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Parentela e affinità: quali differenze?

7 Giugno 2022 | Autore:
Parentela e affinità: quali differenze?

Tipologie di legami familiari: per entrambe è possibile definire le linee e i gradi.

Il nostro ordinamento giuridico attribuisce importanza particolare ai legami che intercorrono tra i componenti di un nucleo familiare, ovvero alla parentela e all’affinità. La parentela è il vincolo tra le persone che discendono da uno stesso antenato (cosiddetto stipite); in sostanza, che sono legate da consanguineità [1]. L’affinità, invece, è il rapporto che unisce un coniuge ai parenti dell’altro coniuge [2]. La parentela può distinguersi in linea, retta e collaterale, e in gradi. Lo stesso avviene per l’affinità. Parentela e affinità: quali differenze?

Chi sono gli affini di primo grado? Per rispondere correttamente alla domanda bisogna prima stabilire la linea e il grado di parentela intercorrente tra due soggetti in quanto l’affinità rispecchia nella linea e nel grado il rapporto di parentela che sussiste tra l’altro coniuge e i suoi parenti [3].

Il punto di partenza è rappresentato dal disposto dell’articolo 75 del Codice civile, a norma del quale la parentela può svilupparsi in linea retta, se le persone legate dal vincolo discendono le une dalle altre e in linea collaterale, se le persone non discendono l’una dall’altra ma hanno uno stipite in comune. Per quanto attiene il grado è bene sapere che lo stesso è il livello di minore o maggiore vicinanza tra i soggetti tra i quali esiste il legame di parentela: più il grado aumenta, più diminuisce l’intensità del vincolo.

Parentela: in cosa consiste la linea retta e la linea collaterale?

Per capire meglio cosa sono la parentela in linea retta e la parentela in linea collaterale, facciamo degli esempi concreti.

Posto che la parentela in linea retta è quella che intercorre tra un ascendente e i suoi vari discendenti, sono parenti in linea retta i genitori e i figli, in quanto questi ultimi discendono dai primi così come sono parenti in linea retta i nonni e i nipoti oppure i bisnonni e i bisnipoti.

La parentela in linea collaterale sussiste qualora il rapporto sia intercorrente tra persone che, pur avendo un antenato in comune, non discendono l’una dall’altra. Ne consegue che sono parenti in linea collaterale i fratelli o le sorelle i quali pur non discendendo gli uni/une dagli altri/altre, hanno uno stipite in comune (il padre e/o la madre).

Parentela: come si stabiliscono i gradi?

Nella linea retta il grado si calcola contando le persone sino allo stipite comune, ovvero si contano le generazioni che separano i due parenti eliminando lo stipite in comune.

Ad esempio, fra madre e figlia esiste un rapporto di parentela in linea retta di primo grado, contandosi due generazioni (madre e figlia) e togliendo lo stipite in comune (la madre). Per cui madre + figlia = 2 – 1 (madre, ovvero lo stipite in comune) = 1.

Allo stesso modo, tra nonno e nipote esiste un rapporto di parentela in linea retta di secondo grado, calcolando tre generazioni (nonno, figlio e nipote) e togliendo lo stipite in comune (il nonno). In sostanza: nonno + figlio + nipote = 3 – 1 (nonno, quale stipite in comune) = 2.

Nella linea collaterale i gradi si computano dalle generazioni, salendo da uno dei parenti fino allo stipite comune e da questo discendendo all’altro parente, sempre restando escluso lo stipite [4].

Ad esempio, sono parenti in linea collaterale di secondo grado i fratelli e le sorelle. Infatti, dal fratello si sale al genitore e, poi, si scende all’altro fratello. Pertanto, fratello + genitore + fratello = 3 – 1 (genitore, ovvero lo stipite in comune) = 2.

Sono parenti in linea collaterale di terzo grado gli zii e i nipoti perché si parte dal nipote, si sale al genitore e a seguire al nonno e poi si scende allo zio. Quindi, nipote + genitore + nonno + zio = 4 – 1 (nonno, cioè lo stipite in comune) = 3.

Chi sono gli affini di primo grado?

Una volta che si è compreso cosa sono la parentela in linea retta e la parentela in linea collaterale nonché è stato spiegato il metodo di calcolo dei gradi è possibile conoscere chi sono gli affini di primo grado. Infatti, il grado di affinità del coniuge con i parenti dell’altro coniuge è corrispondente a quello della parentela e, quindi, sia in linea retta sia in linea collaterale, il grado di affinità si determina allo stesso modo del grado di parentela.

Da ciò deriva che sono affini in linea retta di primo grado la nuora e il suocero/suocera oppure il genero e il suocero/suocera.

Raffaella è sposata con Alfredo, che è figlio di Mario. Tra Mario e Alfredo, quindi, sussiste un rapporto di parentela in linea retta di primo grado, trattandosi di padre e figlio. Analogamente, tra Raffaella (nuora) e Mario (suocero) esiste un’affinità in linea retta di primo grado.

I cognati, invece, sono affini in linea collaterale di secondo grado.

Martina e Dino sono marito e moglie. Federico è il fratello di Martina. Quindi, Martina e Federico (fratello o sorella) sono parenti in linea collaterale di secondo grado. Parimenti Dino e Federico (cognati) sono affini in linea collaterale di secondo grado.

Quali sono i gradi dell’affinità?

I gradi dell’affinità possono essere così riassunti.

Primo grado:

  • suocero e suocera/ genero e nuora (affinità in linea retta).

Secondo grado:

  • cognati (affinità in linea collaterale);
  • nonno/nonna del coniuge (affinità in linea retta).

Terzo grado:

  • bisnonni del coniuge (affinità in linea retta);
  • zio/zia del coniuge (affinità in linea collaterale);
  • nipoti del coniuge (affinità in linea collaterale).

Quali sono i divieti e gli obblighi degli affini?

La legge prevede il divieto di contrarre matrimonio tra gli affini in linea retta e tra gli affini in linea collaterale di secondo grado [5]. Perciò, non possono contrarre matrimonio ad esempio la nuora e il suocero o la cognata e il fratello del marito. Il divieto di contrarre matrimonio tra gli affini in linea retta sussiste anche nel caso in cui l’affinità deriva da matrimonio dichiarato nullo o sciolto o per il quale è stata pronunciata la cessazione degli effetti civili.

L’affinità non viene meno in caso di morte, anche senza prole, del coniuge da cui deriva. Il vincolo persiste pure in caso il divorzio mentre cessa se viene dichiarata la nullità del matrimonio.

Relativamente agli obblighi degli affini, tali soggetti sono tenuti al versamento degli alimenti in favore di un familiare che versa in stato di bisogno [6]. Il nostro legislatore ha stabilito l’ordine dei parenti e degli affini ai quali il soggetto bisognoso deve rivolgersi, iniziando dal parente più vicino e se questi non è in grado di prestare gli alimenti, dovrà rivolgersi a quello di grado successivo, rispettando uno specifico elenco: il coniuge, i figli e, in loro assenza, i discendenti prossimi (ad esempio i nipoti), i genitori e, in loro assenza gli ascendenti prossimi (ad esempio i nipoti). A seguire gli affini, cioè i generi e le nuore, il suocero e la suocera. In ultimo, i fratelli e le sorelle.


note

[1] Art. 74 cod. civ.

[2] Art. 78, co. 1, cod. civ.

[3] Art. 78, co. 2, cod. civ.

[4] Art. 76 cod. civ.

[5] Art. 87 cod. civ.

[6] Art. 433 cod. civ.


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