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Quando è obbligatorio il consenso informato?

7 Giugno 2022 | Autore:
Quando è obbligatorio il consenso informato?

Nessun trattamento sanitario può essere iniziato o proseguito se manca l’assenso della persona interessata.

Ti sei recato in ospedale per una gastroscopia e, prima di sottoporti all’esame diagnostico, il medico ti ha fatto firmare il modulo relativo al cosiddetto consenso informato. In altre parole, hai sottoscritto un documento con il quale hai autorizzato il dottore ad effettuare lo specifico trattamento sanitario sulla tua persona. Quando è obbligatorio il consenso informato?

Il consenso informato è obbligatorio ogni qualvolta un sanitario deve intraprendere o proseguire procedure diagnostiche e/o interventi terapeutici su un paziente. Nessuna persona cosciente e capace di intendere e di volere può essere sottoposta a un trattamento sanitario contro o senza la sua volontà. Ne consegue che ogni singolo accertamento, esame, terapia ed intervento medico non può essere effettuato se prima non è stato acquisito il consenso del paziente che sia stato compiutamente e idoneamente informato in ordine al trattamento a cui sarà sottoposto e ai rischi che da tale trattamento possono derivare.

Quando è obbligatorio il consenso informato?

Ogni intervento medico, indipendentemente se invasivo o meno, richiede l’assenso consapevole del paziente, quindi, deve essere preceduto da un’idonea informativa su finalità, natura e conseguenze dell’intervento e sui possibili rischi che ne possono derivare.

Nell’informare il paziente il medico deve adoperare un linguaggio chiaro, comprensibile e completo. Altresì, deve assicurarsi che la persona abbia compreso il significato di quanto gli è stato comunicato.

Il consenso informato quale accettazione al trattamento sanitario proposto dal medico, deve necessariamente sussistere posto che la sua acquisizione rende legittimo l’atto sanitario. In ogni caso, il paziente è libero di revocarlo in qualsiasi momento.

Il consenso informato deve essere espresso da persona maggiorenne e capace di intendere e di volere. Se il paziente non è in grado di esprimere il proprio consenso/dissenso al trattamento sanitario, il medico dovrà richiederlo alla persona che lo rappresenta. Ad esempio, nel caso di una persona interdetta in quanto incapace di intendere e di volere a cui è stato nominato un tutore, il consenso informato è espresso o rifiutato dal tutore medesimo, sentito l’interdetto ove possibile, avendo come scopo la tutela della salute psicofisica e della vita della persona nel pieno rispetto della sua dignità.

Se il paziente è un minorenne, il consenso viene prestato/rifiutato dal soggetto che esercita la responsabilità genitoriale.

Quando non è obbligatorio il consenso informato?

Esistono dei casi in cui il consenso informato non è obbligatorio e più precisamente quando:

  1. ci sono situazioni di emergenza e urgenza nelle quali il medico o i componenti dell’equipe sanitaria devono intervenire immediatamente per salvare la vita del paziente (consenso presunto). Vedi ad esempio l’ipotesi del soggetto che, a causa di un terribile sinistro stradale, viene trasportato in ospedale per essere sottoposto ad un intervento chirurgico urgente;
  2. il paziente si sottopone ad esami di routine (consenso implicito) come nel caso di chi si reca in un laboratorio di analisi cliniche per un prelievo di sangue;
  3. il paziente ha dichiarato espressamente di non volere essere informato sui trattamenti sanitari che lo interessano;
  4. il paziente deve sottoporsi a una delle vaccinazioni obbligatorie, stabilite nei programmi nazionali di salute pubblica;
  5. non è possibile stabilire a priori le modalità e le conseguenze di un intervento sanitario (consenso allargato);
  6. si è in presenza di un soggetto nei cui confronti bisogna effettuare un trattamento sanitario obbligatorio (TSO).

Quali sono i requisiti del consenso informato?

Il consenso informato deve essere:

  • personale. Solo il paziente ha titolo ad esprimere il consenso informato, tranne che si tratti di un soggetto incapace o minorenne;
  • manifesto. Il paziente deve acconsentire o rifiutare il trattamento sanitario proposto e la sua manifestazione di volontà deve essere esplicita ed espressa in modo inequivocabile;
  • specifico. Il consenso deve essere riferito allo specifico atto clinico proposto. Inoltre, il consenso prestato per un determinato trattamento non può legittimare il medico ad eseguirne uno diverso, per natura od effetti, dal percorso di cura comunicato, ad eccezione dei casi di necessità ed urgenza, non preventivabili, che determinino un pericolo grave per la salute o la vita del paziente;
  • preventivo ed attuale. Il consenso deve essere prestato prima dell’atto proposto. L’intervallo di tempo tra la manifestazione del consenso e l’attuazione dell’atto clinico non deve essere tale da far sorgere dubbi sulla persistenza della volontà del paziente. Qualora lo sia, è opportuno ottenere conferma del consenso in prossimità della realizzazione dell’atto;
  • revocabile. Il paziente può revocare il consenso in qualsiasi momento, anche nell’immediatezza della procedura sanitaria che si sta ponendo in essere.

Come si acquisisce il consenso informato?

Il consenso informato va acquisito obbligatoriamente prima dell’atto sanitario proposto, con un adeguato intervallo temporale idoneo a consentire al paziente di riflettere sul contenuto informativo ricevuto ed eventualmente sottoporlo all’attenzione del medico di sua fiducia.

Il consenso informato è un atto acquisibile solo dal personale medico, in forma scritta o con altre modalità di pari efficacia documentale. Di solito, vengono utilizzati degli appositi moduli prestampati, contenenti le informative principali sulle cure e sulle terapie che verranno praticate.

Il modulo deve essere debitamente compilato e riportare chiaramente il tipo di intervento da eseguire, la data e l’ora, le firme del paziente e del medico che ha fornito l’informazione.

Se il consenso viene modificato, è necessario un nuovo colloquio informativo con il paziente per assicurarsi che non abbia cambiato opinione sulla decisione di sottoporsi al trattamento.



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