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Compenso avvocato: prescrizione a chiusura di ogni singolo giudizio

7 Agosto 2014
Compenso avvocato: prescrizione a chiusura di ogni singolo giudizio

In caso di pluralità di cause affidate dallo stesso cliente, il termine per il recupero della parcella scatta dalla definizione di ciascuna singola lite.

Se l’avvocato svolge, per un cliente, più prestazioni professionali nell’ambito di diverse cause, il termine di prescrizione per ottenere il pagamento della parcella comincia a decorrere dalla definizione di ciascun giudizio e non da quando si conclude l’incarico complessivo.

Secondo infatti una recente sentenza della Corte di Appello di Firenze [1], in questi casi la prescrizione va computata a decorrere dal giorno in cui termina ogni singola prestazione e non quando si conclude l’incarico complessivo.

Un esempio

La vicenda decisa nel caso di specie dai giudici è un valido esempio per comprendere quando applicare tale regola.

Mettiamo il caso di una donna che conferisca incarico al proprio avvocato per ottenere la separazione dal marito, nonché per il successivo divorzio e per il recupero delle somme a titolo di mantenimento non corrisposte dall’ex.

Il professionista non potrebbe mai affermare che le prestazioni – in quanto svolte per dirimere il medesimo problema, e cioè difficili rapporti con il coniuge – costituirebbero un “unicum” e che, pertanto, la prescrizione decorrerebbe dal giorno in cui è terminato l’incarico complessivo e non già da ogni singola prestazione professionale.

È vero – si legge in sentenza – che il contratto avente a oggetto una prestazione d’opera intellettuale assume un rilievo unitario in riferimento all’incarico conferito, ma quando l’attività svolta abbia a oggetto il patrocinio del cliente in riferimento a una pluralità di giudizi, l’unitarietà della prestazione deve essere valutata con riferimento a ciascuno dei giudizi cui l’attività si riferisce: con la conseguenza che, con la definizione di ciascuno di essi, il compenso dovuto per la relativa difesa diventa immediatamente esigibile e, di conseguenza, comincia a decorrere [2] il termine di prescrizione del diritto, termine che – si ricorda – è di tre anni.


note

[1] C. App. Firenze, sent. n. 25/14.

[2] Ai sensi dell’art. 2935 cod. civ.

Autore immagine: 123rf com


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