando i nonni esprimano un disinteresse nei confronti di alcuni nipoti rispetto ad altri (per esempio, se vi sia preferenza per il nipote più grande rispetto ai più piccoli),

2. quando vi sia una conflittualità tra i nonni e i genitori

3. infine, quando vi sia una scarsa consapevolezza dei bisogni emotivi dei nipoti.

Queste le tre regole sancita dalla Cassazione con una sentenza di ieri [1].

In ogni caso, l’affidamento ai nonni può ovviamente avvenire solo in quei casi in cui il giudice ritenga che non vi siano le condizioni perché il minore possa vivere e crescere nella propria famiglia di origine [2] per via di una situazione di abbandono per “mancanza di assistenza materiale e morale, grave e irreversibile”.

Si ricordi che, grazie all’affidamento ai nonni, si evita la dichiarazione dello stato di adottabilità e così il minore resta in famiglia.

Poche settimane fa la Suprema Corte [3] aveva sempre deciso per l’adottabilità di tre minori e non per l’affidamento ai nonni in quanto gli stessi non erano stati in grado di “proteggere adeguatamente i minori dai comportamenti lesivi dei genitori e a fornire delle condizioni di vita adeguate al loro sviluppo dimostrando un’attenzione superficiale e inadeguata alle loro esigenze”.

In un altro passaggio della sentenza si legge che “in tema di dichiarazione dello stato di abbandono del minore, la disponibilità a occuparsene manifestata da uno dei parenti entro il quarto grado, che dimostri di aver mantenuto rapporti significativi con il minore, deve essere valutata con particolare rigore nel caso in cui il fanciullo sia stato oggetto di abusi sessuali e/o maltrattamenti nella famiglia d’origine, e dunque colpito in modo gravissimo nella sua più profonda dimensione emotiva”.

Lo stato di abbandono può essere escluso soltanto in presenza di rapporti pregressi e attuali fra il minore e il predetto parente, caratterizzati da una sufficiente “autonomia” di tale congiunto dai genitori e tali da assicurare, direttamente o mediante sostegni esterni, una situazione affettiva, morale e materiale, da accertare con riscontri obbiettivi, idonea a prefigurare un adeguato equilibrio psicofisico e l’armonioso sviluppo della sua personalità.

Altra sentenza in materia sempre della Cassazione [4] ha escluso l’affidamento ai nonni che si sarebbe risolto nell’esposizione dei bambini a una situazione di pericolo per la loro crescita.


note

[1] Cass. sent. n. 17725/14.

[2] Art. 1 L. 184/83.

[3] Cass. sent. n. 16280 del 16.07.2014.

[4] Cass. sent. n. 23193/2013.

Autore immagine: 123rf com


Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube