Diritto e Fisco | Articoli

Conto corrente: cose che non tutti sanno

21 Gennaio 2022
Conto corrente: cose che non tutti sanno

Gestione del conto, cointestazione, pignoramento, controlli fiscali su prelievi e versamenti: come sopravvivere al complicato mondo delle banche.

Ci sono alcune domande che immancabilmente sorgono non appena si apre o si gestisce un conto corrente, proprio o altrui. Tra queste, le principali preoccupazioni riguardano i profili fiscali e i possibili controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate in merito a prelievi e versamenti di contanti. Ecco allora alcune cose che non tutti sanno sul conto corrente e che potrebbero tornarti utili nel momento opportuno.

Come contestare l’estratto conto

Forse non lo sai ma se nell’estratto conto ci sono degli errori, puoi sempre contestarli entro 60 giorni dalla sua ricezione. Quindi, fai sempre attenzione a leggere i documenti che la banca ti manda per posta o per via telematica.

Sappi però che, se ti dovessi accorgere di addebiti illegittimi, come nel caso di costi e commissioni prelevate dalla banca ma non dovute, hai ben dieci anni di tempo per far valere le tue ragioni.

Prelievi non autorizzati da terzi

Capita sempre più di frequente, specie a chi gestisce il proprio conto in via telematica (home banking) di subire dei prelievi non autorizzati da parte di criminali informatici. Si è infatti sempre più spesso vittime di truffe come il phishing. In questi casi, la banca risponde del prelievo e restituisce il maltolto, a patto però che il trafugamento delle somme non sia derivato da un comportamento imprudente del correntista (per aver, ad esempio, comunicato le proprie credenziali di accesso alla piattaforma online). Per ottenere il rimborso è necessario innanzitutto sporgere querela alla polizia postale o presso una stazione dei carabinieri e poi, con una copia della stessa, presentare un’istanza presso la filiale ove si detiene il conto corrente.

Bisogna dichiarare l’apertura di uno o più conti correnti?

Spesso, ci si chiede se l’apertura di un conto corrente debba essere dichiarata al Fisco. Assolutamente no: ciò che va però dichiarato è il denaro che in esso eventualmente confluirà, a meno che non sia il frutto di donazioni, di somme ricevute già al netto delle tasse, di prestiti o di vendite di oggetti usati. La disponibilità di denaro infatti fa sempre scattare la presunzione di un reddito, salvo prova contraria da parte del contribuente.

Se faccio un prelievo dal conto vengo controllato?

Dal conto corrente puoi prelevare quanto vuoi: a meno che, infatti, tu non sia un imprenditore, il fisco non ti controllerà mai né ti chiederà ragione delle spese effettuate (ricorda però di non fare mai pagamenti in contanti pari o superiori a 1.000 euro ciascuno).

Tutt’al più, la tua banca potrebbe chiederti chiarimenti sull’uso delle somme in contanti prelevate e, se queste superano 10.000 euro nello stesso mese (anche tramite operazioni frazionate), potrai essere segnalato alla Uif (Unità di Informazione Finanziaria) solo al fine di verificare se il denaro viene impiegato per scopi criminali. Non si tratta quindi di controlli fiscali. Se sei in regola non devi temere nulla.

Se faccio un versamento sul conto vengo controllato?

Diverso è il discorso per i versamenti che, al contrario dei prelievi, sono oggetto di controllo da parte del fisco. Il fisco non ti farà alcuna domanda se hai riportato tali somme nella tua dichiarazione dei redditi (e quindi vi hai pagato le tasse). Se invece non l’hai fatto, vorrà sapere come ti sei procurato il denaro; in tal caso, spetterà a te dimostrare che si tratti di somme esentasse o già tassate alla fonte (è il caso di donazioni o di vincite alle scommesse).

Che succede se c’è la cointestazione del conto corrente?

La cointestazione di un conto corrente si presume essere una donazione della metà del suo deposito. Ciò però non succede se la cointestazione avviene per finalità diverse (si pensi alle esigenze logistiche che possono portare una persona anziana a cointestare il proprio conto al figlio o al nipote affinché questi possa gestire il suo denaro): in tal caso, infatti, il denaro resta di proprietà di chi alimenta il conto corrente.

Si può pignorare un conto corrente?

Chi ha debiti può vedersi pignorare tutto il conto corrente (almeno fino all’importo spettante al creditore aumentato della metà). Se però si tratta di un conto d’appoggio dello stipendio o della pensione, il pignoramento di quanto già depositato può riguardare solo le somme superiori al triplo dell’assegno sociale (circa 1.380 euro), mentre il pignoramento delle successive mensilità non può essere superiore a un quinto (fino ad estinzione del debito).

Che succede alla morte del titolare del conto corrente?

Alla morte del titolare del conto corrente, la banca blocca ogni possibilità di effettuare prelievi (restano in vita gli addebiti automatici e i RID). Per sbloccare il conto e prelevare le somme spettanti agli eredi, questi devono innanzitutto presentare la dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate (entro 1 anno dal decesso) e poi depositarne una copia presso la banca.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube